Matematica gelminiana

Oggi tutti i giornali riferiscono dei 10.000 studenti bocciati a causa del voto in condotta…la ministra Gelmini si è detta estremamente soddisfatta per questo pregevole risultato, lanciandosi subito in farneticanti sproloqui su una supposta “ritrovata meritocrazia”…mi sovviene però una riflessione…fatta eccezione per quei rari casi in cui il genio si accompagna alla sregolatezza, ho l’impressione che uno studente il quale si arrivi a meritare un 5 in condotta a causa del proprio comportamento durante l’intero anno scolastico, non debba essere esattamente il prototipo del secchione, magari scivolato per sventura su una buccia di banana…uno che si prende un 5 in condotta credo sia da considerare più come un terrorista psicopatico, con un curriculum scolastico a dir poco agghiacciante…che abbia tentato di far saltare in aria almeno una volta l’automobile del professore di matematica o abbia tentato di abusare della supplente di inglese…insomma, uno con una pagella che approssimativamente si aggira attorno al 3.

Condotta Gelmini

Una persona a me molto vicina, la cui identità manterrò gelosamente segreta, si è trovata, in qualità di professoressa, ad affrontare una situazione alquanto bizzarra. Durante lo svolgimento degli scrutini per l’ammissione all’esame di maturità, il consiglio di classe ha dovuto valutare il caso di una studentessa decisamente poco meritevole…considerando l’andamento della suddetta nelle materie più “ortodosse”, essa si era guadagnata un bel 5 e sgoccioli…trattasi quindi di piena insufficienza, tale cioè da garantire la bocciatura…ecco però comparire un 9 in educazione fisica ed un bel 8 pieno in condotta (che ora, grazie alla Gelmini, fa media)…risultato? La ragazza è stata ammessa all’esame di maturità con una sufficienza stiracchiata, grazie al suo profondo impegno ginnico ed al fatto che tutto sommato in classe non aveva mai rotto i coglioni più di tanto…il caso ha poi voluto che venisse successivamente segata dalla commissione d’esame…ma si sa, viviamo in una società nella quale le ingiustizie sono all’ordine del giorno.

Vorrei tanto lasciarmi andare e dire quello che veramente penso della Gelmini, ma mi limiterò a dire: questa sì, cara ministra, che è MERITOCRAZIA!!

Padri e figli

Certo, mi rendo conto che l’uscita di Franceschini ad un primo ascolto, magari superficiale o influenzato da pregiudizio, possa risultare infelice…ammetto poi che nemmeno io provo grande simpatia per il successore di Walter…ma certo giudico troppo facile soffermarsi sul dito, quando questo indica la Luna…considero troppo semplicistico arrestarsi ad una interpretazione letterale delle parole pronunciate ieri da Dario.

Vorrei quindi dare ad esse una seconda chance, condividendo con voi ciò che ho pensato appena udita la bordata elettorale del leader PD. Non mi è sembrato nemmeno per un istante che esse volessero tirare in causa il Berlusconi padre…non credo si parli infatti dei SUOI figli, che molto probabilmente sono stati cresciuti con amore e infinite possibilità ed opportunità, visti i mezzi del “papi”…Franceschini ritengo intendesse parlare dei NOSTRI figli, mettendo in relazione il loro avvenire con l’agire di chi ci governa…m’è subito apparsa chiara l’intenzione di evidenziare il peso e l’influenza degli atteggiamenti e dell’operato del Presidente del Consiglio dei Ministri, che di certo ha ruolo di non poco conto nell’educazione della nostra prole, e non di un ipotetico salumiere, assicuratore o altro membro della società civile.

Colui che viene attaccato non è Tizio Rossi oppure Caio Bianchi, ma Silvio Berlusconi, ovvero l’Imperatore di Furbettolandia, l’eterno inquisito, il precritto per antonomasia, il giullare d’Europa, il grande mentitore, l’evasore, l’impunito ed impunibile, il titotale del più colossale, sporco e putrido conflitto d’interessi che si sia mai visto, l’ineleggibile, il piduista, l’eversivo, l’ambiguo, il “fascistofilo”, il corruttore, l’intrallazzatore, l’uomo dal passato fosco e misterioso, dalle dubbie amicizie, dalle innumerevoli gaffes, il cabarettista imbarazzante…e che allo stesso tempo, direttamente come Primo Ministro ed indirettamente come monopolista dell’informazione, ha sicuramente una parte fondamentale nella costruzione dei destini di questa nazione e del futuro dei suoi cittadini, particolarmente di quelli più giovani.

Valori, modelli, lavoro, opportunità, speranze, educazione intesa anche come istruzione, formazione e tanto altro ancora passano inevitabilmente per le mani di chi ci governa…e chi oggi ricopre questo fondamentale incarico è, a mio avviso, uno degli individui meno raccomandabili fra quelli in circolazione.

Chiudo riportando le parole immortali di Indro Montanelli, che ebbe occasione di conoscere Silvio assai bene e coglierne l’essenza più profonda…egli disse: “Berlusconi è allergico alla verità. Ha una voluttuaria e voluttuosa propensione alla menzogna”…”Chiagne e fotte”!!

Piccoli grandi lapsus

lapsus

Studiamola meglio

Pure confessandovi che mi stanca ribadirlo, mi consolerò col pensare che “repetita iuvant”…quindi mi ripeterò dicendo che ovviamente il sistema scolastico necessita di una riforma, così come quello universitario. Riforma che però parta da principi sani e intenzioni serie volte ad un miglioramento, rinnovamente ed efficentamento. Gli obiettivi debbono quindi essere quelli di innalzare ulteriormente il livello qualitativo dell’istruzione. Quello però che sta avvenendo non ha nulla a che fare con tutto ciò. Qui non siamo di fronte ad una riforma, bensì alle solite becere logiche da squallido ragioniere che, tagliando, punta semplicemente a risparmiare…indiscriminatamente, poichè non entra nel merito e non colpisce selettivamente sprechi, disfunzioni e anomalie.

Oggi abbiamo le orecchie tempestate dalle affermazioni di insulsi esponenti dell’attuale Governo, i quali riversano su insulsi esponenti dell’attuale opposizione teorie balzane, argomentazioni assurde, sparando dati, cifre e statistiche a cazzo, mentre i tristi interlocutori dell’opposizione rispondono citando altri dati, altre cifre ed altre statistiche, sempre a cazzo, motivando, spergiurando e garantendo.

Tutto questo giochino del “batti e ribatti” è vecchio, triste, arido, sterile e nauseabondo…non appartiene al mondo reale, alla vita vissuta dagli essere umani fatti di carne e ossa. Mi sono rotto i coglioni del “dici e disdici” caro al Presidente del Consiglio dei Ministri.

E’ ora, prendendo spunto dalle parole illuminate di quel demente dell’emerito Cossiga, di prendere questi inutili politicanti a calci nel culo e rinchiuderli da qualche parte affinchè, resi innocui, non possano più nuocerci…luoghi protetti dai quali sia impossibile fuggire o, per dirla meglio, in vacanza al confino…là dove possano serenamente continuare a divertirsi fra di loro, con i loro brutti viziacci e le loro devianze morbose, rinfacciandosi colpe e responsabilità ed alternandosi fra gare di rutti e cori di scorregge.

E’ tempo da parte di tutti noi di riprenderci il nostro paese, affrontando concretamente problemi reali per trovare soluzioni giuste, lungimiranti e funzionali.

Dubbi dilanianti…

Incomprensioni

Gelmini o dell’Ipocrisia

“Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche”

Queste le sagge parole pronunciate dalla Ministra Gelmini per bacchettare quelle insegnanti e quelle mamme che all’avvio del nuovo anno scolastico si sono presentate vestite a lutto. Se accostate a quest’altra frase, particolarmente ispirata e toccante:

“Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli”

la commozione non può che invadere i nostri cuori sensibili, scatenando raffiche di singhiozzi irrefrenabili e profonda indignazione. Purtroppo però la realtà dei fatti è ben diversa da quanto Mariastella vuole farci credere e a mio modesto avviso, oltre ad insinuare la solita pulce depistante nell’orecchio dei cittadini distratti, essa ha, con una semplice esternazione, detto due stupidaggini di dimensioni cosmiche.

In primo luogo vi è nelle sue affermazioni una subdola accusa nei confronti di chi, con estrema educazione e compostezza, si è fatto portatore di una protesta più che legittima…scrive Francesco Merlo su Repubblica “Gli insegnanti non si sono listati a nero né contro i bambini né insieme ai bambini. Sono in nero perchè orfani di chi, meglio di tutti, dovrebbe rappresentarli e proteggerli. (…) Protestano perchè il Ministro, che dovrebbe schierarsi con la scuola tutta, si è invece schierato contro l’anima della scuola“…pensate poi a cosa possano aver provato le mamme all’udire la condanna per il loro scellerato atteggiamento…”tu, mamma, vergognati…hai usato tuo figlio“, ecco come potrebbe suonare la lapidaria sentenza, quando in vero ognuna delle suddette mamme ha agito esclusivamente per il bene del proprio amato bambino…per combattere contro un perverso meccanismo che mira a sottrarre alle generazioni emergenti opportunità formative, minandone il futuro.

Se leggiamo l’episodio alla luce dell’atteggiamento che la Gelmini ha assunto dal momento del suo insediamento, spalleggiata dai colleghi Brunetta e Tremonti e dal comandante in capo Silvio Berlusconi, non perdendo mai un’occasione per sottolineare la necessità di tagliare, ridurre, risparmiare e contenere

“Una cura da cavallo inevitabile per la scuola. Questo governo è stato eletto per risanare i conti pubblici. E’ un impegno di rigore con gli italiani e va mantenuto”

appaiono al sottoscritto estremamente strumentali i richiami a supposte necessità formative, basate su teorie bislacche e campate per aria come quella sulla reintroduzione del maestro unico

“Nell’arco dai sei ai dieci anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento con cui l’alunno possa avere un rapporto continuo e diretto”

“nasce da una precisa esigenza pedagogica”

La Ministra, come dovrebbe essere evidente a tutti, ha in questi mesi mascherato i propri obiettivi scellerati dietro i nostri figli, utilizzando i bambini ed il loro presunto bene per nascondere intenti meramente contabili.

In sintesi Mariastella Gelmini ha, in un sol colpo, offeso ancora una volta la categoria degli insegnati, ha insultato madri premurose e preoccupate, tacciandole di strumentalizzazione dei pargoli, strumentalizzando lei sì più e più volte, e questo episodio non fa eccezione, gli infanti…ergo, da che pulpito!!

Brutti viziacci

Prendo spunto da quanto sta riempiendo la bocca e le menti di parecchi miei concittadini in questi giorni per puntare il dito contro una delle tante brutte debolezze italiche. Molti, infatti, sono recentemente venuti a conoscenza di un “grave” peccato di gioventù della Ministra Gelmini…pare infatti che abbia sostenuto gli esami per l’abilitazione alla professione forense a Reggio Calabria, poichè in quella città, al tempo in cui Mariastella fu costretta a sbrigare questa pratica, la percentuale di coloro che superavano lo scritto venendo quindi ammessi all’orale si aggirava attorno al 93%…quindi, in sostanza, la possibilità di superare l’ostacolo, puramente burocratico, era decisamente superiore alla media. Non voglio ora soffermarmi sull’episodio specifico…molti già lo hanno fatto ed hanno speso fiumi di inutili parole…sulla vicenda dirò solamente che si perde in un oceano di migliaia e migliaia di altre vicende del tutto analoghe.

Chi ha già avuto occasione di leggere miei precedenti articoli sulla Ministra saprà che non sono affatto un suo ammiratore…e certamente scorgo in tutta questa storia una sorta di cotraddizione, se accostata all’immagine ed ai proclami che la Gelmini ha offerto al paese da quando è membro del Governo. Però mi chiedo e vi chiedo se sia giusto condannare e soffocare una persona per atti che appartengo al passato? La domanda, che trae ispirazione dalle vicissitudini della Ministra, ha però evidentemente più ampio respiro, svincolandosi dal particolare per abbracciare una tematica di valenza generale.

Spesso accade in questo mio paese stordito di assistere alla nascita di crociate mosse contro chicchessia, al solo scopo di screditarne l’operato o di infangarne l’immagine e frequentemente ottenendo come unico risultato l’abbassamento del livello del contendere, la banalizzazione dei contenuti nel dibattito in corso…e non ultimo, il depistamento dell’opinione pubblica.

Come è stato possibile, per fare un esempio in tema, che addirittura si siano pretese le dimissioni della Gelmini per un gesto così futile ed insignificante? Come si può pensare di impedire ad una persona di ricoprire un incarico o precludergli un’opportunità semplicemente perchè di trascorsi nebulosi e non esattamente immacolati? Sarebbe come dire che un ex tossicodipendente non può occuparsi di tossicodipendenza, una ex prostituta non può impegnarsi contro la prostituzione o che un ex alcolista non ha il diritto di impegnarsi affinchè i suoi errori e quanto da questo errori ha ricavato possano diventare patrimonio di altri e, possibilmente, essere d’aiuto a chi è in difficoltà ad uscire da un incubo spesso fatale.

A mio modo di vedere le cose, io non giudico aprioristicamente qualcuno per quello che ha commesso e non lo valuto degno o indegno di una carica o di un ruolo all’interno della società a seconda dei suoi errori o delle sue debolezze, così come tendo a vedere in chi ha “peccato” ed ha ritrovato “la retta via” un candidato spesso più credibile di chi si ammanta di perbenismo moralizzatore, vantando un’esistenza illibata…il mio giudizio e la mia eventuale condanna si basano principalmente su due criteri fondamentali:

1) considero di quella persona l’attuale posizione nei confronti del proprio passato e la visione che egli stesso ha degli errori e degli sbagli compiuti;

2) analizzo il suo operato dal momento in cui ha assunto un dato incarico ed ha iniziato a svolgere le mansioni di sua competenza e verso cui ha diretta responsabilità.

Queste due condizioni devono essere simultaneamente soddisfatte perchè il mio giudizio possa essere positivo…ma se dovessi dare un priorità, direi certamente che la seconda prevale necessariamente sulla prima…se l’esito delle azioni compiute è positivo, mi risulta accettabile sorvolare su eventuali ricadute…ovviamente con una benevolenza inversamente proporzionale alla loro gravità. Se invece quanto compiuto ha effetti disastrosi e porta a risultati negativi, un atteggiamento recidivo verso le proprie cattive abitudini non potrà che costituire un’aggravante.

In conclusione io giudico e condanno Mariastella Gelmini per il pessimo servizio che sta offrendo al mio ed al vostro paese in veste di Ministro del Governo, affossando il sistema scolastico pubblico e minando il futuro delle generazioni emergenti e non per aver scelto una scorciatoria, peraltro del tutto legale, che le consentisse di raggiungere con maggiore facilità l’abilitazione all’avvocatura, fatto che considero semplice aggravante…ed allo stesso modo condanno Silvio Berlusconi, auspicandone la rimozione dalla carica di Primo Ministro, per la sua pericolosità, per la sua dannosità e per il male che sta infliggendo all’Italia, oltre che per il suo curriculum criminoso mai sconfessato di cui, anzi, va estremamente fiero.

Passato prossimo

Come abbiamo già avuto modo di dire in diverse altre occasioni, l’istruzione pubblica dovrebbe ricoprire un ruolo di primo piano all’interno di una qualsiasi società evoluta ed ambiziosa…un paese che voglia emergere come protagonista in un mondo sempre più competitivo e, spesso, aggressivo e spietato non potrà fare altro che passare attraverso un efficace sistema formativo, in grado di fornire alle generazioni emergenti tutti gli strumenti, le competenze e le conoscenze necessarie per divenire protagonisti consapevoli del futuro di questo pianeta.

Sembra che anche l’Italia abbia finalmente fatto proprio quello che a livello planetario viene ormai considerato un vero e proprio dogma…con un certo ritardo e con qualche difficoltà in più rispetto ad altri paesi, fatto strano vista la dimestichezza tutta italica all’accettazione pronta e passiva di ogni genere d’imposizione dogmatica.

Le contromosse per contrastare il declino della Scuola stanno già prendendo forma, grazie alla profonda conoscenza che il Ministro Gelmini può serenamente vantare nel settore…emerge chiaramente l’impostazione rivoluzionaria che essa intende dare al suo ministero, optando fortemente e graniticamente per un sano contenimento della spesa pubblica. L’originalità del provvedimento potrà in un primo momento togliere il respiro e indurre incredulità, per poi lasciar spazio ad una enorme ammirazione nei confronti del coraggio messo in campo dall’onorevole ministra. Perché vede, signora ministra, ridurre gli investimenti nella Scuola non è cosa che si possa fare a cuor leggero, se consideriamo quanto già oggi l’impianto scolastico nostrano faccia letteralmente cacare. Ha presente la nota frase, di indubbia origine culinaria e spesso utilizzata per indicare il raggiungimento di un limite, per indicare una situazione di sofferenza, “essere alla frutta”? Ecco, l’istruzione in questo paese è esattamente, né più né meno, in questa pessima condizione…sta raggiungendo uno stadio terminale, dopo il quale vi è solo un inerte stato vegetativo permanente, che lei e l’allegra combriccola di pasticcioni e furfantelli a cui appartiene potrete pure considerare vita degna di essere vissuta, ma che in realtà costituisce il suo esatto opposto. Qualcuno, carissima Gelmini, potrebbe dire che la ministra abbia intenzione di propinarci la solita minestra.

Ciliegina sulla torta, per addolcire il rapido declino, questo ritorno all’antico mito del voto in condotta (visto guarda caso di buon grado dalla sola Alternativa studentesca, unica fra le associazioni di studenti ad appoggiare questo ritorno al rigore)…come a dire che le future generazioni potranno pure essere ignoranti come pecore, ma certamente ben educate e composte…un esercito di ovini pronti a scattare, obbedienti e proni, ad ogni ordine il padrone impartisca. In effetti, a ben pensarci, anche un individuo in coma presenta un contegno ed una compostezza invidiabili (ma quant’è bizzarro che mi vengano in mente questi ferali parallelismi). Insomma, dopo la serie di catastrofici insuccessi bipartisan nel tentativo, a dire il vero modesto, di rinnovare il sistema, ciò a cui l’attuale classe politica aspira è una nostalgica rivisitazione del passato.

Non importa avere strutture accoglienti e idonee, insegnanti motivati, preparati e ben pagati, programmi innovativi, efficaci e stimolanti…l’importante è sgominare questa insana assenza di disciplina che dilaga fra le fila dei nostri giovani virgulti. Il bullismo priorità assoluta fra i mali che affliggono i nostri istituti, che nel frattempo stanno sempre più trasformandosi in tritacervelli incapaci di trasferire cultura e sapere a generazioni di studenti via via più apatici e distanti. Quanto di buono continua ad arrivare è opera e merito esclusivo di coloro che ancora credono nell’importanza e nel valore dell’insegnamento…nella loro missione educativa e formativa, affinché dalle scuole escano donne e uomini…individui e non i-phone o PS3!!

Voto in condotta, disciplina, bullismo…cara signora ministra, concluderei dicendole che riesco quasi a vederla, adolescente secchiona e timida, tutta presa nel suo ruolo di prima della classe e continuamente bersagliata dai compagni, che crudelmente si accaniscono su di lei…dev’essere stato un tormento, un’angoscia, un patimento tale da essere ancora vivo nella sua mente, come un segno indelebile che non riesce a cancellare.

(d)Istruzione Pubblica

Prima di entrare nel merito di quanto intendo sviscerare col presente articolo, ritengo indispensabile rivolgervi alcuni semplici quesiti:

Ritenete importante la formazione delle “giovani menti”?

Voi genitori, valutate l’istruzione dei vostri figli come un bene inestimabile?

Pensate sia fondamentale che essi abbiano a disposizione tutti gli strumenti possibili per crescere consapevoli, divenendo adulti responsabili e realizzati, in grado di affrontare e superare i problemi e le difficoltà che inevitabilmente incontreranno?

Desiderate che le nuove generazioni siano capaci di comprendere, ponderare ed elaborare le tante informazioni che ricevono, maturando un sano spirito critico che li renda immuni dalle minacce e dalle aggressioni ad opera di un sempre più diabolico meccanismo di omologazione pecoronizzante?

Volete che sviluppino giudizi ed opinioni proprie sui diversi argomenti e sulle innumerevoli problematiche che questo mondo globalizzato inevitabilmente porrà loro innanzi, riuscendo ad operare scelte e prendere decisioni autonomamente?

Se la risposta alle precedenti domande è un inequivocabile “sì”, allora potete serenamente proseguire con la lettura, altrimenti è probabile che il seguito del post possa non risultare di vostro gradimento.

La formazione di un individuo si compone di un vastissimo elenco di fattori, di un complesso sistema di interazioni, sintetizzabili in alcuni principali macro-gruppi che, per semplicità, catalogherei come “Componente famigliare”, “Componente amicale”, “Componente socio-ambientale” e “Componente scolastica”. Le prime tre sono innegabilmente fondamentali, la quarta è particolarmente critica, poiché in molti punti racchiude caratteri delle precedenti e li integra, li amplia, oltre ad avere fra le sue peculiarità quella di fornire direttamente un oggetto impalpabile e non tangibile, ma dal peso specifico devastante…l’istruzione. In poche parole, la scuola, oltre a trasmettere enormi quantità di informazioni e nozioni, che costituiranno la gran parte, o almeno una parte considerevole, del bagaglio culturale di ogni individuo, frequentemente costituisce luogo di grande aggregazione, ove principiano importanti amicizie, amori, conflitti e altri sentimenti di natura varia, ma tutti con la loro bella importanza nella costituzione dell’identità personale.

Questo è il motivo per cui ho deciso di esprimere il mio pensiero sull’istruzione pubblica italiana, particolarmente sollecitato dal recente incontro del Presidente del Consiglio con il Sommo Dittatore Vaticano, a seguito del quale sembra che il governo elargirà cospicui finanziamenti agli istituti cattolici…per non parlare della vergognosa equiparazione fra scuole pubbliche e private, alle quali giungono sovvenzioni inspiegabili…fatto, quest’ultimo, che mi ha rubato diverse ore di sonno e che ancora oggi non sono riuscito a digerire.

Ci tengo a farvi sapere che sono assolutamente contrario a questa “parità” scolastica…dobbiamo stare attenti a non farci fregare, poiché chi ha grandi capacità dialettiche spesso riesce nel suo spregevole intento di infinocchiare gli interlocutori. Non dobbiamo farci soffiare il diritto allo studio, all’istruzione, che tanto ci è costato ottenere, poiché questo diritto è una delle più grandi conquiste di civiltà, risultato di lotte antiche come l’uomo. Equiparare scuole pubbliche e private suona alle mie orecchie come un pericoloso precedente, un punto d’appoggio sul quale si potrebbe agevolmente fare leva per scardinare il sistema scolastico statale, svuotandolo e impoverendolo, e sostituirlo progressivamente con un sistema scolastico privato. Tenete presente, per comprendere meglio il mio timore, quanto vada di moda in questi tempi bui affermare che il privato funzioni meglio e quanto spesso si inneggi alla privatizzazione come soluzione di ogni male.

La privatizzazione avrebbe come primo inevitabile effetto quello di alienare ai meno facoltosi la possibilità di garantire ai propri figli una formazione dignitosa. Esempi in questo senso ve ne sono a migliaia in paesi “progrediti” che hanno fatto anche della cultura e della formazione un business…primi fra tutti i soliti Stati Uniti d’America…e non fatevi ingannare dall’elemosina delle borse di studio ai più capaci…il diritto all’istruzione è di tutti, indipendentemente che essi siano atleti talentuosi, scacchisti dotati o fenomeni da baraccone in questa o quella disciplina.

Non voglio scagliarmi contro le strutture scolastiche private…diciamo che in linea di principio non ho pregiudiziali nei loro confronti…ma esse devono necessariamente rappresentare un’alternativa valida ad un altrettanto valido sistema scolastico pubblico…e chi desidera usufruire di servizi privati se li dovrà accollare interamente, senza che lo Stato debba erogare rimborsi o finanziamenti pescandoli dalle tasche dei cittadini…i soldi dei cittadini devono andare nelle scuole dei cittadini!!

Il fatto che oggi la scuola non funzioni come dovrebbe non può costituire giustificazione per una sua trasformazione in società per azioni…sarebbe come dire, per prendere spunto da un altro settore a me molto caro (ed altrettanto a rischio), che il medico negligente, dopo aver trascurato il paziente, constatato il suo pessimo stato di salute, ne decretasse la soppressione mediante proiettile metallico intracranico da somministrarsi via revolver, per passare poi serenamente oltre. Un sistema pubblico non è intrinsecamente inadatto a funzionare efficientemente ed efficacemente…il problema è legato strettamente a coloro che dovrebbero farlo funzionare ed hanno, in tanti anni, fatto tutto tranne che preoccuparsi di preservarlo e salvaguardarlo. Invece di cambiare sistema, cambiamo amministratori!!

Dobbiamo tristemente prendere atto delle pessime condizioni in cui versano le strutture scolastiche, spesso inadeguate, fatiscenti, sovraffollate e scarsamente attrezzate…della scarsa spinta motivazionale nel corpo insegnante e del fatto che la classe docente è sempre più precaria, delegittimata, isolata e malpagata. Non può sfuggirci la trasformazione profonda che da anni si sta impartendo al significato stesso di istruzione, sempre meno opportunità di formazione e crescita e sempre più meccanismo professionalizzante asettico e standardizzato. Non dobbiamo trascurare inoltre la becera strumentalizzazione e gli intollerabili clientelismi che hanno inquinato a tutti i livelli l’amministrazione pubblica, portandola ad essere un assurdo carrozzone straripante ed in perenne affanno.

Ribadisco con forza concetti che dovrebbero essere, a mio modesto avviso, largamente condivisi:

1) l’insegnante è, assieme al medico, al giornalista ed al magistrato, una delle figure fondanti di ogni società civile ed evoluta…pensate solo al fatto che ogni essere umano, in un periodo di vita che va generalmente dai 6 ai 18 anni, quindi cruciale e basilare nella sua crescita, passa per le mani di queste persone;

2) il mestiere di insegnate è duro, complesso e articolato…esso non può e non deve essere svolto come un qualsiasi altro mestiere e non può costituire una alternativa fra le tante possibili in un mondo del lavoro sempre più arido e competitivo. L’insegnamento deve essere abbracciato come vocazione e lo Stato deve attivarsi affinché chi sceglie questa strada sia accuratamente selezionato, appropriatamente formato ed incentivato adeguatamente, oltre ad essere messo nelle condizioni di poter espletare il proprio dovere nel migliore dei modi possibili;

3) le strutture devono essere idonee e attrezzate per offrire a docenti e studenti tutti i mezzi necessari e indispensabili al corretto svolgimento delle lezioni. E’ vergognoso che proprio le scuole siano attualmente i luoghi meno consoni, oltre ad essere i più estranei alle tecnologie che ormai sono di uso comune in questa società perennemente online.

Stiamo in guardia…perché chi ci ha mal governato per 60 anni, disintegrando e spolpando e razziando, oggi ci vuole convincere che la colpa di questo sfacelo è nostra e che la soluzione, la cura sia quella di privarci di quanto ci appartiene di diritto. Abbiamo sudato e sanguinato per avere istruzione, lavoro, sanità e giustizia…abbiamo pagato ogni singolo mattone di questa nostra casa comune, di questa cosa pubblica con sacrifici e battaglie immani…non permettiamo ad una brigata di masnadieri senza scrupoli di sottrarci le nostre inestimabili ricchezze!!