Sbattezzo 2

Pochi giorni fa è arrivata la ricevuta della raccomandata inviata al parroco della chiesa ove sono stato “pedobattezzato”. Questo evento di per se non poteva essere reputato tale da dedicargli un post…ieri, però, è arrivata una raccomandata dalla diocesi della mia città, che di seguito intendo riportarvi:

“Egregio signore,

ho preso atto della Sua richiesta di riconoscimento della Sua inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana“, datata 11 Marzo 2008, con lettera raccomandata A/R, indirizzata al Parroco di …, darò pertanto disposizioni al medesimo parroco, secondo quanto da Lei richiesto.

Nel frattempo, se lo riterrà opportuno, mi dichiaro disponibile a un incontro per illustrarLe le conseguenze pastorali e giuridiche della Sua scelta*

L’incontro potrà essere fissato telefonicamente (…/…).

Nel caso in cui entro quindici giorni a partire dalla data odierna, non ricevessi alcun riscontro da parte Sua, darò disposizioni al parroco di cui sopra e, successivamente, le verrà confermata l’avvenuta annotazione.

Pur rammaricandomi per la Sua decisione, desidero anche manifestarLe sentimenti di fiducia nel cammino di ricerca della verità, che ci accomuna, e distintamente La saluto.

L’ORDINARIO DIOCESANO

*Conseguenze di ordine giuridico:

– esclusione dall’incarico di padrino per Battesimo e Confermazione (cann. 874, §1 e 893, §1);

– necessità della licenza dell’Ordinario del luogo per l’ammissione al matrimonio canonico (can. 1071, §1,5°; 1124)

– privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (can. 1184, §1,1°);

– esclusione dai Sacramenti (cann. 1331, § 1,2° e 915);

– scomunica latae sententiae (can. 1364, § 1).

La prima reazione è stata di gioia e soddisfazione. Poi ho meditato su alcuni punti di questa missiva ed il mio solito puntiglio ha leggermente incrinato lo stato d’animo festoso in cui mi cullavo. Sì, d’accordo…pare che la mia pratica di sbattezzo stia procedendo come previsto e desiderato. Però mi chiedo, perché devo aspettare quindici giorni affinché la diocesi proceda dando le dovute disposizioni al parroco? Ho trentasei anni, quindi direi una età tale da consentirmi di prendere le decisioni che ritengo più opportune dopo averle debitamente e attentamente soppesate…e questa, fidatevi, è stata una decisione che ho preso nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, dopo lunga, attenta e profonda riflessione. Se ne conclude che questi ulteriori quindici giorni, concessi al sottoscritto per un eventuale ravvedimento in extremis, sono da considerarsi superflui…per non dire una inutile perdita di tempo.

Le conseguenze pastorali e giuridiche del mio gesto mi hanno fatto sorridere…potrei infatti liquidarle in un lampo dicendo che:

1) Quelle pastorali mi lasciano indifferente…le ritengo infatti parte di un tutto al quale ho scientemente deciso di non appartenere…conseguentemente, avendo senso unicamente per chi si riconosce nella confessione cattolica, a me risultano completamente prive di significato. Immaginate che all’improvviso un giorno vi arrivi a casa l’abbonamento ad una rivista che non avete mai sottoscritto né richiesto. Vi attivate facendo l’unica cosa sensata, ovvero pretendete l’annullamento dell’abbonamento…riterreste sensato che l’operatore al quale state richiedendo tale annullamento vi dicesse, magari con tono vagamente minaccioso, che così facendo non potrete più ricevere la rivista?;

2) Quelle giuridiche semplicemente non esistono…anche qui si parla di regole valide unicamente all’interno del sistema denominato “chiesa cattolica apostolica romana”…si parla di diritto canonico, privo cioè di qualsiasi valore all’interno del sistema che riconosco.

La parte più commovente è poi quella dove mi si manifestano sentimenti di fiducia nel cammino di ricerca della verità, che accomunerebbe me e qualsiasi membro della suddetta chiesa. Non vi nascondo che ciò mi irrita alquanto, poiché è proprio la ricerca della verità che invece ci rende tremendamente differenti. Io il mio percorso lo sto facendo da parecchio tempo, con tutte le difficoltà, i dubbi, gli errori e le insicurezze che ne derivano, ma imparando, scoprendo e crescendo…loro invece hanno abbracciato una presunta verità preconfezionata.

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“Dolce gusto”…colpo di scena

Ciao a tutti…incredibilmente l’improvvisa smentita è arrivata. La gentilissima operatrice Nestlè con la quale avevo amabilmente conversato nella mia telefonata di metà Gennaio mi ha ricontattato…io ovviamente sono caduto dalle nuvole, visibilmente sorpreso da questa chiamata. Le ho confidato che ormai li davo per dispersi e che questo mi aveva provocato non poco sconforto, ma all’udire queste mie parole l’operatrice mi ha prontamente rincuorato dicendomi che la lunga latitanza è da imputarsi unicamente all’intenzione loro di fornirmi una informazione definitiva e completa…insomma, non mi hanno voluto contattare fino a che non avevano la sicurezza di rispondere in maniera esaustiva ai dubbi che avevo posto sul destino riservato alle capsule monouso. Questo chiaramente ha richiesto tempo, speso per effettuare le necessarie verifiche, per espletare le dovute ricerche.

Comunico a tutti voi che le capsule sono composte da un mix di Polipropilene (PP) e Polietilene Tereftalato (PET)…quindi assicurano che possono essere smaltite assieme ai rifiuti plastici…qui mi scuso con quanti leggono, poiché trovandomi al lavoro non ho potuto chiarire, per motivi di tempo, con l’interlocutrice come mai la mistura di polimeri non costituisse più un problema durante il processo di recupero, come inizialmente mi venne comunicato, o se invece il precedente dato era non corretto.

Piccola raccomandazione, prima di gettarle fra la plastica dovete rispettare tre piccoli accorgimenti:

1) strappare accuratamente la pellicola, probabilmente in alluminio, utilizzata per ricoprire la miscela;

2) svuotare la capsula dalla miscela;

3) sciacquare la capsula, poiché come ben saprete la plastica per poter essere immessa nel ciclo di recupero deve essere pulita.

Tutto è bene quel che finisce bene…non mi resta che augurare buon caffè a tutti.

P.S.: mi sorge, cinicamente, un dubbio…considerando il livello modesto di raccolta differenziata praticata in Italia, quanti si prenderanno la briga, ogni volta che si fanno un caffè, di togliere la pellicola, gettandola nell’alluminio, e lavare la capsula, inserendola fra i rifiuti plastici, ricordandosi ovviamente di eliminare la miscela buttandola nell’umido? Immaginando che ognuno proceda come descritto sopra, rispettando i tre punti, quanta acqua se ne andrà, quotidianamente, per sciacquare tutte le capsule utilizzate? Non è realmente più comodo, se nel concetto di “comodità” inglobiamo anche quello di salute del pianeta (cosa che necessariamente dobbiamo cominciare a fare!!), lanciare sul mercato un prodotto ad impatto nullo e realmente riutilizzabile? Questa sarebbe vera innovazione!!

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“Dolce gusto”…amara conclusione

Buongiorno a tutti, questo breve post si riferisce al precedente “Dolce gusto…come devastarsi comodamente” e ne costituisce, a meno di improvvise smentite, la conclusione. Il 18 Gennaio 2008 richiesi al servizio clienti Nestlè informazioni relative alle modalità di smaltimento delle capsule monouso e mi risposero che esse andavano gettate nella spazzatura generica, non esistendo in Italia una tecnologia adatta al loro recupero. Mi dissero comunque che, effettuate le necessarie verifiche, mi avrebbero sicuramente contattato per comunicarmi eventuali novità. A più di due mesi da quella telefonata non ho ricevuto nessun aggiornamento dalla Nestlè e ciò mi porta a due possibili deduzioni:

1) si sono prontamente dimenticati della faccenda, non ritenendola importante, omettendo quindi di fare le verifiche promesse;

oppure

2) le verifiche sono state fatte, ma non hanno dato esiti positivi, quindi, visto lo scarso peso da attribuirsi all’episodio e nella speranza che esso non abbia in nessun modo conseguenze e seguito, hanno serenamente deciso di ignorarmi e negarmi la gentilezza di una semplice telefonata.

In entrambi i casi mi sento di poter affermare, basandomi su quanto comunicato dall’operatrice Nestlè nel nostro unico colloquio ed in assenza appunto di novità in merito, che le cose stanno esattamente come temevo: si tratta di capsule monouso non recuperabili, quindi di spazzatura assolutamente nociva che, vista la frequenza con cui si consuma caffè nel nostro paese, avrà la spiacevole tendenza ad accumularsi esponenzialmente…devastando ambiente e salute.

Complimentandomi quindi con la nota multinazionale per l’elevato tasso d’innovazione portato sul mercato attraverso il loro ultimo prodotto (e qui ovviamente l’ironia si spreca!!), non mi resta che salutare e chiedere a tutti voi di fare questo semplice esercizio mentale: provate ad immaginare, ogni volta che vi preparate un caffè, che in qualche parte del pianeta una montagna di spazzatura si innalza, s’ingrossa, cresce e si rafforza…come un mostro vorace che tutto azzanna, ricopre e spazza via. Questo gioco può essere ripetuto ovviamente tutte le volte che ci si dimentica o si ignora che la logica “usa e getta” sta lordando il nostro futuro…divorandolo.

Vi ricordate il film di fantascienza degli anni ’60 “Blob – il fluido mortale“?…

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L’esca meritocratica

Siamo in piena campagna elettorale, non è una novità. Questa sera mi sono sorpreso a meditare sul fatto che come la Primavera si annuncia con il suo tepore, con i suoi profumi, il risveglio dei sensi, allo stesso modo il particolare periodo di democrazia applicata, che stiamo appunto subendo, lo si potrebbe tranquillamente percepire anche se non si fosse vittime del solito e assordante bombardamento di proclami e insulti e patti e garanzie. Esso infatti si rivela con i suoi sentori di raggiro, con le fragranze abbindolanti e l’olezzo dell’impostura.

Le parole chiave attorno alle quali si costruiscono tutti i discorsi d’imbonimento sono sempre le medesime: giustizia, sicurezza, occupazione, legalità, fisco e chi più ne ha più ne metta. Questa sera però il termine che più di tutti ha smosso la mia immaginazione ed ha urtato i miei sensi è “meritocrazia”. Citando Wikipedia, che mirabilmente spiega, essa rappresenta “una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare o di casta economica”. Maestoso…commovente…non vi pare? Nei dibattiti elettorali, nei confronti, nei “faccia a faccia” si parla di sanità e tutti a riempirsi la bocca di “meritocrazia”, si parla di istruzione o di magistratura e via nuovamente a farcire le fauci di “meritocrazia”, si parla, più in generale, di incarichi e carriere in questo o quel settore dell’amministrazione statale e ancora una volta s’ingozzano di “meritocrazia”. Capisco che dopo tanti anni a farsi battere in testa dalle solite fregnacce l’italiano medio si sia reso in qualche modo impermeabile…che gli si sia atrofizzato quel lato del cerebro che soprintende all’ascolto degli oratori interessati che si propongono di prodigarsi per lui ed in suo nome…ma forse la rivoluzione vera potrebbe essere proprio quella di ascoltarli tutti , udirli una buona volta tutti come si deve…intenderli bene e pretendere ostinatamente tutto ciò che promettono.

Per tornare in fine al discorso della meritocrazia, chi più di loro ne difetta? Rifacendoci alla pregevole esplicazione wikipediana, chi più di loro disattende, punto per punto, a quanto vi si afferma, spesso rappresentandone l’esatto opposto? A quale titolo siedono in Parlamento e biascicano sconcezze, cianciano vacuamente e divorano, demolendo, il nostro paese? Un barlume di decenza iniettata nelle loro natiche avvezze all’ozio basterebbe a zittirli definitivamente!!

WWW.OLIMPIADI.IT

Vorrei tanto aggregarmi a quanti hanno espresso il proprio consenso a questo sito, manifestando gioia per gli imminenti giochi olimpici, ma considerando quanto sta accadendo (che in definitiva non rappresenta in nessun modo una novità!!) le cose da dire dovrebbero essere altre:

1) la mossa, tutta politica, di assegnare le olimpiadi alla Cina, visto che le buone intenzioni manifestate da quest’ultima sono state puntualmente disattese (fatto alquanto prevedibile!!), non dovrebbe farci concludere che probabilmente è stata, per usare un eufemismo, affrettata?;

2) la violenza con cui il governo di Pechino sta “gestendo” la crisi tibetana, non dovrebbe farci pensare che in fondo in quel paese non è cambiato nulla…ma proprio nulla in termini di aperture, dialogo, libertà, diritti, democrazia e che quindi, forse, occorrerebbe che il comitato olimpico prendesse, in merito, una posizione chiara e autoritaria, per lo meno parlandone?

3) abbiamo una pallida idea, basandoci su quelle poche informazioni che dalla Cina riescono a prendere la strada di quei paesi dove la libertà di stampa è maggiore ed avendo in linea di massima una idea, seppur vaga, di quali siano le condizioni di lavoro degli operai cinesi, di quanti morti ci siano stati nei vari cantieri olimpici dove si stanno allestendo le strutture faraoniche per i giochi, ovviamente non prendendo per seri o esaustivi i comunicati governativi cinesi?

4) interessante il trafiletto sintetico sulla storia di quel grande paese, ma decisamente incompleto…si perde misteriosamente dal 1912 (“anno in cui è nata la Cina moderna”) ai giorni nostri, vagando fra consigli di ordine pratico e informazioni turistiche spicciole…a me risulta che in questo lasso di tempo siano successe diverse cose di estremo rilievo…o mi sbaglio?

5) in conclusione, lo sport dovrebbe trasmettere fratellanza, valori nobili, comunione dei popoli e delle nazioni…non ci vedete una sorta di contraddizione stridente fra lo spirito che dovrebbe essere alla base delle olimpiadi e quella che in definitiva sarà la realtà e la significante socio-politica dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 oppure voi tutti, e mi rivolgo in particolare agli atleti, siete/sarete in grado di operare una dissociazione schizofrenica fra le due cose? Non pensate che la medaglia avrà un peso diverso al vostro collo, gravata come sarà da tutta una serie di zavorre sgradevoli, rischiando di divenire uno spiacevole fardello?

P.S.: a conferma della mia iniziale impressione, ovvero che il mondo dello sport non stia reagendo adeguatamente, non mi sembra di aver notato nulla di interessante nemmeno sul sito di CONI e IOC.

 

Sbattezzo 1

Non volendo ora e qui parlare del perchè ho preso tale decisione e del percorso che mi ha portato a divenire ateo convinto, intendo con questo post semplicemente raccontare la mia pratica di sbattezzo. Navigando più per curiosità che per un motivo preciso in rete ho scoperto il sito degli atei e agnostici razionalisti. Frugando ho trovato una cosa estremamente interessante…si trattava di tutto l’occorrente per sbattezzarsi…già, sbattezzarsi…una vera e propria campagna per lo sbattezzo…ho letto attentamente, ho soppesato la cosa ed alla fine ho deciso…perchè continuare ad appartenere, anche se solo formalmente, ad una confessione ed una istituzione che non riconosco e che, in sostanza, per molti motivi condanno?

Venerdì 14/03/2008 ho quindi provveduto a scaricare il rigoroso e puntuale modulo di sbattezzo (comodamente fruibile nel sito oppure qui), l’ho compilato nelle parti a carico dello “sbattezzando”, l’ho stampato ed infine ho inviato il tutto mediante raccomandata con ricevuta di ritorno al parroco della parrocchia presso la quale sono stato, non capace per motivi di eccessiva giovinezza di intendere e di dissentire, precocemente (e vigliaccamente) battezzato (atto definito da diverse persone “pedobattesimo”…suona male, vero?).

Ora attendo che il tutto segua il suo corso…aggiornamenti prossimamente, non appena ve ne saranno da riferire.

Cina: una ipocrisia tutta occidentale

In questi giorni non si parla che dei disordini in Tibet. Il mondo si scandalizza per la brutalità con cui la Cina sta “risolvendo” la situazione. I più gridano indignati il loro disappunto e si stringono attorno al Dalai Lama. Tutto ciò è disgustoso. Non fraintendetemi…più che giusto rifiutare la violenza come metodo per la risoluzione delle controversie (figuriamoci, noi ci siamo in proposito anche presi un appunto per non dimenticarcelo…avete presente l’articolo 11 della nostra costituzione?)…apprezzabile che si mandino segnali di solidarietà al popolo tibetano ed alla loro massima guida spirituale…il disgusto mi sorge irrefrenabile dall’ipocrisia trasudante da questo esubero di pietosi atteggiamenti. Il fatto che in Cina ci sia un grave problema di democrazia è ben noto e non recente, così come è risaputo che in Cina il rispetto dell’individuo e dei suoi diritti, quivi compresi quelli considerati fondamentali, è cosa di nessun conto. In quel paese la maggior parte di ciò che noi siamo abituati a identificare col termine “libertà” non esiste. L’occidente evidentemente se n’è fatto una ragione…da tempo infatti intratteniamo con la Cina comunista ottimi rapporti, al punto che vi abbiamo delocalizzato una grandissima fetta della nostra produttività, del nostro know-how, della nostra tecnologia, della nostra economia, generando uno sbilanciamento di poteri enorme…abbiamo impoverito le nostre case, a vantaggio di alcuni imprenditori “illuminati”, arricchendo un sistema che via via ci sta tenendo sempre più per le palle. Abbiamo quindi consegnato nelle mani della Cina il nostro futuro e in cambio cosa ne abbiamo ricavato?

L’ipocrisia quindi sta in questo: a parole condanniamo le dittature, i soprusi, la violenza, ci indigniamo laddove la democrazia e la libertà sono oppresse…nei fatti stringiamo alleanze con chiunque, indipendentemente dal suo operato, dai suoi trascorsi e dalle sue intenzioni per il futuro…la sola legge che conta è quella del mercato…tutto il resto è vuoto blaterare….ora le regole del gioco le detta la Cina e questo grazie proprio a quei paesi (Italia inclusa!!) che vi hanno investito tutto…anche l’anima…che speranze abbiamo di esercitare pressioni sui suoi governanti? In quale modo pensiamo di poter far tuonare il nostro dissenso spingendoli a modificare il loro atteggiamento? L’unica leva che avevamo era quella economica, ma ora che sono loro a tenere le corde delle nostre borse, cosa pensiamo di poter fare?

Chi pensa poi che nei prossimi anni assisteremo ad una lenta ma inesorabile trasformazione della Cina verso una crescita di libertà, civiltà e democrazia è semplicemente un povero illuso!!

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