Sbattezzo 3

Non avendo ricevuto dalla diocesi notizie in merito alla mia pratica di sbattezzo ed essendo trascorso un mese dall’arrivo della loro risposta alla mia richiesta (si consiglia di leggere in proposito qui), quindi ben di più delle due settimane concessemi per riflettere e ravvedermi…ho pensato di fare una chiamata…così, giusto per avere informazioni su quanto stava accadendo…vuoi mai che si siano dimenticati oppure abbiano incontrato difficoltà?…mi risponde un prelato, il quale, udita la mia richiesta, immediatamente mi reindirizza ad un secondo prelato, addetto a questo tipo di pratiche…egli, rapidamente inquadrato l’argomento, subito domanda nome e cognome…data di nascita…quindi mi confida che effettivamente qualche problema l’avevano avuto…non riuscivano a trovare i documenti relativi al mio battesimo nella parrocchia alla quale avevo indirizzato la lettera…devo dire che qui molto probabilmente qualche colpa ce l’ho…mica ho chiesto ai miei genitori dove fossi stato battezzato…ho semplicemente dato per scontato che il fatto fosse avvenuto nella chiesa più vicina a casa loro ed alla quale risalgono i miei ultimi ricordi da giovane parrocchiano…molto giovane, in realtà, poiché, se la memoria non mi inganna, una volta cresimato, che tanto ci teneva una parte della famiglia, non mi sono più fatto vedere da quelle parti…non che loro, a seguito della mia “sparizione”, devo dire, mi abbiano cercato come chi, preoccupato, s’affanna per rintracciare la pecorella smarrita…comunque, a quanto pare, le cose non andarono in questo modo…evidentemente il luogo ove fu consumato il mio “pedobattesimo” era da ricercarsi altrove…prontamente il prelato mi rassicura che già indagini in questo senso erano state effettuate e che, con buone probabilità, si era riusciti ad individuare la giusta parrocchia…quindi, con fare circospetto, quasi fosse trattenuto da una sorta di pudore, ma allo stesso tempo incuriosito o semplicemente spinto da una specie di senso del dovere, mi domanda:

– Ma, mi scusi, lei ha per caso abbracciato qualche altra fede o…

– No…io sono semplicemente ateo…

– Ma come fa? Voglio dire, lei non crede nella giustizia? Nell’amore?

– Certo che ci credo…solo non credo debbano necessariamente derivare da virtù divine…

– Ma non crede o non pensa che vi debba essere un amore eterno?

– Guardi, se la mette così credo che l’amore sia eterno poiché si tramanda da uomo a uomo…si trasmette da una generazione a quella successiva…

– Mah…francamente mi sembra un pò poco…

Qui la mia vena polemica all’improvviso si gonfiò…al prelato ciò sembrava poco…cosa significa? Che non crede nell’uomo? Che i sentimenti umani sono cosa di poco conto? Riuscite a cogliere il significato profondo dell’affermazione del chierico? La necessità di rivolgersi ad un ente superiore e perfetto per dare un senso, una dignità al reale. Mi trattengo…voglio chiudere la telefonata…e non dico nulla…il prete prosegue augurandomi tanta fortuna per la mia ricerca, che io gentilmente ricambio (mi sarebbe piaciuto dirgli che anch’egli è ancora in tempo, poiché non è mai troppo tardi per aprire gli occhi!!) e cortesemente saluto, a mia volta ricambiato. A breve nuovi sviluppi.

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2 Risposte to “Sbattezzo 3”

  1. Sbattezzo 4 « Cambiamo Pianeta Says:

    […] della raccomandata con la richiesta di cancellazione…come accennavo in “Sbattezzo 3“, infatti, ho sbagliato parrocchia…ma la solerzia e la professionalità degli operatori […]

  2. Sabrina Says:

    Come può un prete..cioè colui che oltre a recitare tiritere impregnate d’incenso dovrebbe esaltare i valori umani..affermare con tanta bigotta convinzione che giustizia ed amore divengano, improvvisamente..o meglio storicamente secondo la cattolic-ottica.. non più valori UMANI..e quindi propri dell’uomo (dove è l’uomo ad averne PROPRIETA’ ) ma che necessitino di intercessione divina perchè siano degni di essere considerati tali.
    Come può ritenere che l’amore eterno possa essere tale solo se “controllato” e “gestito” da un essere (accettando l’ipotesi che dio esista per provare a considerare quel punto di vista) che non c’è. Che non parla ai propri figli. Che non li guarda negli occhi. Che non dà loro esempi di questo amore nella vita di tutti i giorni..
    A questo punto mi dovrei sentire profondamente offesa come madre. E offesa per i miei genitori. E i nonni? I trisavoli!! L’amore, il rispetto, il senso di giustizia…i valori che ho ancorati nelle mie viscere e che mia madre abbracciandomi quella volta che mi feci molto male..o mio padre lottando per ciò in cui credeva ..mi hanno trasmesso come mi hanno trasmesso il loro sangue..non sono degni di esser considerati tali? Come quelli interiorizzati nelle esperienze di vita, negli incontri importanti della mia esistenza..nel confronto con gli altri..Niente ha valore? Tutto è insufficiente?
    L’essermi sentita inadeguata quando, da ragazzina frequentando ancora la chiesa la domenica, mi accorsi che stavo assistendo ad uno spettacolo saturo di giudizio, pregiudizio, ipocrisia e falsità…dovrebbe essere invece esperienza umano/divina per alimentare un amore eterno?
    Può quindi un’entità, nuovamente ipotetica, così incapace di diffondere amore all’interno di una chiesa che dovrebbe fungere da “diffusore automatico” di cotanto sentimento..avere la presunzione di diffonderlo fra tutta l’umanità e di generazione in generazione?
    E coloro che invece vivono o hanno vissuto con principi così adesi alle ossa da prenderne la forma dello scheletro..sono inutili, o meglio, insufficienti distributori di tali ricchezze?
    Le mie figlie potranno, quindi, ricevere e trasmettere amore solo dopo aver completato la gamma completa dei sacramenti?
    Frequentano la dottrina..o meglio, mi correggo..il catechismo (quando l’ho chiamata dottrina come ai miei tempi alcune altre mamme mi hanno corretta scandalizzate e giudicanti della mia inaccettabile ignoranza in materia…sempre per via che il cattolico è PIENO di amore eterno e solo il loro dio può giudicare …. ).
    La più grande sarà sottoposta alla prima delle comunioni..se così vorrà ancora.
    Ma lo accetto. In fondo, per lei sempre alla ricerca del suo spazio nel mondo e della sua libertà di pensiero..è stato un utile metodo di socializzazione ed un divertente passatempo del sabato in cui poter vivere momenti di allegria e condivisione con i propri amici.
    Eccolo l’arricchimento !!!
    Si pecca un pò nel rispettare le richieste del sacerdote di frequentare la messa la domenica..(si pecca del tutto in verità..non siamo mai andate..)..ma tutto sommato il tutto per ora è accettabilmente indolore. Si vedrà in futuro cosa farà e soprattutto quali saranno i suoi valori..e quale la loro fonte..
    Ho vissuto la chiesa. Vi sono cresciuta. E ho fatto la mia scelta. Consapevole. Ancor di più proprio perchè so cos’è…(come puoi scegliere se non conosci?).
    Sono quindi felice ed orgogliosa che le mie figlie possano avere la stessa opportunità. Di conoscere e scegliere..
    E questo non è amore eterno?…


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