La sottile arte della Distorsione

“La scuola italiana e’ purtroppo uno stipendificio. Sin dall’inizio del mio mandato ho denunciato la situazione grave in cui versano le casse della scuola. Oggi il 97 per cento delle risorse sull’istruzione se ne va per pagare gli stipendi”.

Questa frase è stata pronunciata del Ministro dell’Istruzione (un tempo Pubblica, oggi direi Parificata) on. Mariastella Gelmini…noterete come, ad una prima e superficiale lettura, appaia evidente la gravità del dato…praticamente tutte le risorse che lo Stato riversa nella scuola sembrerebbero venir “consumate” per pagare gli stipendi degli insegnanti…che spreco e che indecenza!!

Se però si presta un minimo di attenzione alle suddette affermazioni, riflettendo magari sulla reale condizione del sistema scolastico italiano, si giunge all’inevitabile conclusione che la Ministra ha sapientemente e malignamente distorto la realtà per ottenere lo scopo desiderato, ovvero colpevolizzare l’intero sistema ed in particolare la classe docente che, con l’assurda pretesa di ricevere un compenso, spolpa le casse del nostro amato paese, spingendo l’opinione pubblica a convincersi che sia proprio questo il punto giusto sul quale intervenire.

Gelmini e Tremonti spiegano al popolo italiano che stanno operando per il suo bene

Valutiamo più accuratamente gli elementi in gioco:

1) il numero degli insegnanti in Italia è direttamente proporzionale al numero di classi, quindi è scorretto dire che vi sono troppi insegnanti. Non si può parlare di esuberi, poichè chi opera nella scuola risponde ad esigenze oggettive e non a logiche clientelari o meri calcoli politici, come invece abitualmente avveniva per esempio in Alitalia;

2) gli insegnanti italiani sono i peggio pagati in Europa, quindi sarebbe crudele affermare che si spreca denaro per riempire le tasche di avidi strozzini;

3) facendo un rapido calcolo si deduce che la quantità di denaro destinata al pagamento degli stipendi sia dovuta e sicuramente non rubata.

Il fatto che il 97% dell’ammontare complessivo di quanto lo Stato destina all’Istruzione consista di retribuzioni, indiscutibilmente sacrosante, significa semplicemente che lo Stato investe pochissimo, per non dire nulla, nell’Istruzione stessa. Perché quindi dovremmo applicare ulteriori tagli proprio in questo settore, che è fra quelli più vitali e strategici?

Se in questa situazione di crisi dovessi operare una scelta, sinceramente opterei per il rafforzamento del sistema scolastico rinunciando volentieri a TAV, ponti sullo Stretto di Messina, operazioni finanziarie disastrose come, da ultimo, quella prevista dal progetto “Fenice” ( vedi ex-Alitalia e CAI) e altre amenità costose e, frequentemente, inutili o addirittura dannose.

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Una Risposta to “La sottile arte della Distorsione”

  1. Il Gobb Says:

    Uh, quella affermazione della Gelmini mi era sfuggita.
    Ma sul serio? Devo controllare il dato e dare un’occhiata ai bilanci dello scorso anno…

    Bel post, ragionamento che fila: ridurre gli insegnanti è ridicolo, se ci sono è perché ci sono abbastanza alunni da giustificarli.
    Mia madre è insegnante elementare e, quando ero piccolo io, aveva 15 alunni. Oggi ne ha 32. Fatti un po’ i conti 😀


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