Italy: Where “Berlusconi” happens

In questi giorni ho tentato di raccogliere informazioni, dati, commenti e giudizi provenienti prevalentemente dall’elettorato pidiellino e leghista, quindi orbitanti nella così detta galassia di “Centro-Destra”, allo scopo di chiarirmi le idee su quali fossero i meccanismi di pensiero dominanti nell’elettorato di parte a me avversa. Questo esperimento si è reso fondamentale poiché, alla luce degli ultimi disdicevoli avvenimenti (stop alle intercettazioni, militarizzazione delle città, blocco dei processi, rinuclearizzazione e via così) non potevo rimanermene lì frastornato ad annegare nel mio sgomento e sdegno, sentendo forte l’esigenza di scuotermi da un incalzante sconforto, indebolito dall’ostile ambiente circostante…sempre più stanco e affannato e incredulo. In sostanza ho avuto il desiderio di capire se almeno loro, ovvero quelli che al Silvio lo hanno votato, fossero soddisfatti di come egli sta operando. Ho sperato, così facendo, di imbattermi, frugando qua e là nella rete, nel parere illuminato di qualche fiero berlusconiano in grado di ampliare l’orizzonte del mio meditare e di togliermi questa orribile sensazione, che provo ormai da troppi anni, di essere parte di una minoranza sana accerchiata da corrotti malfattori ignoranti.

Sfortunatamente la ricerca ha dato esiti disastrosi, producendo l’effetto contrario e sprofondandomi ulteriormente in una prostrazione disperata…distillando il materiale raccolto, setacciando le esternazioni e le affermazioni recuperate, vagliando gli articoli letti è emerso un quadro raccapricciante del paese. L’Italia che i miei concittadini di “Centro-Destra” vorrebbero, basandosi su quanto essi stessi hanno avuto modo di sostenere, è una Italia menefreghista, collusa, opportunista, miope, egoista e gretta, concentrata unicamente sui confini del giardinetto di casa e sulla consistenza del proprio portafoglio, senza la minima considerazione di un bene più vasto e condiviso, dei grandi problemi che affliggono la nazione e nessuna aspirazione verso qualcosa di più grande. Una Italia permissiva, che accetta ben volentieri e consapevolmente di appostarsi ai bordi della ricca tavola, fastosamente imbandita, del potente di turno, sperando di essere investita da una copiosa pioggia di briciole (epica ed estremamente significativa la frase “non mi importa se si occupa degli affari suoi, l’importante è che faccia anche i miei” più volte proferita da degni individui di quella parte politica). Un popolo di disperati senza più scrupoli, pronto a saltare sul carretto del vincitore per farsi trascinare lontano, obnubilati da due pericolosi assiomi: 1) che Berlusconi sia un vincente e 2) che se ne fa tanti per lui necessariamente ne uscirà qualcosa anche per noi…ma chi l’ha detto, giusto per fare un esempio, che un abile rapinatore di banche debba essere anche un filantropo? Insomma, per farla breve, la loro Italia è un’Italia misera e grigia, priva di slanci e di aspettative, carente di idee, arida di prospettive nella quale io non riesco e non desidero riconoscermi.

Essi trasudano voglia di cambiamento e votano la continuità che Berlusconi rappresenta con la peggiore tradizione politica ed affaristica italiana. Parlano di sicurezza, ma non colgono le profonde contraddizioni insite nelle recenti mosse governative. Sbandierano concretezza e raccolgono proclami. Auspicano un più equo trattamento fiscale e alzano al cielo il sommo evasore. Chiedono a gran voce attenzione ai problemi reali e ottengono soluzioni impalpabili, guaste, inefficaci…spesso viziate dal solito dubbio. Qui in particolare si giunge al parossismo del paradosso, forse causato da un evidente equivoco fra elettori ed eletto. Gli unici provvedimenti presi dal Governo pare rimedino esclusivamente alle grane di un singolo individuo, ai “problemi reali” di una sola persona, che non a caso di quel Governo è il Presidente, il leader maximo, l’imperatore. Ai miei stolti concittadini non suona sospetto che i primi atti della maggioranza che hanno insediato nulla abbiano a che vedere con le solide, granitiche, tangibili difficoltà che il loro paese sta attraversando?

Berlusconi ha trasformato il Parlamento in una sorta di dependance…una specie di pied-à-terre dove il Cavaliere discute, con la schiera di sottoposti, collaboratori e stipendiati, degli affaracci suoi e di come porre fine ai grattacapi che ancora lo assillano. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è divenuta, nelle sue mani, un salvacondotto tramite il quale aggiustare le molte magagne accumulate, assieme ai quattrini, lungo un’esistenza fatta di azioni scellerate, oscuri traffici e amicizie losche. Berlusconi ha vinto alla lotteria il diritto di occuparsi di sé, di prendersi cura della propria persona, donando in cambio piccole regalie e luccicanti orpelli. Egli è il grande conquistatore venuto dal mare con bauli di perline e collane colorate e noi i selvaggi abbagliati dalla lucente sua armatura che gli doniamo i nostri averi più preziosi, i nostri gioielli, il nostro oro.

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