“Romolo e Remolo” romanamente salutano l’Alemanno vincitore

Sono convinto che in Italia stia tirando un forte vento di destra…lo pensa la maggior parte degli opinionisti e addetti ai lavori, non è quindi il mio un pensiero originale. La schiacciante vittoria a Roma di Alemanno, a mio avviso, è però da interpretarsi diversamente…di sicuro le amministrative romane, come era immaginabile, sono state pesantemente condizionate dall’esito netto delle politiche nazionali…e si sa, Roma ha un significato simbolico non indifferente…ma oltre a questo, temo molte delle responsabilità siano da imputare all’arroganza ed alla miopia del novello Partito Democratico…miopia, poiché non ha scorto all’orizzonte i numerosi segnali che la cittadinanza romana ha inviato…segnali difficilmente fraintendibili, manifestanti un imperioso desiderio di rottura e cambiamento…quindi la candidatura, o meglio sarebbe dire la riproposizione di Rutelli ha disatteso totalmente le aspettative dell’elettorato. Egli, infatti, rappresentava tristemente la continuità con il passato…una sorta di minestra riscaldata, che il popolo romano evidentemente non aveva più intenzione di sorbirsi. In secondo luogo, fatto ben più grave del precedente, a molti è apparso lampante il giochetto politico consumato con la ricandidatura di Rutelli…in sostanza si è trattato di un premio, di un risarcimento, per la sua scomparsa dalla scena politica durante tutta la fase di consolidamento della leadership di Veltroni, per l’aver evitato interferenze nella formazione delle liste elettorali da presentare nelle, allora, imminenti elezioni politiche e, infine, per essersene stato buono buono nello svolgersi dell’intera campagna elettorale…in pratica, per semplificare il concetto, si può sintetizzare il tutto con: “Francesco, se non rompi i coglioni ti ridiamo la tua bella Roma…torni a fare il sindaco, che ti piaceva tanto…e siamo tutti felici e contenti!!”…qui sta l’arroganza, perché null’altro che di arroganza si può parlare nell’aver pensato che ormai Roma era affare esclusivamente loro…che i romani avrebbero votato chiunque avessero presentato…evidente era l’atteggiamento di chi considerava scontata la conquista del Campidoglio…che persino una scimmietta ammaestrata targata PD avrebbe raccolto i consensi degli elettori!!

Cosa ci ritroviamo ora innanzi? Il primo sindaco fascista della capitale dopo oltre sessant’anni…perché mi si può dire che Alemanno non è fascista e che Alleanza Nazionale è stata sdoganata…che sono stati tagliati i ponti col passato…mi si può raccontare di tutto e di più nel tentativo di convincermi che le cose non stanno così…ma sarà difficile farmi credere che in Gianni l’impulso al romano saluto, che fino a ieri fieramente sfoggiava con i camerati tutti nelle festose manifestazioni di audacia, sia oggi sopito. Accanto a questo, le rovine di un partito nato stanco…che molto ha da fare per sperare di risollevarsi e divenire la vera novità, una concreta speranza per il futuro.

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