Non è un paese per laici

Il DDL Calabrò che regolamenterà le “DAT” (dichiarazioni anticipate di trattamento) marcandone brutalmente i confini e stabilendone incontrovertibilmente l’ambito e la validità, sta marciando trionfalmente verso una sua approvazione definitiva senza intoppi, macinando un successo dopo l’altro.

La maggioranza si muove compatta come sempre. Non un’esitazione né un ripensamento sono emersi in questi giorni di “discussione” degli articoli. Non una critica è stata mossa. Ciò costituisce un’ulteriore prova a carico della teoria del pensiero unico, che alcuni malevoli osservatori da tempo sostengono. In base ad essa l’attività politica e parlamentare di quanti compongono la maggioranza di governo sarebbe, e nei fatti è, dominata da un criterio imprescindibile, ovvero il “si fa come dice il capo“. In nessun altro modo può essere spiegata una così disarmante coincidenza di vedute e di pensiero.

Le ricerche di una qualsiasi forma di vita intelligente, anche primitiva, nello schieramento di centro-destra continuano a dare scarsissimi risultati. Il sussulto recentemente registrato a seguito della lettera inviata da un drappello di deputati del PdL al loro Presidente, manifestando perplessità su alcuni contenuti del DDL Sicurezza, rappresenta un episodio di  desolante unicità.  Cosa spinga questi individui ad assoggettarsi integralmente alla volontà del sovrano e quali siano le ragioni che muovono quest’ultimo a compiere tali gesta costituisce da anni oggetto di studi e disquisizioni, oltre che argomento per altre ed ampie discussioni.

Mi limito a registrare quanto questo disegno di legge vada contro la libertà dell’individuo, la laicità dello Stato e la stessa Costituzione, stabilendo che “l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento” ed eliminandone la vincolatività. Negare l’ideologicità del provvedimento, ribadendo una totale autonomia dell’estensore, non può convincere coloro che, come il sottoscritto, constatano da tempo un rafforzamento nel paese delle posizioni più conservatrici e reazionarie, una sempre maggiore invadenza delle istituzioni vaticane ed una preoccupante relazione di proporzionalità fra esse. Basta leggere le prime frasi del testo presentato per individuare l’ennesima conferma:

Art. 1. – (Tutela della vita e della salute).

1. La presente legge, tenendo conto dei principi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione:
a) riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile ed indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge.

Il termine “indisponibile” non appare e non si evince da nessuno degli articoli citati, ma di contro risuona costantemente nelle affermazioni di Papa Ratzinger, con insopportabili aumenti di frequenza proprio nei giorni che hanno preceduto la morte di Eluana Englaro.

Concluderei riportando le affermazioni, profonde ed equilibrate, del fine pensatore Maurizio Gasparri, onorabile membro della compagine berlusconiana e capogruppo del PdL al Senato: “si prenda atto che il partito della morte non prevale”.

Fino a quando avremo a che fare con questa categoria di personaggi, le speranze di coloro che desiderano costruire una Italia migliore sono destinate a infrangersi contro un solido muro di volgare ignoranza e sordida ottusità.

Un silenzio vergognoso

Molto probabilmente risulterà superfluo dirvi come la penso sulle recenti parole di papa Benedetto XVI su AIDS e preservativi…semplicemente giudico quanto detto e sostenuto il perpetuarsi, da parte del Vaticano, di posizioni anacronistiche, con evidenti risvolti d’irresponsabile e criminosa incoscienza.

Ciò che però mi ferisce ed umilia è la totale assenza di reazioni dalle istituzioni di questo paese. Atteggiamento che manifesta ancora una volta la sudditanza psicologica ed interessata di coloro che ci governano e ci rappresentano, rendendoli complici di questo inaccettabile attacco alla ragione, alla vita ed alla salute di milioni di esseri umani.

Scagliarsi contro l’utilità dei profilattici come protezione contro il contagio, metterne in dubbio l’efficacia o arrivare addirittura ad asserire che essi costituiscano un pericolo è una forma di disconoscimento della realtà che tanto si avvicina al peggior negazionismo di stampo neofascista.

Ogni persona sana di mente si rende conto di come il preservativo da solo non possa essere considerato la soluzione ad un flagello di tali dimensioni…soluzione inevitabilmente assai più articolata e complessa e ad oggi non ancora disponibile…ma indubitabilmente esso costituisce un elemento indispensabile di prevenzione.

Ministro Sacconi, che in virtù del dicastero che presiede più di tutti avrebbe dovuto mostrare sensibilità e sollecitudine nei confronti delle dannose e pericolosissime affermazioni del pontefice, potrebbe gentilmente farci sapere dove si è nascosto? Il suo silenzio è, fra i tanti e assai riprovevoli, certamente il più vergognoso.

Vorrei poi chiedere a papa Ratzinger, per il nostro bene, in futuro di infilare la testa in un robusto condom prima di iniziare con i suoi farneticanti sproloqui.

La condanna

Credere in dio mi è impossibile
confortante verità menzognera
illusione intossicante

Credere nell’uomo m’inaridisce
sordido groviglio di viscere
però culla di ogni speranza

Il sogno s’infrange
contro scogliere di solida carne cieca
e ancora…
e ancora…

…e questa non sarà la fine…

Eluana è morta.

Mentre lo apprendevo ero in viaggio verso casa dopo una pesante giornata di lavoro e, come sempre, stavo ascoltando la radio per tenermi aggiornato…ospite della trasmissione c’era niente di meno che l’on. Binetti, la quale ha commentato l’accaduto come se fosse venuta a mancare una persona piena di salute e nel fiore degli anni improvvisamente falciata dalla scure dell’implacabile mietitrice…sono seguiti altri commenti, tutti concordi sulla rapidità del decesso.

Sinceramente a me 17 anni fanno pensare più ad una lunga ed interminabile agonia che ad una imprevedibile fatalità.

Vorrei avvertire quanti avranno la pazienza di leggere questo pezzo di prepararsi, poichè ora avrà principio la macabra danza delle iene e degli sciacalli che si contenderanno le frattaglie della defunta…e non sarà un bello spettacolo…roba da stomaci forti.

Le parole di Sacconi (“ci sia ora un provvedimento tempestivo affinche’ il suo sacrificio non sia stato inutile”) fanno pensare che l’azione liberticida del Governo, ben lungi dall’essere giunta al capolinea, ha da oggi una martire, immolatasi per la causa della vita ad oltranza…e questi individui hanno già dimostrato, come nel caso di Marco Biagi, di saper capitalizzare le vittime.

Per quanto mi riguarda rinnovo la mia solidarietà alla famiglia di Eluana, auspicando per il futuro una stagione illuminata che ponga fine all’oscuro periodo, così ricco di miserie e mediocrità, che stiamo attraversando.

Teniamo duro!!

Eluana: la giusta posizione del Governo

Ci ho pensato molto e a lungo…spesso irritandomi ed esplodendo in rabbiose sceneggiate furenti…lanciando improperi contro chiunque in questi mesi si fosse opposto a quanto reputavo la cosa più giusta ed umana da fare, ovvero dare seguito alla volontà di Eluana, rispettandola ed agendo in modo da assicurarle una morte dignitosa…ponendo fine ad una condizione di “non vita” indifendibile.

Ho interpretato le mosse ed i proclami del vasto fronte dei contrari, il fronte del no cieco e irremovibile come squallidi protagonismi, strumentalizzazioni becere finalizzate unicamente al compiacimento di una ideologia bigotta che da tempo immemore imperversa per la nazione, soggiogandola il più delle volte al suo ottuso e dispotico volere.

vita

Poi ho avuto un’illuminazione…come San Paolo sulla via per Damasco…ed ho capito…rendendo esecutiva la sentenza della Cassazione si sarebbe aperto un baratro profondissimo e tremendo…ci vedremmo infatti costretti a decidere come procedere nei confronti di quella grande parte di parlamentari, intellettuali, giornalisti ed alla stragrande maggioranza di comuni cittadini che da anni, fors’anche da prima che la vita della protagonista di questa triste avventura si trasformasse in un incubo sordo e silenzioso, manifestano un’attività cerebrale praticamente impercettibile…assai inferiore a quella di Eluana.

Siamo governati, diretti e circondati da individui immobili, insensibili a qualsiasi stimolo, ignari di ciò che accade loro attorno…esseri dalle sembianze umane, apparentemente attivi, capaci di interagire con l’ambiente circostante, che nella realtà dei fatti, osservati da vicino, svelano la loro vera situazione…uno stato vegetativo plausibilmente irreversibile.

Un papa di nome Wanda

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No all’Eutanasia sì al Giardinaggio

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Medici: ribellatevi al dogma

Non potendo esimermi dal commentare l’ennesima ingerenza vaticana ed al contempo non volendo correre il rischio di risultare banale, cosa estremamente probabile visto l’argomento, cercherò di essere simultaneamente sintetico ed esaustivo.

La medicina è una scienza umana sviluppata dall’uomo per l’uomo. Per divenire il magnifico strumento che è ha seguito un lungo e tortuoso cammino denso di difficoltà ed ostacoli, puntualmente osteggiata proprio dai precursori di quel papa Ratzinger che oggi ne abusa così vilmente, arrogandosi il diritto di poterle imporre un’etica ad essa aliena.

In un ipotetico mondo ove mente e volontà dell’uomo non avessero trovato la forza e la determinazione per imporre il proprio pensiero e le proprie idee, dominato da una teocrazia assoluta…in una società quindi controllata dal dogma cattolico, questa nobile disciplina non esisterebbe o quanto meno non sarebbe quella che oggi conosciamo. Quasi certamente in luogo dei medici troveremmo santoni ed esorcisti, inutili quanto ridicoli.

In quel luogo e tempo assurdi, Eluana sarebbe certamente deceduta. Mai e poi mai avrebbe potuto sopravvivere, se di vita possiamo parlare, per 16 lunghi anni ed il sopraggiungere inevitabile della morte sarebbe stato per cause naturali. La medicina ha fatto quanto ha potuto…ad essa ed a coloro che ne hanno il diritto spetta decidere, seguendo la propria etica e la propria morale, cosa sia meglio fare e quale sia il miglior modo di procedere…indipendentemente dagli assalti indegni di una chiesa arrogante.

Concludo quindi ribadendo la mia più totale condanna verso la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, verso le sue continue aggressioni nei confronti del nostro diritto di autodeterminazione, verso tutti coloro che ne appoggiano l’operato e la politica invadente, manifestando la mia più totale solidarietà al padre di Eluana ed alla sua famiglia, che fra le mille difficoltà e sofferenze indubbiamente incontrate s’è trovato a dover combattere anche contro il pregiudizio, l’ignoranza e l’ottusità di un paese bigotto ed una politica incapace.

Sbattezzo 4

Finalmente, dopo lunga attesa, è arrivata l’agognata comunicazione dalla Curia Vescovile della mia città…certo, sono responsabile dei ritardi nell’evasione della pratica a causa della mia approssimazione nell’invio della raccomandata con la richiesta di cancellazione…come accennavo in “Sbattezzo 3“, infatti, ho sbagliato parrocchia…ma la solerzia e la professionalità degli operatori diocesani è riuscita ad individuare la giusta chiesa, ove il mio pedobattesimo venne consumato, ed ora l’atto è compiuto.

Riporto di seguito il punto cruciale della missiva ricevuta:

“Considerando l’esito negativo del precedente contatto a cui non è stato dato riscontro (qui ci si riferisce al fatto che nei quindici giorni di tempo lasciatimi per meditare sul gesto che stavo compiendo, non vi è stato da parte mia alcun ripensamento), visto l’art. 2 § 7 del decreto della Conferenza Episcopale Italiana recante Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza, del 30 Ottobre 1999, le confermo di avere dato in data odierna disposizione al Parroco della parrocchia di … di apporre sul Libro dei battezzati, l’annotazione da lei richiesta concernente la volontà di non essere più considerato aderente alla Chiesa cattolica

Mi si ribadiscono le conseguenze di ordine “giuridico”…si sottolinea il rammarico per la mia decisione, ma sopratutto mi si manifesta per l’ennesima volta, attraverso formula evidentemente standard (qui troverete conferma in altro documento scovato nella rete), “fiducia nel cammino di ricerca, che ci accomuna”…e cordialmente mi si saluta.

Ghigno di soddisfazione, sospiro di sollievo, senso di leggerezza e…beh, sì…il solito fastidio per quella frase ribadita quasi meccanicamente sulla favola del cammino di ricerca che ci accomuna…ma, dopo averla udita e letta più volte, in effetti più che irritarmi mi fa sorridere…un sorriso un pò triste ed un pò compassionevole…che ci posso fare se questi individui ritengono di essere in cerca di qualcosa, quando in realtà ciò che fanno è incatenare la ragione e l’intelletto ad un mastodontico macigno fatto di preconcetti, dogmi e assurdità? Proverò, per quanto mi è possibile, ad evidenziare le sostanziali differenze che ci separano, ma per il momento mi godo la mia apostasia e relativa scomunica latae sententiae.

Sbattezzo 3

Non avendo ricevuto dalla diocesi notizie in merito alla mia pratica di sbattezzo ed essendo trascorso un mese dall’arrivo della loro risposta alla mia richiesta (si consiglia di leggere in proposito qui), quindi ben di più delle due settimane concessemi per riflettere e ravvedermi…ho pensato di fare una chiamata…così, giusto per avere informazioni su quanto stava accadendo…vuoi mai che si siano dimenticati oppure abbiano incontrato difficoltà?…mi risponde un prelato, il quale, udita la mia richiesta, immediatamente mi reindirizza ad un secondo prelato, addetto a questo tipo di pratiche…egli, rapidamente inquadrato l’argomento, subito domanda nome e cognome…data di nascita…quindi mi confida che effettivamente qualche problema l’avevano avuto…non riuscivano a trovare i documenti relativi al mio battesimo nella parrocchia alla quale avevo indirizzato la lettera…devo dire che qui molto probabilmente qualche colpa ce l’ho…mica ho chiesto ai miei genitori dove fossi stato battezzato…ho semplicemente dato per scontato che il fatto fosse avvenuto nella chiesa più vicina a casa loro ed alla quale risalgono i miei ultimi ricordi da giovane parrocchiano…molto giovane, in realtà, poiché, se la memoria non mi inganna, una volta cresimato, che tanto ci teneva una parte della famiglia, non mi sono più fatto vedere da quelle parti…non che loro, a seguito della mia “sparizione”, devo dire, mi abbiano cercato come chi, preoccupato, s’affanna per rintracciare la pecorella smarrita…comunque, a quanto pare, le cose non andarono in questo modo…evidentemente il luogo ove fu consumato il mio “pedobattesimo” era da ricercarsi altrove…prontamente il prelato mi rassicura che già indagini in questo senso erano state effettuate e che, con buone probabilità, si era riusciti ad individuare la giusta parrocchia…quindi, con fare circospetto, quasi fosse trattenuto da una sorta di pudore, ma allo stesso tempo incuriosito o semplicemente spinto da una specie di senso del dovere, mi domanda:

- Ma, mi scusi, lei ha per caso abbracciato qualche altra fede o…

- No…io sono semplicemente ateo…

- Ma come fa? Voglio dire, lei non crede nella giustizia? Nell’amore?

- Certo che ci credo…solo non credo debbano necessariamente derivare da virtù divine…

- Ma non crede o non pensa che vi debba essere un amore eterno?

- Guardi, se la mette così credo che l’amore sia eterno poiché si tramanda da uomo a uomo…si trasmette da una generazione a quella successiva…

- Mah…francamente mi sembra un pò poco…

Qui la mia vena polemica all’improvviso si gonfiò…al prelato ciò sembrava poco…cosa significa? Che non crede nell’uomo? Che i sentimenti umani sono cosa di poco conto? Riuscite a cogliere il significato profondo dell’affermazione del chierico? La necessità di rivolgersi ad un ente superiore e perfetto per dare un senso, una dignità al reale. Mi trattengo…voglio chiudere la telefonata…e non dico nulla…il prete prosegue augurandomi tanta fortuna per la mia ricerca, che io gentilmente ricambio (mi sarebbe piaciuto dirgli che anch’egli è ancora in tempo, poiché non è mai troppo tardi per aprire gli occhi!!) e cortesemente saluto, a mia volta ricambiato. A breve nuovi sviluppi.