Scarse prospettive e deboli segnali

Ho appreso come tutti delle dimissioni di Silvio Berlusconi…ho letto i giornali…ascoltato le rassegne stampa…e appena pochi minuti fa ho ascoltato il videomessaggio d’addio assieme a quello altrettanto famoso e importate di discesa in campo del 1994…ed ho provato profonda tristezza per quanti in tutto questo tempo hanno criminalmente e interessatamente appoggiato quest’uomo e tenerezza verso chi ha sinceramente creduto in lui…a chi dovesse sentirsi offeso da queste parole, dico serenamente che non me ne importa nulla…perché la verità non è giusta o sbagliata…non è né buona né cattiva…la verità è verità…e racconta con semplice evidenza di un popolo che si è prostituito nei confronti di un sogno fasullo e posticcio…che si è venduto per qualcosa di squallido e ripugnante…uscendone dopo tanti anni più misero e impoverito.

Non credo ci sia da gioire…l’unico elemento positivo (e ribadisco l’UNICO) è che Silvio Berlusconi non è più Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana…ma tutto il resto rimane…rimangono le persone…le stesse facce…i medesimi problemi…tutto è ancora lì al suo posto immeritatamente e criminalmente. Siamo ancora nelle mani dei medesimi loschi e inetti individui che hanno così lungamente spalleggiato il delirio che ci ha portati a umiliarci fino a questo grado.

La mentalità è sempre quella…costruita e consolidata in decenni…il berlusconismo e l’antiberlusconismo sono ancora solidi e concreti…la classe dirigente che sguazza, di rado e svogliatamente, nelle stanze del “potere democratico” è uguale a se stessa…e quanto lavoro ci vorrà per riuscire a dare vita ad una vera nuova speranza…a reali nuove prospettive…ad un futuro in cui credere sinceramente e con entusiasmo.

Prove tecniche di disinformazia?

Ieri mattina per radio, fra le varie notizie inquietanti, ne ho udita una che spiccava per nitidezza: in Europa il calo di immatricolazioni di auto si aggira attorno al 27%, mentre la discesa in Italia è nettamente maggiore attestandosi a circa il 32%. In serata, seguendo il TG1, durante il pezzo su G7, crisi, piani anticrisi ed altre amenità, una rapida sovrimpressione mi racconta che la situazione sarebbe parecchio diversa: 37% in Europa e “solo” 32% per l’Italia…noto subito l’incongruenza dei dati, ma ho altro da fare, quindi lascio correre…poi stamane su Repubblica ritrovo gli stessi dati ascoltati per radio, confermati poi dalle ricerche successivamente effettuate in rete. Come interpretare questo episodio? Com’è possibile che la RAI abbia commesso un errore così grossolano? Proprio ora che festeggiamo l’inutile orgia dei magnifici 7…che figura.

P.S.: il Premier inizia ad essere preoccupato da questa crisi…meglio tardi che mai? Eh, Silvio? Te lo sei finalmente preso un bel caffè.

Over the top

Confesso che da giorni sono obnubilato da un torpore quasi esistenziale ed una stanchezza di proporzioni cosmiche. In questa condizione di semi-lucidità, barcollando durante il giorno e crollando miseramente la notte con l’ultimo boccone della cena ancora a metà strada fra bocca e stomaco (per farvi un esempio, ci ho messo l’intero fine settimana per leggere un articoletto su l’Espresso di un paio di facciate), non posso che subire con angoscia le numerose notizie, molte delle quali terrificanti, che riescono a raggiunge l’io lucido. Pochi pensieri semplici, lineari e privi di ogni complessità riescono a prendere forma nei fumi della spossatezza. Unico guizzo di lucidità registrato a seguito della serie di gaffes infilate dal Silvio. Considerato però che pure il Presidente del Consiglio dei Ministri, che a mio avviso capisce di finanza meno di un pangolino ubriaco, ha più volte detto la sua, deliziando l’intero globo con perle di rara saggezza, non ho potuto esimermi dall’esprimere la mia idea in merito alla crisi che stiamo attraversando.

Innanzitutto è importante sottolineare come ogni mia riflessione in ambito economico-finanziario si basi su un assioma semplice, ma rigorosamente trascurato: il pianeta Terra è un sistema finito. Finite sono le risorse e finiti i mezzi della popolazione mondiale. Ci troviamo su un geoide limitato nello spazio, così come nel tempo, e conseguentemente ogni elemento che in esso risieda o che da esso sia estraibile, anche se all’apparenza abbondante, non potrà che risultare esauribile.

Il dictat che sfortunatamente ha dominato per decenni e tutt’oggi domina in questa nostra società capitalistica è invece quello del consumismo sfrenato…come se non vi possa essere fine alle ricchezze ed alle capacità del sistema stesso. Questo è stato l’imperativo, tanto sospinto e sponsorizzato da fare breccia ovunque e divenire il folle sogno di ogni essere umano. Il mercato ha egemonizzato il globo imponendo leggi suicide, arrivando a corrompere le coscienze dei paesi industrializzati e ancor di più quelle dei paesi in via di sviluppo. L’irrazionalità ha preso il sopravvento sul buon senso, divenuto inutile palla al piede di nuove generazioni dedite al profitto ad ogni costo ed all’inarrestabile sviluppo. Questa l’illusione a cui tutti si sono abbandonati.

Consumare a tutti i costi, smodatamente, senza regole, inutilmente. Il passo da questa assurdità all’avvento dell’indebitamento come nuova forma di ricchezza è stato logicamente breve. Ottenere denaro è divenuto di una semplicità disarmante. Fiumi di bigliettoni venivano riversati sulle folle deliranti al motto di “Credito facile e per tutti“. Come far fronte alle promesse di “fondi senza fondo” ed alle esigenze di un’orda in rapida crescita di consumatori voraci e impazziti? La via non poteva che essere, ovviamente con la complice inerzia dei Governi e la benedizione degli organi di controllo, la costituzione di prodotti finanziari altrettanto folli e voraci. Bombe ad orologeria che inevitabilmente sarebbero esplose generando immani tragedie.

Un amico, dopo lunghe discussioni, mi ha convinto del fatto che tutti noi, per troppo tempo, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità ed ora, come chiunque sano di mente avrebbe facilmente potuto prevedere, ci ritroviamo fra le mani ciò che abbiamo costruito e meritiamo: una crisi dalla quale difficilmente usciremo indenni ed un indebitamento pro capite che sarà destinato ad aumentare e che non sarà facile smaltire. Alla domanda “chi paga per tutto questo?” molto banalmente risponderà: noi…tutti quanti noi…come sempre.

Dando ascolto a coloro convinti del fatto che tale sistema sia perfettibile, vorrei dire che a mio avviso l’unica via debba necessariamente passare dall’introduzione di principi etici fino ad oggi trascurati. Temo però che certi ambienti siano piuttosto refrattari a questo genere di cambiamenti. Non ingannino le dichiarazioni lacrimose, i pentimenti ed i mea culpa. Ho la convinzione che a seguito della recente impennata delle borse, gli squali della finanza presto abbandoneranno il cilicio per rigettarsi nelle solite immonde manovre e nei medesimi raggiri criminali.

In ogni caso ho la ragionevole certezza che la bolla finanziaria, scatenata questa volta dai derivati, non abbia che messo in moto un meccanismo diabolico e ben più complesso, nei suoi ingranaggi, di quanto oggi appaia. La soluzione sul lungo termine non potrà che essere articolata ed agire in profondità, modificando radicalmente le abitudini ed il pensiero della popolazione planetaria. Rimedi superficiali e di facciata seppellirebbero la mondezza solo temporaneamente, per farcela ritrovare intonsa e ancor più maleodorante fra non molto tempo.

Si taglia Alitalia

Allora, vediamo se facendo un attimo il punto della situazione tutto mi appare più chiaro e meno confuso:

1) in piena campagna elettorale Silvio Berlusconi, come ormai tutti sanno, ha indotto alla fuga, certo non da solo ma con un discreto aiuto da parte dei sindacati, l’unico acquirente possibile, ovvero AirFrance-KLM, che stizzito e stremato si è portato via la sua offerta d’acquisto con tanto di piano di rilancio della nostra “amata” compagnia di bandiera;

2) la cordata di imprenditori patriotici sembra che si sia finalmente decisa a uscire allo scoperto…devo chiedere scusa al Presidente del Consiglio per aver dubitato della sua parola…quindi ci sarebbe effettivamente un gruppetto di agguerriti capitani d’impresa che fremono per rimettere in sesto la malconcia Alitalia…ma a condizioni particolari. Se AirFrance-KLM si era detta disposta ad accollarsi Alitalia così com’era, questo drappello di ferventi sostenitori dell’italianità non ci pensa nemmeno lontanamente e pretende garanzie ed agevolazioni vergognose in un’economia di mercato che si rispetti;

3) il Governo ho stilato un bel progettino dal nome evocativo, che commuove e galvanizza…”Fenice”…da questo punto di vista tanto di cappello, poichè nel titolare le proprie “avventure economiche” dimostrano sensibilità, creatività e stile da vendere!! Peccato che il cuore pulsante di tale progetto mostri intenti che poco hanno a che vedere con il liberismo tanto sbandierato dalla compagine governativa…si potrebbe parlare infatti di “Liberismo di Stato” mediante il quale si droga il “libero scambio” intervenendo pesantemente negli equilibri e assetti di un sistema capitalistico quale quello in cui ci troviamo a vivere, contravvenendo ogni sua regole e infrangendo di quel sistema le leggi fondamentali. Qui si sta, né più né meno, provvedendo a privatizzare gli utili e statalizzare i debiti, cosa che non mi risulta sia in tinta con lo spirito dei tempi;

4) il piano del Governo sostanzialmente prevederebbe la creazione di una “NewCo”, che raggrupperà tutto il buono della vecchia compagnia, ed una “BadCo”, che ne manterrà debiti, esuberi, inefficienze, malanni…insomma il “marcio”. Una specie di Dorian Gray e ritratto o anche, mutuando esempi sempre dalla nobile tradizione letteraria britannica, una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Gli imprenditori, con i loro capitali a dire il vero piuttosto esigui soprattutto se paragonati a quanto Spinetta, il numero uno di AirFrance-KLM era intenzionato a sborsare, avranno il piacere di intrattenersi con Dorian e Jekyll, mentre tutti quanti noi semplici cittadini di un paese svalvolato, saremo costretti a stare in guardia dal perfido Hyde ed ammirare la tela putrescente che tanto male, tante colpe e tanti pessimi vizi ha assorbito nei decenni trascorsi;

5) gli esuberi di personale non pare siano indicati nel progetto, che riporta unicamente indicazioni…ma anche solo queste previsioni di massima fanno rabbrividire, superando di molto quanto prospettato da AirFrance-KLM…e quando dico molto, intendo dire moltissimo!! Se sono poi fondate le voci che vorrebbero una ricollocazione in altri enti statali o parastatali delle risorse umane in eccesso, verrebbe voglia di infilarsi una mano nella camicia, indossare un ridicolo cappellaccio e spacciarsi per Napoleone Bonaparte redivivo…Brunetta, in effetti, non è nemmeno stato preso in considerazione, non essendo stato invitato alle consultazioni di governo, quindi sostiene che si tratti di voci tanto maligne quanto infondate…vedremo;

6) l’Europa non molla la presa e se ne sta lì, appollaiata, ad osservare l’operato dei nostri “grandi manovratori”…credo che non si tratti di malafede, ma semplicemente di un atto dovuto, dal momento che forti sono i sospetti di irregolarità gravi celate all’interno dei punti programmatici legati al rilancio di Alitalia…occorre ricordare che pendono ancora sul nostro capo i famosi 300 milioni di prestito ponte, che l’UE si riserva di giudicare a tempo debito…ergo, possibili multe e salatissime in arrivo;

7) concludendo, se posso riuscire a farmi una ragione del perchè diversi miei concittadini abbiano ritenuto indispensabile intervenire direttamente e pesantemente nel risanamento di Alitalia, non comprendo, ma di certo per mia miopia e incapacità, perchè nel guazzabuglio già di suo catastrofico si sia voluto inglobare anche la mole di sfighe dell’altra malsana compagnia italiana, nota ai più come AirOne, che non rientra fra il cumulo della “roba nostra” da aggiustare.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa o trascurato alcuni particolari…rimedierò quanto prima…attendo spunti, suggerimenti, segnalazioni…insomma, quanto mi possa essere utile per fare ulteriore luce sulle fitte zone d’ombra che offuscano il quadro generale.

“Effetto Brunetta” o del potere della parola

In questi giorni accade di sentir discorrere di un fenomeno che ha del paranormale, ovvero l’effetto Brunetta…la notizia che molti organi d’informazione stanno facendo girare è in sostanza la seguente:

“I fannulloni si sono spaventati e ora fanno meno assenze. Lo dicono i dati presentati dal ministero della pubblica amministrazione: il numero delle giornate di assenza per malattia si è ridotto, infatti, del 15% nel bimestre maggio-giugno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E la contrazione delle assenze, pari all’11% circa nel mese di maggio, è quasi raddoppiata a giugno (-20%)…L’effetto annuncio del ministro Renato Brunetta sulle malattie facili sembra dunque aver funzionato.”

In sostanza, parrebbe che la semplice minaccia da parte del Ministro di adottare provvedimenti severi ed intraprendere azioni dure nei confronti dell’amministrazione pubblica, in un futuro prossimo, avrebbe da sola già sortito un effetto benefico, da un lato terrorizzando i nullafacenti e dall’altro spronando i volenterosi.

Spontanee sorgono alcune considerazioni:

1) ma se l’amministrazione pubblica è, come emergerebbe dalle accurate indagini svolte dal solerte Renato, un covo intricato di mangiapane a tradimento e professionisti dell’assenteismo, un meccanismo praticamente perfetto, affinatosi nei decenni, dove gli stratagemmi per evadere, sparire e imboscarsi sono così numerosi, inattaccabili e collaudati, vi sembra possibile che i “fannulloni” abbiano avuto realmente paura di fronte alla dichiarazione d’intenti del Ministro sugli austeri trattamenti che avrebbe intenzione di riservare loro?

2) pensate che in un paese sano questa serie di sproloqui, fatti di annunci, dati raffazzonati e vacue considerazioni, avrebbe ricevuto, così come è diffusamente avvenuto in Italia, un trattamento tale da assurgerla al rango di notizia? A mio modesto parere, non avrebbe meritato nemmeno un trafiletto, poichè della notizia non ha né le caratteristiche né i contorni e tanto meno la sostanza;

Le vere sembianze di Renato Brunetta, mentre seduto al suo scranno risolve i problemi dell'Italia

Le vere sembianze di Renato Brunetta, mentre seduto al suo scranno risolve i problemi dell'Italia

3) sulla scia di tali avvenimenti, prendendo per buono ciò che ci stanno spacciando, potremmo essere portati a concludere che il Ministro Brunetta sia dotato di un mistico potere e la sua parola capace di smuovere entità occulte, evocando forze primordiali in grado di piegare spazio e tempo alla sua volontà, riplasmando il normale corso degli eventi. Sarebbe magnifico…un potere immane nelle mani di un uomo così volenteroso…si potrebbe spazzare via tutto il marcio che affligge il paese…sbircio in un ipotetico futuro e intravedo nuovi e maestosi pezzi d’alto giornalismo: “Brunetta si scaglia contro la mondezza napoletana ed essa svanisce in un turbine, lasciando profumo di gelsomino e rose”, “Brunetta s’incazza ad un distributore di benzina per il costo del pieno…immediatamente gli scalini di piazza di Spagna si trasformano in una inesauribile cascata di greggio purissimo”, “Brunetta lamenta lo scarso livello dell’istruzione in Italia e a Vibo nasce un bambino con due lauree e tre master”, “le mafie, oltre ad essere cattive, uccidono l’economia del paese…udite le dichiarazioni del Ministro Brunetta, Provenzano scoppia in lacrime chiedendo scusa ai secondini, Riina prende i voti e centinaia di ricercati, boss, latitanti e malavitosi vari si consegnano spontaneamente alle forze dell’ordine, confessando liberamente ogni reato”.

BlowJob24 – Terziario Avariato

Frequentemente mi capita di ascoltare Radio 24, l’emittente radiofonica de Il Sole 24 Ore, ed apprezzarne la professionalità, la freschezza e la varietà degli argomenti trattati. Vorrei pescare fra tutto questo ben di dio un piccolo gioiello dal titolo inequivocabile, Job 24, condotto dalla bravissima Roberta Pellegatta…trasmissione dall’indubbia utilità poichè, come si può leggere direttamente nel sito, si tratta di “un programma dedicato a chi cerca un nuovo lavoro, vuole cambiarlo e a chi desidera, su questo tema, risposte da parte degli esperti” che si pone come vetrina sul mondo lavorativo italiano ed internazionale spaziando “dalle professioni più richieste, alle più curiose e affascinanti, con un’ attenzione particolare alle possibilità occupazionali di donne e giovani” e tutto questo al ritmo del noto motivetto disneyano canticchiato dagli adorabili sette nani.

Ciò che segue è una lista molto ridotta di opportunità lavorative, selezionate fra le innumerevoli proposte divulgate nel corso della trasmissione e comodamente recuperabili dal suo archivio:

1. Cuoco a domicilio – se vi piace cucinare, allora questo potrebbe essere il lavoro che fa per voi. L’attività in oggetto da alcuni anni ha iniziato a prendere piede ance in Italia e si rivolge ad un target di clientela dalle indubbie possibilità economiche. Essa si svolge direttamente nella dimora o nel natante del cliente dove lo chef, rilevati i gusti e le preferenze, si occupa di cucinare e servire ricchi pranzi e cene al padrone di casa ed agli eventuali commensali;

2. Operatore nei parchi divertimento – vi piace il contatto con il pubblico ed in particolare con i bambini? Allora state attenti alle possibilità occupazionali offerte dai vari parchi di divertimento dislocati per il paese. Si cercano sosia, animatori, manovali e figuranti per ravvivare e rallegrare le folle di visitatori o semplicemente svolgere le molte attività all’interno del parco;

3. Maggiordomo d’azienda – si tratta dell’indispensabile supporto che l’azienda può offrire al proprio personale dipendente al fine di sostenerlo nello svolgimento di tutta una serie di incombenze pratiche quotidiane, come l’andare in posta, ritirare documenti, certificati, analisi mediche e via discorrendo. Una persona che fosse interessata ad accostarsi a questa attività deve essere estroversa, avere grandi capacità relazionali e di problem solving, quindi grande senso pratico;

4. Etiquette coach – viaggiate molto sia per lavoro che per piacere e siete terrorizzati all’idea di commettere una gaffe o di sentirvi fuori luogo ed inappropriati? Ottimo, perchè da qualche tempo si è affacciato nella galassia dei servizi alla persona l’esperto di etichetta, il quale fornisce indispensabili ragguagli su usi e costumi dei vari paesi nei quali si può avere la necessità o il desiderio di andare. Negli Stati Uniti d’America, dove questa professione è già piuttosto affermata, i corsi offerti sono molti e parecchio differenziati, come ad esempio la “Kids Etiquette”, rivolto ai bambini, oppure la “Yacht Etiquette”, per chi ama spendere il proprio tempo su panfili a zonzo per i mari;

5. Croupier – occupazione dall’ampio respiro internazionale ed in forte espansione. Amate il gioco d’azzardo e vi inebria il movimento di grandi quantità di denaro? Diventate gestori di tavolo da gioco, sia a terra nei casinò sparsi per il globo che su lussuose navi da crociera, e sollazzate i clienti spolpandoli con maestria e cordialità;

6. Consulente di viaggio – nuova figura nel settore del turismo che offre i propri servigi a chi non ha grosse disponibilità di tempo. Le agenzie di viaggio sono ormai obsolete ed internet non sempre risponde a tutte le esigenze dell’utenza, quindi perchè non andare direttamente a casa delle persone per consigliarle sulle loro vacanze? Principale difficoltà per chi intende intraprendere questa professione sarà il riuscire ad incastrarsi fra venditori di cosmetici, consulenti multi-utility, testimoni di Geova e gli altri numerosissimi individui che assediano quotidianamente le case degli italiani;

7. Dog sitter – per chi ama gli animali ed in particolare i cani, questo è sicuramente un ruolo che può combinare la vostra passione a sicure soddisfazioni finanziarie. Avrete la responsabilità di curare i migliori amici di coloro non hanno la possibilità di seguirli quanto vorrebbero. Coccolare i canidi, nutrirli e farli divertire, inventando mille giochi per far loro trascorrere felici giornate nei giardinetti;

8. Personal shopper – professione ideale per chi ha la passione dello shopping ed uno spiccato senso della moda, oltre che gusti ovviamente raffinati. Vi rivolgerete a persone abbienti che necessitano consulenza per svolgere i propri acquisti, consigliandoli su abbigliamento, arredamento e regali;

9. Team builder – siete nati per essere al centro dell’attenzione e adorate i giochi di gruppo? Ecco qui un’imperdibile occasione lavorativa. Attività varie anche all’aperto mirate a creare o compattare team di lavoro. Il risultato sarà aumentare la collaborazione ed il livello di fiducia, quindi creare una squadra laddove vi sono singoli individui;

10. Wedding coach – dopo il wedding planner, che vi organizza il matrimonio, ecco il professionista che si occuperà di seguire gli sposi durante tutto il periodo di preparazione al grande giorno. Niente più ansia, niente più angosce né dubbi, perchè ora c’è colui che vi prenderà per mano e vi allenerà alla vita di coppia, spazzerà ogni insicurezza e vi accompagnerà all’altare tonici e determinati.

Roberta Pellegatta non me ne voglia, perchè sono consapevole del fatto che dopo aver parlato dei 15/20 lavori seri occorreva trovare materiale per mandare avanti la trasmissione, cosa che, ribadisco, le riesce egregiamente. Se però dobbiamo leggere il programma come uno specchio della situazione in cui versa il mondo occupazionale italiano, non possiamo che preoccuparci seriamente. A quando una puntata su fluffer, lap dancer ed escort?

Alitalia: la (s)cordata

Rieccoci, dopo un periodo di quasi totale assenza dalla scena, con “quer fattaccio brutto de l’Alitaja”…tutti lì che si aspettano la mitologica cordata di prodi imprenditori senza macchia e senza paura, fieri paladini dell’amor di patria…Silvio, che siede sul sommo scranno del Primo Ministro Italico, l’aveva promessa…data per certa…sicura. A sentirlo, era già lì pronta, timidamente nascosta nell’ombra, ma pronta a balzare fuori non appena Sua Maestà glielo avesse chiesto.

Cosa ci tocca invece sentire oggi dalla voce arrotata e un filo stridula del fido Ministro Tremonti? Che Alitalia ha chiesto aiuto a Banca Intesa, nominandola advisor con il compito di sondare il mercato alla ricerca di qualche possibile acquirente.

Qualcosa qui non torna…o forse tutto semplicemente sta divenendo sempre più chiaro, specialmente a quanti avevano preso per oro colato gli squallidi proclami elettorali del pataccaro da Arcore.

Ebbene sì, ve lo voglio proprio ribadire con solennità e con parole chiare, perché non si dica poi che il velo del dubbio ha avvolto il mio eloquio: la cordata non c’è, ma non perché sia svanita o si sia sciolta…semplicemente perché non c’è mai stata…si trattava della prima sonora presa per il culo, all’alba della nuova grande era berlusconiana, da chi in questo momento fa il mestiere di Presidente del Consiglio.

La realtà narra di una miserabile compagnia di bandiera che campa con l’ennesimo finanziamento pubblico (non ancora avvallato dall’Europa)…sbandata e sempre più in passivo…senza uno straccio di compratore che si voglia accollare il carrozzone, che via via perde sempre più appeal divenendo ogni giorno meno appetibile. L’unico serio acquirente, dopo essere stato costretto per mesi ad un ignobile balletto (si trattava di un minuetto barocco tanto di moda fra la gente che conta), si è defilato sbattendo la porta, non potendo tollerare lo schiaffo propagandistico del nano incosciente.

Egli, mascalzone e bricconcello, ghigna soddisfatto per averci combinato un altro bel guaio, ulteriore perla nella sterminata serie di danni a carico dei contribuenti, regalandoci un pochino di povertà in più e meno investimenti per ossigenare il sistema paese in crisi acuta d’asma.