Showbiz

Oggi al caro Presidente del Consiglio dei Ministri le cose vanno decisamente bene…il vento è in poppa e all’orizzonte nulla che possa turbare i suoi progetti o increspare l’insopportabile ghigno. L’opposizione inesistente, l’ampio consenso e la massiccia rappresentanza parlamentare, unitamente al ben noto strapotere mediatico ed alle disponibilità finanziarie illimitate, garantiscono all’unto libertà di manovra sconvolgenti.

Quando però i suoi estimatori si renderanno conto che gli ingranaggi della giostra fracassona e rilucente assemblata dal Silvio sono costruiti delle loro carni e delle loro ossa, lubrificati con il loro sangue e alimentati dai loro sogni, paure e debolezze…quando anche il più stupido e ottuso degli ammiratori prenderà coscienza del fatto che gratta gratta alla fine sono sempre gli altri a vincere…quando l’abbaglio svanirà restituendo alle masse l’uso della vista…quando i bassi istinti cesseranno di essere solleticati e appagati dallo spettacolo berlusconiano, denso di tette, culi, scandali, sparate roboanti e mirabolanti effetti speciali…quando l’illusione lascerà il posto alla realtà, allora inizieranno i problemi per il Premier.

Perché ciò di cui egli si sta occupando nulla ha a che fare con il bene o il futuro dell’Italia, con i bisogni della gente ed i problemi quotidiani dai quali è afflitta…si tratta esclusivamente di showbiz…e non saranno le leggi italiane ad affossare Berlusconi, ma le dure regole di quel mondo a cui egli tanta vita e tanti sforzi ha dedicato e dal quale moltissimo ha ricevuto…quando la noia arriverà a prendere il posto del godimento narcotizzante, il giullare avrà i giorni contati. Lui questo lo sa ed è la ragione che lo spinge, insieme ai suoi fidi aiutanti, compari e preziosissimi creativi, a buttare sempre nuove e succulente frattaglie nel trogolo.

Gelmini o dell’Ipocrisia

“Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche”

Queste le sagge parole pronunciate dalla Ministra Gelmini per bacchettare quelle insegnanti e quelle mamme che all’avvio del nuovo anno scolastico si sono presentate vestite a lutto. Se accostate a quest’altra frase, particolarmente ispirata e toccante:

“Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli”

la commozione non può che invadere i nostri cuori sensibili, scatenando raffiche di singhiozzi irrefrenabili e profonda indignazione. Purtroppo però la realtà dei fatti è ben diversa da quanto Mariastella vuole farci credere e a mio modesto avviso, oltre ad insinuare la solita pulce depistante nell’orecchio dei cittadini distratti, essa ha, con una semplice esternazione, detto due stupidaggini di dimensioni cosmiche.

In primo luogo vi è nelle sue affermazioni una subdola accusa nei confronti di chi, con estrema educazione e compostezza, si è fatto portatore di una protesta più che legittima…scrive Francesco Merlo su Repubblica “Gli insegnanti non si sono listati a nero né contro i bambini né insieme ai bambini. Sono in nero perchè orfani di chi, meglio di tutti, dovrebbe rappresentarli e proteggerli. (…) Protestano perchè il Ministro, che dovrebbe schierarsi con la scuola tutta, si è invece schierato contro l’anima della scuola“…pensate poi a cosa possano aver provato le mamme all’udire la condanna per il loro scellerato atteggiamento…”tu, mamma, vergognati…hai usato tuo figlio“, ecco come potrebbe suonare la lapidaria sentenza, quando in vero ognuna delle suddette mamme ha agito esclusivamente per il bene del proprio amato bambino…per combattere contro un perverso meccanismo che mira a sottrarre alle generazioni emergenti opportunità formative, minandone il futuro.

Se leggiamo l’episodio alla luce dell’atteggiamento che la Gelmini ha assunto dal momento del suo insediamento, spalleggiata dai colleghi Brunetta e Tremonti e dal comandante in capo Silvio Berlusconi, non perdendo mai un’occasione per sottolineare la necessità di tagliare, ridurre, risparmiare e contenere

“Una cura da cavallo inevitabile per la scuola. Questo governo è stato eletto per risanare i conti pubblici. E’ un impegno di rigore con gli italiani e va mantenuto”

appaiono al sottoscritto estremamente strumentali i richiami a supposte necessità formative, basate su teorie bislacche e campate per aria come quella sulla reintroduzione del maestro unico

“Nell’arco dai sei ai dieci anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento con cui l’alunno possa avere un rapporto continuo e diretto”

“nasce da una precisa esigenza pedagogica”

La Ministra, come dovrebbe essere evidente a tutti, ha in questi mesi mascherato i propri obiettivi scellerati dietro i nostri figli, utilizzando i bambini ed il loro presunto bene per nascondere intenti meramente contabili.

In sintesi Mariastella Gelmini ha, in un sol colpo, offeso ancora una volta la categoria degli insegnati, ha insultato madri premurose e preoccupate, tacciandole di strumentalizzazione dei pargoli, strumentalizzando lei sì più e più volte, e questo episodio non fa eccezione, gli infanti…ergo, da che pulpito!!

Son ragazzi…

Ebbene sì, mi sento in obbligo di ritornare su quanto avvenuto l’8 Settembre…non posso esimermi dal riprendere l’argomento poichè la dietrologia di regime che ha intasato ogni mezzo d’informazione, fornendo analisi inaccettabili sugli atteggiamenti fascisti di Alemanno e La Russa, ha smosso in me, come del resto era prevedibile, ira profonda e grande frustrazione.

Voglio che sia subito chiaro a tutti che non ci tengo a giudicare il singolo individuo…la Storia, generalmente, del singolo individuo fa polpette. Guardando nell’infinitamente piccolo di ogni vita, anche la più misera, magari potrei scoprire cose sorprendenti…ma si tratterebbe comunque di frammenti che sommati, in ogni loro possibile combinazione, continuerebbero a dare lo stesso immutabile risultato…e questo risultato è la mole di episodi, fatti ed eventi che oggi noi chiamiamo, appunto, Storia…da essi dobbiamo trarre insegnamenti, conclusioni, costruire consapevolezza…imparare per crescere.

In questi giorni ci sono due litanie che sento spesso, troppo spesso pronunciare e che mi irritano tremendamente:

1) “Erano dei poveri ragazzi che non sapevano ciò che facevano…come possiamo giudicarli?”

Innanzitutto, tenendo a mente la premessa, occorre sottolineare che l’esercito della RSI non solo di “poveri ragazzi” era composto, ma anche di uomini fatti…spesso di carogne, criminali, psicopatici, assassini, ex-soldati incapaci di fare altro che combattere, quasi sempre volontari, tagliagole e altri gradevoli personaggi del genere…certo, una parte era costituita da virgulti di una generazione nata e cresciuta nel fascismo, quindi plasmata e condizionata fin dal primo vagito…il medesimo discorso però vale per i tanti che sono fuggiti sui monti, unendosi alla Resistenza ed ai partigiani…stessi ragazzi, identiche origini, destini opposti. Questi, evidentemente, hanno spinto lo sguardo oltre ed hanno visto un altro orizzonte, un altro mondo…un futuro diverso e migliore.

"Giovani" della RSI

Cosa ne concludo? Che per quei giovani uomini che non sono riusciti a divincolarsi dalle catene del fascismo, finendo sbranati dall’odio e dalla violenza, provo indubbiamente pena, ma non riesco nemmeno per un istante a metterli sullo stesso piano di coloro che, abbattuto il muro dell’indottrinamento e della consuetudine, si sono sacrificati altruisticamente per un bene più grande e comune.

2) “Le dichiarazioni di Alemanno e La Russa nascono da uno sterile dibattito tutto interno ad AN, finalizzato al recupero di una identità minacciata dal centrismo del PDL” (frase particolarmente amata da giornalisti ed opinionisti di professione)

Quindi a tutti questi fini opinion leader e giornalisti prezzolati pare normale che per recuperare una presunta identità perduta i cari Alemanno e La Russa si rifacciano ad insane nostalgie fasciste? E’ cosa di poco conto o insignificante che un Ministro della Repubblica ed il Sindaco della Capitale d’Italia, per marcare i confini del proprio orticello e serrare le fila dell’elettorato, si richiamino esplicitamente a mitologie e sentimenti da pieno ventennio? Certa gente, capace di liquidare l’episodio come una bagarre fra galli confusi in un pollaio affollato, riflette su ciò che dice o le parole escono di bocca come incontenibili peti?

Concludo condividendo una mia personalissima e tutt’altro che originale convinzione:

in un paese sano che ha fatto i conti con la propria storia ed ha metabolizzato i propri errori, discorsi come quelli uditi non avrebbero avuto alcuna ragione di essere proferiti…nessuno si sarebbe sentito in dovere di articolare simili eresie…nulla di ciò che è seguito si sarebbe mai verificato. L’Italia, quindi, ha tutt’oggi la coscienza sporca ed il popolo italiano, del quale i due suddetti figuri fanno parte e rappresentano, è ancora combattuto, confuso, complice.

Io sono scandalizzato, incazzato ed inorridito!!

La sottile arte della Distorsione

“La scuola italiana e’ purtroppo uno stipendificio. Sin dall’inizio del mio mandato ho denunciato la situazione grave in cui versano le casse della scuola. Oggi il 97 per cento delle risorse sull’istruzione se ne va per pagare gli stipendi”.

Questa frase è stata pronunciata del Ministro dell’Istruzione (un tempo Pubblica, oggi direi Parificata) on. Mariastella Gelmini…noterete come, ad una prima e superficiale lettura, appaia evidente la gravità del dato…praticamente tutte le risorse che lo Stato riversa nella scuola sembrerebbero venir “consumate” per pagare gli stipendi degli insegnanti…che spreco e che indecenza!!

Se però si presta un minimo di attenzione alle suddette affermazioni, riflettendo magari sulla reale condizione del sistema scolastico italiano, si giunge all’inevitabile conclusione che la Ministra ha sapientemente e malignamente distorto la realtà per ottenere lo scopo desiderato, ovvero colpevolizzare l’intero sistema ed in particolare la classe docente che, con l’assurda pretesa di ricevere un compenso, spolpa le casse del nostro amato paese, spingendo l’opinione pubblica a convincersi che sia proprio questo il punto giusto sul quale intervenire.

Gelmini e Tremonti spiegano al popolo italiano che stanno operando per il suo bene

Valutiamo più accuratamente gli elementi in gioco:

1) il numero degli insegnanti in Italia è direttamente proporzionale al numero di classi, quindi è scorretto dire che vi sono troppi insegnanti. Non si può parlare di esuberi, poichè chi opera nella scuola risponde ad esigenze oggettive e non a logiche clientelari o meri calcoli politici, come invece abitualmente avveniva per esempio in Alitalia;

2) gli insegnanti italiani sono i peggio pagati in Europa, quindi sarebbe crudele affermare che si spreca denaro per riempire le tasche di avidi strozzini;

3) facendo un rapido calcolo si deduce che la quantità di denaro destinata al pagamento degli stipendi sia dovuta e sicuramente non rubata.

Il fatto che il 97% dell’ammontare complessivo di quanto lo Stato destina all’Istruzione consista di retribuzioni, indiscutibilmente sacrosante, significa semplicemente che lo Stato investe pochissimo, per non dire nulla, nell’Istruzione stessa. Perché quindi dovremmo applicare ulteriori tagli proprio in questo settore, che è fra quelli più vitali e strategici?

Se in questa situazione di crisi dovessi operare una scelta, sinceramente opterei per il rafforzamento del sistema scolastico rinunciando volentieri a TAV, ponti sullo Stretto di Messina, operazioni finanziarie disastrose come, da ultimo, quella prevista dal progetto “Fenice” ( vedi ex-Alitalia e CAI) e altre amenità costose e, frequentemente, inutili o addirittura dannose.

Di tutta l’erba un fascio

“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando il rispetto di coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.

Queste sono le parole pronunciate dal Ministro della Difesa, on. Ignazio La Russa, in occasione della cerimonia per l’anniversario della difesa di Roma, rendendo quindi esplicitamente onore ai soldati dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana.

Subito, appena udite queste frasi e ancora prima di iniziare a pensare, è esplosa in me la rabbia…una rabbia densa, una collera quasi primitiva…e ho provato un intenso desiderio di avere fra le mani questo spregevole individuo, capace di tanto abominio…poi, recuperate le facoltà mentali e ristabilita la connessione con il cervello, ho iniziato a riflettere…e ho cercato di capire di che razza di coscienza stesse parlando il ministro? Quale tipo di coscienza può ritenersi soddisfatta dall’affermare che militari fascisti repubblichini siano da reputare paladini della patria al pari di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in nome di un ideale alto e nobile come la democrazia, imputando le eventuali differenze a candide divergenze di punti di vista? La risposta è giunta in un lampo: la coscienza di un fascista!!

Il periodo del becero revisionismo è iniziato da qualche anno ed ogni occasione è buona per assestare una spallata…già i risultati si percepiscono, poichè l’indignazione è sempre più blanda e diluita…tesi che un tempo avrebbero scatenato roboanti cori di protesta e spinto l’intera nazione a manifestare compatta il proprio dissenso, oggi vengono spacciate quasi impunemente, senza clamore…solo qualche bisbiglio contrariato qua e là…essi sono pazienti e tenaci…sono consapevoli del fatto che goccia dopo goccia il solco nelle menti degli italiani diverrà sempre più profondo ed i ricordi torbidi e confusi.

In questo paese si danno per scontate troppe cose, come ad esempio la conoscenza della storia patria e la condivisione dello spirito antifascista che ha gettato le basi di questa nostra Repubblica…la realtà è però assai diversa da come la si crede…le occasioni per parlare di quel periodo fondamentale del nostro passato ed in particolare della Resistenza sono sempre più rare, mentre la memoria scolpita nella carne e nelle ossa svanisce con i nostri nonni.

La deriva verso una rivisitazione ed una falsificazione degli eventi è avviata e gli anticorpi che possano evitare l’evolversi di tale processo degenerativo sono sempre più fragili e sparuti.

Io condanno La Russa per aver sostenuto che assassini rimasti fedeli ad un tiranno sanguinario e senza scrupoli, dopo venti anni di dittatura, di crimini e brutalità, con un paese violentato ed un popolo prostrato da una guerra assurda, siano da accumunare a coloro che hanno lottato affinchè l’incubo avesse fine e perchè gli italiani riacquistassero dignità e libertà…le diversità sono molteplici e mastodontiche, come diversa è la vita dalla morte…condanno l’eversione insita nel suo ragionamento e l’insulto imperdonabile in esso contenuto.

Chiedo quindi le dimissioni di questo ignobile bugiardo, poichè lo reputo indegno di rivestire la carica di Ministro della Nostra Repubblica, che con il suo gesto ha offeso e disonorato.

Brutti viziacci

Prendo spunto da quanto sta riempiendo la bocca e le menti di parecchi miei concittadini in questi giorni per puntare il dito contro una delle tante brutte debolezze italiche. Molti, infatti, sono recentemente venuti a conoscenza di un “grave” peccato di gioventù della Ministra Gelmini…pare infatti che abbia sostenuto gli esami per l’abilitazione alla professione forense a Reggio Calabria, poichè in quella città, al tempo in cui Mariastella fu costretta a sbrigare questa pratica, la percentuale di coloro che superavano lo scritto venendo quindi ammessi all’orale si aggirava attorno al 93%…quindi, in sostanza, la possibilità di superare l’ostacolo, puramente burocratico, era decisamente superiore alla media. Non voglio ora soffermarmi sull’episodio specifico…molti già lo hanno fatto ed hanno speso fiumi di inutili parole…sulla vicenda dirò solamente che si perde in un oceano di migliaia e migliaia di altre vicende del tutto analoghe.

Chi ha già avuto occasione di leggere miei precedenti articoli sulla Ministra saprà che non sono affatto un suo ammiratore…e certamente scorgo in tutta questa storia una sorta di cotraddizione, se accostata all’immagine ed ai proclami che la Gelmini ha offerto al paese da quando è membro del Governo. Però mi chiedo e vi chiedo se sia giusto condannare e soffocare una persona per atti che appartengo al passato? La domanda, che trae ispirazione dalle vicissitudini della Ministra, ha però evidentemente più ampio respiro, svincolandosi dal particolare per abbracciare una tematica di valenza generale.

Spesso accade in questo mio paese stordito di assistere alla nascita di crociate mosse contro chicchessia, al solo scopo di screditarne l’operato o di infangarne l’immagine e frequentemente ottenendo come unico risultato l’abbassamento del livello del contendere, la banalizzazione dei contenuti nel dibattito in corso…e non ultimo, il depistamento dell’opinione pubblica.

Come è stato possibile, per fare un esempio in tema, che addirittura si siano pretese le dimissioni della Gelmini per un gesto così futile ed insignificante? Come si può pensare di impedire ad una persona di ricoprire un incarico o precludergli un’opportunità semplicemente perchè di trascorsi nebulosi e non esattamente immacolati? Sarebbe come dire che un ex tossicodipendente non può occuparsi di tossicodipendenza, una ex prostituta non può impegnarsi contro la prostituzione o che un ex alcolista non ha il diritto di impegnarsi affinchè i suoi errori e quanto da questo errori ha ricavato possano diventare patrimonio di altri e, possibilmente, essere d’aiuto a chi è in difficoltà ad uscire da un incubo spesso fatale.

A mio modo di vedere le cose, io non giudico aprioristicamente qualcuno per quello che ha commesso e non lo valuto degno o indegno di una carica o di un ruolo all’interno della società a seconda dei suoi errori o delle sue debolezze, così come tendo a vedere in chi ha “peccato” ed ha ritrovato “la retta via” un candidato spesso più credibile di chi si ammanta di perbenismo moralizzatore, vantando un’esistenza illibata…il mio giudizio e la mia eventuale condanna si basano principalmente su due criteri fondamentali:

1) considero di quella persona l’attuale posizione nei confronti del proprio passato e la visione che egli stesso ha degli errori e degli sbagli compiuti;

2) analizzo il suo operato dal momento in cui ha assunto un dato incarico ed ha iniziato a svolgere le mansioni di sua competenza e verso cui ha diretta responsabilità.

Queste due condizioni devono essere simultaneamente soddisfatte perchè il mio giudizio possa essere positivo…ma se dovessi dare un priorità, direi certamente che la seconda prevale necessariamente sulla prima…se l’esito delle azioni compiute è positivo, mi risulta accettabile sorvolare su eventuali ricadute…ovviamente con una benevolenza inversamente proporzionale alla loro gravità. Se invece quanto compiuto ha effetti disastrosi e porta a risultati negativi, un atteggiamento recidivo verso le proprie cattive abitudini non potrà che costituire un’aggravante.

In conclusione io giudico e condanno Mariastella Gelmini per il pessimo servizio che sta offrendo al mio ed al vostro paese in veste di Ministro del Governo, affossando il sistema scolastico pubblico e minando il futuro delle generazioni emergenti e non per aver scelto una scorciatoria, peraltro del tutto legale, che le consentisse di raggiungere con maggiore facilità l’abilitazione all’avvocatura, fatto che considero semplice aggravante…ed allo stesso modo condanno Silvio Berlusconi, auspicandone la rimozione dalla carica di Primo Ministro, per la sua pericolosità, per la sua dannosità e per il male che sta infliggendo all’Italia, oltre che per il suo curriculum criminoso mai sconfessato di cui, anzi, va estremamente fiero.

Lo zibaldone Alitalia

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si dice estremamente soddisfatto per il gruppo di pregevoli imprenditori italiani DOC che gli è riuscito di raggranellare, oltre che per la magnificenza del piano industriale partorito…e qui viene fuori la concezione che questo individuo ha dell’imprenditoria e del mercato…d’altronde ha avuto grandi maestri, come l’amico Gelli, l’amico Craxi e i vari amici degli amici…non poteva mancare il motto del giorno: “Credo che abbiamo messo in piedi un’impresa con ali per volare”…per fortuna che Silvio c’è!!

Colaninno, il prode condottiero, si è cimentato in un vero e proprio tiro alla fune con i tecnici europei, presentando loro il progetto “Fenice”…terminato l’incontro con gli esperti si è dileguato come un ladro, fuggendo dalla porta di servizio…probabilmente per evitare la folla dei soliti giornalisti idrofobi ammucchiati presso l’ingresso principale in attesa di poterlo aggredire con fastidiose e scomode domande. Una talpa afferma di aver assistito al faccia a faccia…sembrerebbe che dopo aver letto il ricco dossier Alitalia, alcuni tecnici siano stati colti da malore, qualcuno abbia iniziato a mostrare disturbi della psiche…altri, invece, più prosaicamente, abbiano preferito sdrammatizzare optando per una coinvolgente e allegra gara di rutti.

Un ilare osservatore ha poi ironizzato sulla scelta del nome…”soliti italiani simpaticoni…sempre voglia di scherzare…Colaninno e accoliti sono una cordata di imprenditori? Quale nome avrebbe potuto essere più azzeccato di CAI…molto divertente”. Il presidente del Club Alpino Italiano si è detto infastidito per l’omonimia e passa le giornate smentendo le voci che vorrebbero ogni socio automaticamente azionista della compagnia…e quelle ancora più folli, secondo le quali si potrà arrivare con l’aereo direttamente in baita. Uno stizzito Calboni si sfoga con la stampa affermando: “avete messo quel puccettone di Fantozzi come commissario della Bad Company e nessuno ha pensato a me come capo-cordata?”.

Brunetta, ormai incontenibile e incontinente nel pieno di un delirio d’onnipotenza che molti già si chiedono se e quando avrà fine, ha cazziato i sindacati affermando quanto ridicole siano le loro richieste, dal momento che a tutt’oggi non si siano degnati di fare nemmeno un esame di coscienza…il portavoce del sindacato dei sindacalisti Alitalia si è detto mortificato per queste dure parole, ricordando che in realtà di esami se ne sia fatto più di uno, ma che ancora nessuno abbia trovato il tempo di correggerli.

Sacconi si è pronunciato sui possibili esuberi all’interno di Alitalia sparando numeri, che gli appassionati del lotto suggeriscono di giocare su tutte le ruote, ovviamente opportunamente decurtati delle ultime due o tre cifre…esuberi che comunque assicura verranno rapidamente riessorbiti, quasi si trattasse di una chiazza liquido. Una domanda personale al Presidente Berlusconi, che il Ministro del Welfare potrebbe accogliere come un suggerimento: ma perchè tutti questi esuberi non se li accolla il Milan? Mi sembra, anche se sono calcisticamente profano, che abbia un tallone d’Achille nel reparto difensivo…magari chissà, potrebbero aiutare la squadra a prendere quota.