Berlusconi-Alitalia? Non sta nè in cielo nè in terra

Il simpatico presidente del consiglio “in pectore”, dopo aver fatto campagna elettorale sulla schiena dei dipendenti Alitalia e, di conseguenza, su quella di tutti i cittadini italiani, ha ottenuto già due grossi successi nella sua appassionata campagna di risoluzione dei problemi dell’amata compagnia di bandiera. In primo luogo ha fatto fuggire l’unico possibile acquirente, ovvero AirFrance-KLM, addossando poi, da gran signore, ai sindacati la responsabilità di questo grave abbandono…ma mi chiedo, cos’altro avrebbe dovuto fare Spinetta? Dopo lunghe trattative con Governo e rappresentanze sindacali (che la stessa AirFrance ha voluto esplicitamente interpellare)…dopo aver presentato un’offerta più che dignitosa per acquistare la nostra cara compagnia aerea tragicamente fallimentare…dopo aver definito garanzie in termini occupazionali, minimizzando i tagli di personale, nonostante il pesante esubero, ed assicurando ad essi strumenti idonei e decorosi per la fuoriuscita dall’azienda…dopo tutte queste fatiche, cosa si profila all’orizzonte? Un futuro Presidente del Consiglio che giochicchia con gli aeroplanini buttando sul terreno fantasmagoriche cordate, tirando in ballo competitors come Aeroflot o Lufthansa, quasi a evidenziare che tutto sarebbe preferibile al “farsi colonizzare dai francesi”, minacciando ostracismi, insultando, pontificando sulla indispensabilità di avere una compagnia aerea tricolore, richiamando così populisticamente a insulsi sentimenti patriotici…voi vi esporreste con un interlocutore che sembra voglia fare di tutto per cacciarvi a pedate nel culo?…oggi, quindi, in prospettiva ci ritroviamo senza acquirenti certi, con un destino ancora tutto da chiarire ed appesi alle farneticanti parole di un arrogante imprenditoruncolo incosciente…in secondo luogo, il buon Silvio, ha fatto sborsare allo Stato Italiano, ergo a tutti noi cittadini, ulteriori trecento milioni di euro, dopo gli svariati miliardi che già abbiamo dovuto sobbarcarci negli ultimi quindici anni di folle insensatezza. Questo, ovviamente, non ci attira la benevolenza dell’Europa, oltre che ributtarci immediatamente fra le braccia del dileggio internazionale, al quale il lungimirante uomo da Arcore ci aveva abituato durante i suoi precedenti cinque anni di governo. Se il buon giorno si vede dal mattino, cosa ci riservano i prossimi cinque interminabili anni?

Voglio concludere sottolineando che il prode Silvio quest’oggi ha ribadito l’esistenza della cordata di imprenditori italiani che “avrà fino a cinque settimane di tempo per la due diligence necessaria a presentare un’offerta con dolorosi tagli di personale” (da cui si dovrebbe dedurre un’imminenza nella conclusione dell’affare oltre che una sicura situazione peggiorativa per i dipendenti in esubero rispetto a quella prospettata da AirFrance-KLM), mentre il Governo uscente, nella persona di Romano Prodi, afferma che “Silvio Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilità” (da cui, di contro, si evincerebbe una non così immediata e certa soluzione)…come dobbiamo interpretare questa contrastante serie di esternazioni?

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