Cina: una ipocrisia tutta occidentale

In questi giorni non si parla che dei disordini in Tibet. Il mondo si scandalizza per la brutalità con cui la Cina sta “risolvendo” la situazione. I più gridano indignati il loro disappunto e si stringono attorno al Dalai Lama. Tutto ciò è disgustoso. Non fraintendetemi…più che giusto rifiutare la violenza come metodo per la risoluzione delle controversie (figuriamoci, noi ci siamo in proposito anche presi un appunto per non dimenticarcelo…avete presente l’articolo 11 della nostra costituzione?)…apprezzabile che si mandino segnali di solidarietà al popolo tibetano ed alla loro massima guida spirituale…il disgusto mi sorge irrefrenabile dall’ipocrisia trasudante da questo esubero di pietosi atteggiamenti. Il fatto che in Cina ci sia un grave problema di democrazia è ben noto e non recente, così come è risaputo che in Cina il rispetto dell’individuo e dei suoi diritti, quivi compresi quelli considerati fondamentali, è cosa di nessun conto. In quel paese la maggior parte di ciò che noi siamo abituati a identificare col termine “libertà” non esiste. L’occidente evidentemente se n’è fatto una ragione…da tempo infatti intratteniamo con la Cina comunista ottimi rapporti, al punto che vi abbiamo delocalizzato una grandissima fetta della nostra produttività, del nostro know-how, della nostra tecnologia, della nostra economia, generando uno sbilanciamento di poteri enorme…abbiamo impoverito le nostre case, a vantaggio di alcuni imprenditori “illuminati”, arricchendo un sistema che via via ci sta tenendo sempre più per le palle. Abbiamo quindi consegnato nelle mani della Cina il nostro futuro e in cambio cosa ne abbiamo ricavato?

L’ipocrisia quindi sta in questo: a parole condanniamo le dittature, i soprusi, la violenza, ci indigniamo laddove la democrazia e la libertà sono oppresse…nei fatti stringiamo alleanze con chiunque, indipendentemente dal suo operato, dai suoi trascorsi e dalle sue intenzioni per il futuro…la sola legge che conta è quella del mercato…tutto il resto è vuoto blaterare….ora le regole del gioco le detta la Cina e questo grazie proprio a quei paesi (Italia inclusa!!) che vi hanno investito tutto…anche l’anima…che speranze abbiamo di esercitare pressioni sui suoi governanti? In quale modo pensiamo di poter far tuonare il nostro dissenso spingendoli a modificare il loro atteggiamento? L’unica leva che avevamo era quella economica, ma ora che sono loro a tenere le corde delle nostre borse, cosa pensiamo di poter fare?

Chi pensa poi che nei prossimi anni assisteremo ad una lenta ma inesorabile trasformazione della Cina verso una crescita di libertà, civiltà e democrazia è semplicemente un povero illuso!!

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Pubblicato su Globalmente. 2 Comments »

2 Risposte to “Cina: una ipocrisia tutta occidentale”

  1. Francesca Lippi Says:

    Non ho pensato di clickare direttamente qua, e quindi ti ho prima risposto su “La mia notizia”. Però mi voglio ripetere: trovo la tua analisi correttissima. Peccato che tanta gente se lo scordi, infatti possiamo notare che finché qualcuno non porta le persone in piazza, queste raramente si muoveranno da sole. Anche per quanto riguarda pace e diritti umani.

  2. Sara Says:

    Bella analisi (e bel blog), aggiungo che il fatto di dare così tante notizie sul tibet adesso, è solo per far si che “i buoni” si sentano tali protestando quando ormai non c’è più niente da fare, è anche questa una doppia forma di controllo. perchè a nessuno è venuto in mente di aprire la bocca quando il CIO doveva ancora decidere!


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