La “Strategia del Problema Nuovo” ovvero come ti distraggo le masse

So benissimo di non essere il solo ad avere avuto questa pensata…di sicuro parecchie altre persone dotate di un minimo di cranio funzionante saranno giunte alla mia stessa conclusione. Non troverete nulla di originale in queste poche righe. Considerando però che il presente blog ha lo scopo di raccogliere le mie meditazioni, spesso semplici e magari anche banali, gli sfoghi che altrimenti mi soffocherebbero e quelle che considero vere e proprie proposte programmatiche per migliorare il sistema in cui viviamo, non vedo perché non dovrei riportarvi anche quest’ultima riflessione. A ben pensarci, credo proprio che quello che troverete qui di seguito non sia nemmeno una cosa tanto innovativa…sono anzi convinto che sia vecchia come l’uomo.

Tuttavia, come ebbe modo di dirmi durante il primo anno di Liceo un vecchio professore di Letteratura (che poi per un soffio non mi rimandò a causa di un clamoroso equivoco sul senso della citazione), “Repetita iuvant”…ergo, meglio certe cose ridirle e ricordarle.

Generalmente un individuo sano, maturo ed equilibrato se posto innanzi ad un problema, si opererà ed impegnerà per risolverlo attrezzandosi affinché il medesimo non abbia modo di ripresentarsi e facendo tesoro dell’esperienza vissuta.

In base a questa semplice valutazione, volendo identificare l’Italia come un enorme unico sistema complesso, un gigantesco essere vivente, viene abbastanza facile concludere che il nostro paese non è né sano né maturo né equilibrato.

Qui da noi infatti antichi problemi si ripropongo all’infinito, molti di essi sono ancora i medesimi da sempre, immutati ed intonsi o addirittura accresciuti dal tempo e dall’inerzia…ben nutriti e ben pasciuti, perché si sa che la tendenza dell’Universo è quella di aumentare il proprio casino interno…figuriamoci quindi se non ci si sbatte nemmeno per finta e ci si abbandona al caso, alla fatalità ed all’apatia.

Ogni tanto però, a causa di particolarissime congiunture socio-economico-politiche, la gente si scuote dal profondo torpore che l’attanaglia, il popolo si desta poco poco, senza uscire dal rincretinimento cerebrofago irreversibile che lo soggioga perpetuamente, agitandosi in maniera scomposta e rumorosa. Non è una cosa bella a vedersi, perché ciò a cui si assiste sono più che altro convulsioni violente, una sorta di epilessia delle coscienze che spinge i più, preso atto della situazione rivoltante in cui sono costretti e della moltitudine disarmante di schifezze irrisolte accumulate ovunque, a chiedersi perché si sia arrivati a tanto e di chi sia la responsabilità dell’abominio.

Bene, è proprio a questo punto che scatta la “Strategia del Problema Nuovo”. Il Governo di turno, vista l’impossibilità di poter mettere mano con successo al pregresso ammucchiatosi nel corso degli anni, valutata l’inettitudine propria e degli organi deputati a supportarlo, appurata l’esigenza innegabile ed improcrastinabile di dare un segno, una risposta alla massa vociante e irritata, cosa potrebbe fare di meglio se non generare, magari non dal nulla ma raccogliendo e sapientemente riplasmando elementi già presenti sul territorio, una nuova emergenza? Un Problema nuovo, appunto, verso il quale convogliare l’attenzione dell’opinione pubblica, distraendola e, perché no, infondendo anche una sana dose di adrenalinica paura, che non guasta mai, anzi coadiuva massimamente lo scopo di risprofondare la platea nell’usuale catatonica condizione, che più si addice ad un parco buoi nuovamente mansueto nel suo pascolare quotidiano. La ricetta è semplice: si pescano qua e là i precedenti utili, si individuano gli indispensabili capri espiatori, si costruisce a tavolino il caso, si esterna con solennità, volto greve ed espressione tirata, quindi si imbastisce una solida campagna di disinformazione. Raffica di notizie e traumatizzante bombardamento mediatico. Il risultato è garantito.

Il Governo si rilassa, dovendo concentrare gli sforzi su quell’unica priorità, lo Stato esce dall’affanno, i cittadini brucano felici e inconsapevoli, abbeverandosi ai titoloni dei TG ed ai proclami roboanti scanditi a chiare lettere sulle prime pagine dei giornali che contano.

Occorre dire che siamo ancora dei pivelli, poiché la distanza che ci separa da professionisti del genere come gli Stati Uniti d’America (la storia USA è piena di episodi emblematici…recentemente si ammira l’emergenza terrorismo abilmente messa in atto ed i benefici ricavati dall’amministrazione Bush) resta abissale. Noi attualmente ragioniamo in termini nazionali, mentre altrove si agisce a livello planetario. I miglioramenti sono però evidenti…stiamo imparando sempre più in fretta e di questo passo fra non molto anche noi arriveremo ai livelli d’eccellenza che altri paesi vantano da tempo.

L’ultimo ricorso a questo sistema geniale è, neanche a dirlo, l’emergenza sicurezza. Non si parla d’altro. Tutti stretti stretti gli uni agli altri spaventati a morte. Il pericolo è grande e ci minaccia da vicino. Dietro ogni angolo può celarsi un clandestino assetato di sangue. Pare che la configurazione più terrifica consti di un rom ubriaco, magari un pò sporco e maleorodante, che si rolla una canna al volante di un’auto rubata, ovviamente senza patente e con il bagagliaio pieno di refurtiva, in preda ad un insaziabile desiderio sessuale, con il membro ben in vista fuori dai calzoni, ovviamente di scarsa foggia e sicuramente non alla moda come del resto camicia e scarpe.

Si sollecitano utili suggerimenti per il futuro, che di certo servirà aggrapparsi altre volte all’abile e fruttifero stratagemma distorsivo.

P.S.: astenersi dall’indicare la malavita organizzata, che non è e mai potrà essere un’emergenza…quella anzi si è talmente ben sistemata e integrata nei meccanismi di potere che spesso, se non ci si fa appositamente e malignamente caso, nemmeno la si nota più…quasi fosse divenuta indistinguibile.

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6 Risposte to “La “Strategia del Problema Nuovo” ovvero come ti distraggo le masse”

  1. Paola Says:

    Concordo con la struttura di base del discorso. Tuttavia più che di “Problema Nuovo”, parlerei di problema vecchio anzi vecchissimo. Quel problema cui tutti gli Stati, democratici e non, in momenti di crisi soprattutto socio-economica, fanno ricorso per distrarre le masse e cioè “E’ sempre colpa dell’Altro”. In questo caso l’Altro è “l’Extra”, ma è stato anche l’ebreo, il negro, il musulmano (o il cattolico, a seconda della parte del globo in cui si nasce), il comunista… Così, a mio avviso, nasce il capro espiatorio, contro cui sfogare tutte le rabbie e frustrazioni di un paese stanco e desideroso di civiltà (perchè l’incivile è sempre l’Altro!).

  2. stefanospadoni Says:

    Già, verissimo.
    In questo caso il ricorso all’altro come responsabile delle sciagure proprie è antichissimo…ma sempre valido come pretesto. Si potrebbe dire un vero e proprio evergreen.
    Ho però il sentore che anche l’emergenza rifiuti sia stata, a suo tempo, una emergenza di questo tipo, ovvero costruita ad hoc per distogliere…poi, come spesso accade, è sfuggita al controllo ed ha preso il sopravvento.

  3. mcz06 Says:

    Mi spiace contraddirti, ma il problema sicurezza esiste.
    D’altra parte quando milioni di persone entrano in Italia senza alcun lavoro, da qualche parte devono pur trovare il modo di mangiare.
    O pensi che vivano d’aria?

  4. stefanospadoni Says:

    @mcz06: nessun problema…ciò che affermi non è in contraddizione con quanto sostengo nell’articolo. Ho già avuto modo di sottolineare quanto sia fondamentale riportare il rispetto per la legalità in questo paese…questo in realtà è, a mio avviso, il vero problema, di cui la “emergenza sicurezza” è un aspetto e l’immigrazione, a sua volta, una parte del tutto…il discorso è molto più ampio. Quello che ho tentato di mettere all’attenzione è la sproporzione con cui si sta affrontando la discussione focalizzando l’opinione pubblica su un singolo aspetto, come se questo fosse la fonte di tutti i nostri mali.

  5. La Donna Cannone Says:

    Ciao! Mi solleva assai leggere questo tuo post, perchè sono perfettamente convinta che sia tutto fumo negli occhi e strumentale.
    Chissà che arrostino si stanno sbranando, mentre a noi arriva solo l’olezzo dei nuovi roghi xenofobi.
    L’unica risorsa che ci rimane è ancora e sempre l’occhio aperto, vigile e resistente. Oliare sempre gli ingranaggi cerebrali.
    Purtroppo, e me ne rendo conto da 8 mesi ogni giorno – c’è gente che SI OSTINA A AFFERMARE CHE NON E’ VERO (quello che affermi). Buoi, sì – ma ingombranti. Hai voglia ad affermare diritto di libertà di parola e pensierio (?)….

    Saluti
    La Donna Cannone

  6. stefanospadoni Says:

    Ciao La Donna Cannone…a me invece mi solleva sapere che c’è chi riesce a vedere oltre la cortina di fumo!!
    Grazie per il commento.
    Ciao…e a presto.


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