Ultimissime dall’Italia all’arrovescia

La Umbria Olii, dove il 25 Novembre del 2006 persero la vita quattro operai a causa di un devastante incendio, ha deciso di passare al contrattacco chiedendo un risarcimento di 35 milioni di euro alle famiglie delle vittime ed all’unico superstite dell’incidente.

La confindustria, presa in contropiede, mantiene equidistanza e non si sbilancia…voci non confermate sosterrebbero però che la presidentessa Emma Marcegaglia, venuta a conoscenza dell’episodio, abbia avuto una sorta di fremito incontrollabile e confidato ad uno dei suoi collaboratori che “questo precedente potrebbe aprire una nuova strada per apportare sostanziali modifiche alle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Come dice un vecchio proverbio, infatti, chi rompe paga ed i cocci sono suoi. Il rischio di dover rifondere cospicue somme di denaro potrebbe avere enorme successo come deterrente per tutti quegli operai svogliati e distratti che mettono ogni giorno a repentaglio fabbriche, stabilimenti e costosi macchinari”.

Il mondo imprenditoriale si è detto commosso per tanto ardire e convinto che fosse giunto il momento di uscire allo scoperto per far valere i diritti di una categoria vituperata e continuamente sotto attacco e perseguitata da magistratura (bolscevica), sindacati (bolscevichi) e opinione pubblica (manipolata dai bolscevichi).

La Fondazione “Pietro Pacciani” ha espresso tutta la sua solidarietà all’amministratore delegato dell’oleificio, sottolineando come spesso le vere vittime di questo sistema ingiusto siano proprio i carnefici, posizione condivisa anche da Annamaria Franzoni, la quale ha voluto far giungere il proprio sostegno tramite un breve comunicato trasmesso ad opera del marito.

Erich Priebke ha subito mostrato la sua vicinanza alle posizioni di Del Papa, proprietario della ditta ed unico imputato nei processi in corso, ed ha immediatamente contattato il suo legale esprimendo l’intenzione di ricorrere in giudizio nei confronti dei parenti di coloro che “persero accitentalmente vita qvel triste ciorno là in Fozze Arteatine”…un passante ha poi riferito di aver inteso parte della conversazione fra l’ex capitano nazista ed il proprio avvocato nella quale, sembra gongolando e con sguardo improvvisamente acceso da una luce sinistra, il gerarca avrebbe domandato “35 milioni per qvattro cataferi…chissà cosa posso chietere io per 335?”.

Nicola Sapone, carismatico leader delle “Belve di Satana”, ricevuta la notizia, ha festeggiato brindando con un ricco calice del proprio sangue, svenendo un istante dopo aver rilasciato una dichiarazione ai giornalisti accorsi in un linguaggio incomprensibile, molto probabilmente satanico.

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6 Risposte to “Ultimissime dall’Italia all’arrovescia”

  1. Mapi Says:

    mi sembra giusto

  2. stefanospadoni Says:

    direi sacrosanto…

  3. danilo Says:

    per stefano:

    sono un pò tonto; dove finisce il vero e comincia il sarcasmo nel tuo post?
    poi avrei nu po di cose da dire in merito.

    danilo

  4. stefanospadoni Says:

    Vero: Del Papa, titolare dell’azienda Umbria Olii, ha realmente richiesto un risarcimento di 35 milioni di euro ai famigliari delle vittime ed all’unico superstite.

    Sarcasmo: tutto il resto.

    Attendo i tuoi commenti in merito.

  5. danilo Says:

    Per stefano:
    avevo un giustificato dubbio sulla reazione di confindustria, visto i tempi che corrono….

    Per il resto, mi chiedo se Del papa fosse a conoscenza che ormai da anni nelle aziende bisogna attuare le direttive della 626 in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

    Se tale legge fosse stata applicata in modo abbastanza congruente, l’incidente non sarebbe avvenuto, in quanto le ditte esterne che fanno dei lavori presso altre aziende,devono firmare, al loro ingresso, l’attestato dei rischi,obbligatorio in ogni azienda,che li avrebbe messi in guardia nel procedere delle lavorazioni.
    Inoltre l’R.S.P.P. della umbria olii avrebbe dovuto controllare e garantire che le operazioni fossero state eseguite nel rispetto delle norme di sicurezza.
    ciò non toglie che il responsabile ultimo di ciò che accade in una azienda è il titolare, in quanto non può non sapere ciò che si sta facendo all’interno delle sue proprietà.
    Questa vicenda evidenzia quanto lontana è ancora una vera cultura della sicurezza per i lavoratori.

    Proprio ieri sera ho avuto un violento scontro verbale con il nostro rappresentante sindacale CGIL che, completamente ignaro di queste semplici considerazioni, dava piena ragione alla richiesta inoltrata da del papa.
    E non solo con lui.

    un saluto,
    danilo.

  6. stefanospadoni Says:

    Ciao Danilo, in effetti i tuoi dubbi sulla reazione di confindustria erano più che ragionevoli. Concordo pienamente con le tue considerazioni e…ti faccio i miei complimenti per il rappresentante sindacale che vi ritrovate.
    Egli è, oltre che mortalmente ignorante in tema di diritti e sicurezza, tristemente allineato col “pensiero del padrone”…roba d’altri tempi ed inaccettabile in chiunque, specialmente se questo ricopre un ruolo come il suo ed in una organizzazione sindacale come la CGIL.


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