Brutti viziacci

Prendo spunto da quanto sta riempiendo la bocca e le menti di parecchi miei concittadini in questi giorni per puntare il dito contro una delle tante brutte debolezze italiche. Molti, infatti, sono recentemente venuti a conoscenza di un “grave” peccato di gioventù della Ministra Gelmini…pare infatti che abbia sostenuto gli esami per l’abilitazione alla professione forense a Reggio Calabria, poichè in quella città, al tempo in cui Mariastella fu costretta a sbrigare questa pratica, la percentuale di coloro che superavano lo scritto venendo quindi ammessi all’orale si aggirava attorno al 93%…quindi, in sostanza, la possibilità di superare l’ostacolo, puramente burocratico, era decisamente superiore alla media. Non voglio ora soffermarmi sull’episodio specifico…molti già lo hanno fatto ed hanno speso fiumi di inutili parole…sulla vicenda dirò solamente che si perde in un oceano di migliaia e migliaia di altre vicende del tutto analoghe.

Chi ha già avuto occasione di leggere miei precedenti articoli sulla Ministra saprà che non sono affatto un suo ammiratore…e certamente scorgo in tutta questa storia una sorta di cotraddizione, se accostata all’immagine ed ai proclami che la Gelmini ha offerto al paese da quando è membro del Governo. Però mi chiedo e vi chiedo se sia giusto condannare e soffocare una persona per atti che appartengo al passato? La domanda, che trae ispirazione dalle vicissitudini della Ministra, ha però evidentemente più ampio respiro, svincolandosi dal particolare per abbracciare una tematica di valenza generale.

Spesso accade in questo mio paese stordito di assistere alla nascita di crociate mosse contro chicchessia, al solo scopo di screditarne l’operato o di infangarne l’immagine e frequentemente ottenendo come unico risultato l’abbassamento del livello del contendere, la banalizzazione dei contenuti nel dibattito in corso…e non ultimo, il depistamento dell’opinione pubblica.

Come è stato possibile, per fare un esempio in tema, che addirittura si siano pretese le dimissioni della Gelmini per un gesto così futile ed insignificante? Come si può pensare di impedire ad una persona di ricoprire un incarico o precludergli un’opportunità semplicemente perchè di trascorsi nebulosi e non esattamente immacolati? Sarebbe come dire che un ex tossicodipendente non può occuparsi di tossicodipendenza, una ex prostituta non può impegnarsi contro la prostituzione o che un ex alcolista non ha il diritto di impegnarsi affinchè i suoi errori e quanto da questo errori ha ricavato possano diventare patrimonio di altri e, possibilmente, essere d’aiuto a chi è in difficoltà ad uscire da un incubo spesso fatale.

A mio modo di vedere le cose, io non giudico aprioristicamente qualcuno per quello che ha commesso e non lo valuto degno o indegno di una carica o di un ruolo all’interno della società a seconda dei suoi errori o delle sue debolezze, così come tendo a vedere in chi ha “peccato” ed ha ritrovato “la retta via” un candidato spesso più credibile di chi si ammanta di perbenismo moralizzatore, vantando un’esistenza illibata…il mio giudizio e la mia eventuale condanna si basano principalmente su due criteri fondamentali:

1) considero di quella persona l’attuale posizione nei confronti del proprio passato e la visione che egli stesso ha degli errori e degli sbagli compiuti;

2) analizzo il suo operato dal momento in cui ha assunto un dato incarico ed ha iniziato a svolgere le mansioni di sua competenza e verso cui ha diretta responsabilità.

Queste due condizioni devono essere simultaneamente soddisfatte perchè il mio giudizio possa essere positivo…ma se dovessi dare un priorità, direi certamente che la seconda prevale necessariamente sulla prima…se l’esito delle azioni compiute è positivo, mi risulta accettabile sorvolare su eventuali ricadute…ovviamente con una benevolenza inversamente proporzionale alla loro gravità. Se invece quanto compiuto ha effetti disastrosi e porta a risultati negativi, un atteggiamento recidivo verso le proprie cattive abitudini non potrà che costituire un’aggravante.

In conclusione io giudico e condanno Mariastella Gelmini per il pessimo servizio che sta offrendo al mio ed al vostro paese in veste di Ministro del Governo, affossando il sistema scolastico pubblico e minando il futuro delle generazioni emergenti e non per aver scelto una scorciatoria, peraltro del tutto legale, che le consentisse di raggiungere con maggiore facilità l’abilitazione all’avvocatura, fatto che considero semplice aggravante…ed allo stesso modo condanno Silvio Berlusconi, auspicandone la rimozione dalla carica di Primo Ministro, per la sua pericolosità, per la sua dannosità e per il male che sta infliggendo all’Italia, oltre che per il suo curriculum criminoso mai sconfessato di cui, anzi, va estremamente fiero.

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