Le mille bolle blu

La bolla di internet…la bolla delle materie prime…la bolla dei mutui…ed ora, di prossima esplosione, la bolla delle carte di credito. Non vi siete rotti i coglioni di vivere costantemente prigionieri di una bolla speculativa? Personalmente non ne posso più…ne sono disgustato. Non crediate che sia finita qui, poichè questo meccanismo perverso per sostentarsi ha bisogno di essere continuamente drogato ed è già in preparazione, come temporanea pezza alle precedenti, una nuova bolla. Questo sistema ha mostrato in maniera lampante di essere giunto al capolinea. I massicci aiuti di stato lo dimostrano ampiamente. Purtroppo però nemmeno l’immissione di liquidità e le cospicue sovvenzioni governative basteranno a riequilibrare la situazione critica nella quale siamo precipitati. L’unica maniera che questo libero mercato ha per rimanere a galla e rilanciare l’economia è di gonfiare nuovi bubboni finanziari per potervi pompare i vecchi liquami tossici, prodotto della “grande abbuffata” appena conclusasi, assieme alle ulteriori aberrazioni e mostruosità, che andranno ad ingrossare il cumulo di spazzatura putrescente. Tutto questo, nei progetti malati di coloro che giostrano codeste diaboliche manovre, ad oltranza…fino a quando l’ecosistema economico, giunto a inevitabile saturazione, non sarà più in grado di assorbire.

In definitiva si sta applicando all’economia la stessa logica suicida attuata nei confronti del pianeta e dell’ambiente: produrre rifiuti senza uno straccio di piano per il loro smaltimento, riversandoli ovunque incuranti delle conseguenze.

Il capitalismo ha via via trasformato l’essere umano in arido consumatore e, così facendo, l’ha reso complice di ogni nefandezza ed ogni crimine perpetrato nei confronti dei propri simili e dell’intero pianeta Terra…l’ha mutato in vacca da latte, buona solo per essere munta fino all’ultima goccia di latte, per poi essere abbattuta e macellata una volta divenuta improduttiva e sacrificabile.

Abbiamo voluto tutto e subito, avvelenati da falsi miti e insaziabili “bisogni” superflui…per questo siamo colpevoli e non migliori di coloro che più di altri hanno tratto profitto da questa corsa sfrenata verso il baratro. Un pensiero mi ferisce più di tutti, ovvero la consapevolezza che i nostri figli dovranno fare i conti con le nostre scelte scellerate, con il frutto della nostra incoscienza ed avidità, convivendo con le nostre colpe e i nostri errori, con la lordura rigurgitata in decenni spesi a divorare e trangugiare famelicamente.

Credo sia giunto il momento di ammettere che questo modello sociale ed economico è un modello sbagliato e fallimentare. E’ tempo di porre fine a questa spirale mortifera, rimettendo al centro l’individuo, i suoi diritti, i suoi doveri, la propria dignità…perchè si possa cessare di essere insulsi parassiti voraci, destinati all’oblio, e dare vita ad un nuovo sistema, più umano, più giusto, più lungimirante e capace di assicurare un futuro a tutti noi ed alle generazioni che verranno.

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