Un cavallo di Troia chiamato “Legge 40”

Ricordo benissimo quanto accadde durante il periodo in cui venne pensata, discussa, formalizzata e varata la tristemente nota Legge 40/2004, nella quale venivano fissate le assurde norme relative alla procreazione medicalmente assistita. La quasi totalità del mondo scientifico, quindi quello che teoricamente avrebbe dovuto avere più di tutti il diritto di intervenire su una materia così delicata, si espresse contro le disposizioni in essa contenute, criticandole aspramente ed evidenziando i meccanismi folli che si sarebbe instaurati una volta che la legge fosse entrata in vigore. Immediatamente si costituì un movimento referendario che ne chiese l’abrogazione. La Corte Costituzionale ritenne inammissibile il quesito di abrogazione totale, ma riconobbe l’ammissibilità dei quattro quesiti concernenti l’abrogazione parziale della legge. Seguì un periodo di marasma assordante, nel quale si espressero, oltre a coloro che avevano pieno titolo per farlo, anche individui inadeguati, improvvisati esperti, con il solo manifesto fine di abbaiare con quanto fiato avevano in corpo per generare confusione, smarrimento e caos all’interno dell’opinione pubblica, al solito stordita e apatica spettatrice dell’ennesimo teatrino penoso…ma al di sopra di tutto il coro fracassone spiccò la voce limpida e tonante del Vaticano, il quale, sguinzagliati i mastini in difesa del sacro dogma, richiamò la larga parte dei catto-praticanti, dei sostenitori interessati, dei servili politicanti e la schiera ipocrita degli atei devoti ad onorare il loro impegno per la salvaguardia dell’etica religiosa e della sacralità della vita. Qualcuno ancora oggi potrebbe obiettare che al tempo l’oggetto del contendere era l’embrione, quindi il termine vita potrebbe suonare inappropriato, ma il più glorioso risultato ottenuto dalla Legge 40 fu proprio quello di riconoscere ed ufficializzare come legge dello Stato quanto la Chiesa Cattolica Apostolica Romana andava da sempre sostenendo, ovvero che l’embrione è individuo a tutti gli effetti e come tale ha diritti equiparabili a quelli di ogni altro essere umano. Qui sta la grandezza di quella legge…questo fu il più prezioso obiettivo raggiunto. Il referendum, come è noto, fu un fiasco totale. Non si raggiunse il quorum nemmeno per uno dei quattro quesiti proposti. Il successo della posizione astensionistica assunta e caldeggiata dal Vaticano fu eclatante. L’Italia tutta si stringeva con forza alla tonaca sacerdotale. Alcuni personaggi illuminati, qualche pensatore lungimirante e pochi altri cittadini sparsi si posero il dubbio che sull’onda di questi avvenimenti non si rischiasse seriamente di mettere ancora una volta in discussione la laicità, già malconcia, della nostra povera Repubblica, temendo una crescita incontrastabile delle ingerenze vaticane…e che non vi fosse nell’agenda del Papa un prossimo attacco alla Legge 194/1978. Ovviamente questi, assieme all’intero suo entourage, negò e spergiurò sull’infondatezza di tali timori e che mai la Chiesa avrebbe osato scagliarsi contro una legge dello Stato.

Benissimo…riporto qui di seguito le parole proferite da Papa Benedetto XVI il 12 Maggio 2008:

Guardando ai passati tre decenni e considerando l’attuale situazione, non si può non riconoscere che difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo.

L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze.

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni, settimane, mesi? Se si dovesse rimettere in discussione la 194, dando voce al popolo, siamo sicuri che l’esito sarebbe quello di 30 anni fa?

Personalmente non la vedo molto bene e non ce la faccio ad essere ottimista e riporre la mia fiducia negli italiani.

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