CAI vs Santa

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Colaninno: a Natale si vola

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I colori dell'amata bandiera ci sono tutti...il perizoma, che qui non è visibile, infatti è verde.

Lo zibaldone Alitalia

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si dice estremamente soddisfatto per il gruppo di pregevoli imprenditori italiani DOC che gli è riuscito di raggranellare, oltre che per la magnificenza del piano industriale partorito…e qui viene fuori la concezione che questo individuo ha dell’imprenditoria e del mercato…d’altronde ha avuto grandi maestri, come l’amico Gelli, l’amico Craxi e i vari amici degli amici…non poteva mancare il motto del giorno: “Credo che abbiamo messo in piedi un’impresa con ali per volare”…per fortuna che Silvio c’è!!

Colaninno, il prode condottiero, si è cimentato in un vero e proprio tiro alla fune con i tecnici europei, presentando loro il progetto “Fenice”…terminato l’incontro con gli esperti si è dileguato come un ladro, fuggendo dalla porta di servizio…probabilmente per evitare la folla dei soliti giornalisti idrofobi ammucchiati presso l’ingresso principale in attesa di poterlo aggredire con fastidiose e scomode domande. Una talpa afferma di aver assistito al faccia a faccia…sembrerebbe che dopo aver letto il ricco dossier Alitalia, alcuni tecnici siano stati colti da malore, qualcuno abbia iniziato a mostrare disturbi della psiche…altri, invece, più prosaicamente, abbiano preferito sdrammatizzare optando per una coinvolgente e allegra gara di rutti.

Un ilare osservatore ha poi ironizzato sulla scelta del nome…”soliti italiani simpaticoni…sempre voglia di scherzare…Colaninno e accoliti sono una cordata di imprenditori? Quale nome avrebbe potuto essere più azzeccato di CAI…molto divertente”. Il presidente del Club Alpino Italiano si è detto infastidito per l’omonimia e passa le giornate smentendo le voci che vorrebbero ogni socio automaticamente azionista della compagnia…e quelle ancora più folli, secondo le quali si potrà arrivare con l’aereo direttamente in baita. Uno stizzito Calboni si sfoga con la stampa affermando: “avete messo quel puccettone di Fantozzi come commissario della Bad Company e nessuno ha pensato a me come capo-cordata?”.

Brunetta, ormai incontenibile e incontinente nel pieno di un delirio d’onnipotenza che molti già si chiedono se e quando avrà fine, ha cazziato i sindacati affermando quanto ridicole siano le loro richieste, dal momento che a tutt’oggi non si siano degnati di fare nemmeno un esame di coscienza…il portavoce del sindacato dei sindacalisti Alitalia si è detto mortificato per queste dure parole, ricordando che in realtà di esami se ne sia fatto più di uno, ma che ancora nessuno abbia trovato il tempo di correggerli.

Sacconi si è pronunciato sui possibili esuberi all’interno di Alitalia sparando numeri, che gli appassionati del lotto suggeriscono di giocare su tutte le ruote, ovviamente opportunamente decurtati delle ultime due o tre cifre…esuberi che comunque assicura verranno rapidamente riessorbiti, quasi si trattasse di una chiazza liquido. Una domanda personale al Presidente Berlusconi, che il Ministro del Welfare potrebbe accogliere come un suggerimento: ma perchè tutti questi esuberi non se li accolla il Milan? Mi sembra, anche se sono calcisticamente profano, che abbia un tallone d’Achille nel reparto difensivo…magari chissà, potrebbero aiutare la squadra a prendere quota.

Si taglia Alitalia

Allora, vediamo se facendo un attimo il punto della situazione tutto mi appare più chiaro e meno confuso:

1) in piena campagna elettorale Silvio Berlusconi, come ormai tutti sanno, ha indotto alla fuga, certo non da solo ma con un discreto aiuto da parte dei sindacati, l’unico acquirente possibile, ovvero AirFrance-KLM, che stizzito e stremato si è portato via la sua offerta d’acquisto con tanto di piano di rilancio della nostra “amata” compagnia di bandiera;

2) la cordata di imprenditori patriotici sembra che si sia finalmente decisa a uscire allo scoperto…devo chiedere scusa al Presidente del Consiglio per aver dubitato della sua parola…quindi ci sarebbe effettivamente un gruppetto di agguerriti capitani d’impresa che fremono per rimettere in sesto la malconcia Alitalia…ma a condizioni particolari. Se AirFrance-KLM si era detta disposta ad accollarsi Alitalia così com’era, questo drappello di ferventi sostenitori dell’italianità non ci pensa nemmeno lontanamente e pretende garanzie ed agevolazioni vergognose in un’economia di mercato che si rispetti;

3) il Governo ho stilato un bel progettino dal nome evocativo, che commuove e galvanizza…”Fenice”…da questo punto di vista tanto di cappello, poichè nel titolare le proprie “avventure economiche” dimostrano sensibilità, creatività e stile da vendere!! Peccato che il cuore pulsante di tale progetto mostri intenti che poco hanno a che vedere con il liberismo tanto sbandierato dalla compagine governativa…si potrebbe parlare infatti di “Liberismo di Stato” mediante il quale si droga il “libero scambio” intervenendo pesantemente negli equilibri e assetti di un sistema capitalistico quale quello in cui ci troviamo a vivere, contravvenendo ogni sua regole e infrangendo di quel sistema le leggi fondamentali. Qui si sta, né più né meno, provvedendo a privatizzare gli utili e statalizzare i debiti, cosa che non mi risulta sia in tinta con lo spirito dei tempi;

4) il piano del Governo sostanzialmente prevederebbe la creazione di una “NewCo”, che raggrupperà tutto il buono della vecchia compagnia, ed una “BadCo”, che ne manterrà debiti, esuberi, inefficienze, malanni…insomma il “marcio”. Una specie di Dorian Gray e ritratto o anche, mutuando esempi sempre dalla nobile tradizione letteraria britannica, una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Gli imprenditori, con i loro capitali a dire il vero piuttosto esigui soprattutto se paragonati a quanto Spinetta, il numero uno di AirFrance-KLM era intenzionato a sborsare, avranno il piacere di intrattenersi con Dorian e Jekyll, mentre tutti quanti noi semplici cittadini di un paese svalvolato, saremo costretti a stare in guardia dal perfido Hyde ed ammirare la tela putrescente che tanto male, tante colpe e tanti pessimi vizi ha assorbito nei decenni trascorsi;

5) gli esuberi di personale non pare siano indicati nel progetto, che riporta unicamente indicazioni…ma anche solo queste previsioni di massima fanno rabbrividire, superando di molto quanto prospettato da AirFrance-KLM…e quando dico molto, intendo dire moltissimo!! Se sono poi fondate le voci che vorrebbero una ricollocazione in altri enti statali o parastatali delle risorse umane in eccesso, verrebbe voglia di infilarsi una mano nella camicia, indossare un ridicolo cappellaccio e spacciarsi per Napoleone Bonaparte redivivo…Brunetta, in effetti, non è nemmeno stato preso in considerazione, non essendo stato invitato alle consultazioni di governo, quindi sostiene che si tratti di voci tanto maligne quanto infondate…vedremo;

6) l’Europa non molla la presa e se ne sta lì, appollaiata, ad osservare l’operato dei nostri “grandi manovratori”…credo che non si tratti di malafede, ma semplicemente di un atto dovuto, dal momento che forti sono i sospetti di irregolarità gravi celate all’interno dei punti programmatici legati al rilancio di Alitalia…occorre ricordare che pendono ancora sul nostro capo i famosi 300 milioni di prestito ponte, che l’UE si riserva di giudicare a tempo debito…ergo, possibili multe e salatissime in arrivo;

7) concludendo, se posso riuscire a farmi una ragione del perchè diversi miei concittadini abbiano ritenuto indispensabile intervenire direttamente e pesantemente nel risanamento di Alitalia, non comprendo, ma di certo per mia miopia e incapacità, perchè nel guazzabuglio già di suo catastrofico si sia voluto inglobare anche la mole di sfighe dell’altra malsana compagnia italiana, nota ai più come AirOne, che non rientra fra il cumulo della “roba nostra” da aggiustare.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa o trascurato alcuni particolari…rimedierò quanto prima…attendo spunti, suggerimenti, segnalazioni…insomma, quanto mi possa essere utile per fare ulteriore luce sulle fitte zone d’ombra che offuscano il quadro generale.

Alitalia: la (s)cordata

Rieccoci, dopo un periodo di quasi totale assenza dalla scena, con “quer fattaccio brutto de l’Alitaja”…tutti lì che si aspettano la mitologica cordata di prodi imprenditori senza macchia e senza paura, fieri paladini dell’amor di patria…Silvio, che siede sul sommo scranno del Primo Ministro Italico, l’aveva promessa…data per certa…sicura. A sentirlo, era già lì pronta, timidamente nascosta nell’ombra, ma pronta a balzare fuori non appena Sua Maestà glielo avesse chiesto.

Cosa ci tocca invece sentire oggi dalla voce arrotata e un filo stridula del fido Ministro Tremonti? Che Alitalia ha chiesto aiuto a Banca Intesa, nominandola advisor con il compito di sondare il mercato alla ricerca di qualche possibile acquirente.

Qualcosa qui non torna…o forse tutto semplicemente sta divenendo sempre più chiaro, specialmente a quanti avevano preso per oro colato gli squallidi proclami elettorali del pataccaro da Arcore.

Ebbene sì, ve lo voglio proprio ribadire con solennità e con parole chiare, perché non si dica poi che il velo del dubbio ha avvolto il mio eloquio: la cordata non c’è, ma non perché sia svanita o si sia sciolta…semplicemente perché non c’è mai stata…si trattava della prima sonora presa per il culo, all’alba della nuova grande era berlusconiana, da chi in questo momento fa il mestiere di Presidente del Consiglio.

La realtà narra di una miserabile compagnia di bandiera che campa con l’ennesimo finanziamento pubblico (non ancora avvallato dall’Europa)…sbandata e sempre più in passivo…senza uno straccio di compratore che si voglia accollare il carrozzone, che via via perde sempre più appeal divenendo ogni giorno meno appetibile. L’unico serio acquirente, dopo essere stato costretto per mesi ad un ignobile balletto (si trattava di un minuetto barocco tanto di moda fra la gente che conta), si è defilato sbattendo la porta, non potendo tollerare lo schiaffo propagandistico del nano incosciente.

Egli, mascalzone e bricconcello, ghigna soddisfatto per averci combinato un altro bel guaio, ulteriore perla nella sterminata serie di danni a carico dei contribuenti, regalandoci un pochino di povertà in più e meno investimenti per ossigenare il sistema paese in crisi acuta d’asma.

(Al)Italia Uno

Breve aggiornamento sulla faccenda Alitalia…dopo la sconcertante campagna politica del Presidente Berlusconi…dopo aver indotto alla fuga l’unico possibile acquirente…dopo aver più volte sventolato la cordata di nobili imprenditori italiani pregni di spirito patriottico…dopo aver piazzato sul groppone degli italiani (che ringraziano) una bella tassa da 300 milioni di euro (il “Prestito Ponte”), a quanto parte sottratti alla ricerca (che evidentemente, vista l’abbondanza, ha pensato bene di fare una buona azione)…cosa è successo?

Assolutamente nulla…della cordata non vi è ombra, soluzioni alternative concrete, o quanto meno minimamente credibili, non se ne vedono…Alitalia è al solito in braghe di tela e gli esperti di settore affermano che, alla velocità con cui la “Compagnia di Bandiera” perde soldi, il gentile dono di Stato basterà forse fino all’Estate, che già bussa alle porte…nel frattempo l’Europa non si è scordata di noi…entro il 30 di Maggio dovremo chiarire la natura di questo benedetto prestito e, se non saremo convincenti, ci affibbierà una bella multona, che ovviamente si depositerà sulle nostre schiene come sempre accade in questi casi

Detto ciò, vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse come mai e da chi è venuta l’idea di definirlo “Ponte”…perché un ponte (e qui chiedo conforto a Calatrava che in fatto di ponti è un luminare) presuppone un punto di partenza ed uno di arrivo…da dove inizia lo abbiamo chiaro, ma dove finisce, a cosa porta, nessuno ce lo ha ancora detto.

Berlusconi-Alitalia? Non sta nè in cielo nè in terra

Il simpatico presidente del consiglio “in pectore”, dopo aver fatto campagna elettorale sulla schiena dei dipendenti Alitalia e, di conseguenza, su quella di tutti i cittadini italiani, ha ottenuto già due grossi successi nella sua appassionata campagna di risoluzione dei problemi dell’amata compagnia di bandiera. In primo luogo ha fatto fuggire l’unico possibile acquirente, ovvero AirFrance-KLM, addossando poi, da gran signore, ai sindacati la responsabilità di questo grave abbandono…ma mi chiedo, cos’altro avrebbe dovuto fare Spinetta? Dopo lunghe trattative con Governo e rappresentanze sindacali (che la stessa AirFrance ha voluto esplicitamente interpellare)…dopo aver presentato un’offerta più che dignitosa per acquistare la nostra cara compagnia aerea tragicamente fallimentare…dopo aver definito garanzie in termini occupazionali, minimizzando i tagli di personale, nonostante il pesante esubero, ed assicurando ad essi strumenti idonei e decorosi per la fuoriuscita dall’azienda…dopo tutte queste fatiche, cosa si profila all’orizzonte? Un futuro Presidente del Consiglio che giochicchia con gli aeroplanini buttando sul terreno fantasmagoriche cordate, tirando in ballo competitors come Aeroflot o Lufthansa, quasi a evidenziare che tutto sarebbe preferibile al “farsi colonizzare dai francesi”, minacciando ostracismi, insultando, pontificando sulla indispensabilità di avere una compagnia aerea tricolore, richiamando così populisticamente a insulsi sentimenti patriotici…voi vi esporreste con un interlocutore che sembra voglia fare di tutto per cacciarvi a pedate nel culo?…oggi, quindi, in prospettiva ci ritroviamo senza acquirenti certi, con un destino ancora tutto da chiarire ed appesi alle farneticanti parole di un arrogante imprenditoruncolo incosciente…in secondo luogo, il buon Silvio, ha fatto sborsare allo Stato Italiano, ergo a tutti noi cittadini, ulteriori trecento milioni di euro, dopo gli svariati miliardi che già abbiamo dovuto sobbarcarci negli ultimi quindici anni di folle insensatezza. Questo, ovviamente, non ci attira la benevolenza dell’Europa, oltre che ributtarci immediatamente fra le braccia del dileggio internazionale, al quale il lungimirante uomo da Arcore ci aveva abituato durante i suoi precedenti cinque anni di governo. Se il buon giorno si vede dal mattino, cosa ci riservano i prossimi cinque interminabili anni?

Voglio concludere sottolineando che il prode Silvio quest’oggi ha ribadito l’esistenza della cordata di imprenditori italiani che “avrà fino a cinque settimane di tempo per la due diligence necessaria a presentare un’offerta con dolorosi tagli di personale” (da cui si dovrebbe dedurre un’imminenza nella conclusione dell’affare oltre che una sicura situazione peggiorativa per i dipendenti in esubero rispetto a quella prospettata da AirFrance-KLM), mentre il Governo uscente, nella persona di Romano Prodi, afferma che “Silvio Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la vicenda Alitalia. Il nostro è stato un atto di responsabilità” (da cui, di contro, si evincerebbe una non così immediata e certa soluzione)…come dobbiamo interpretare questa contrastante serie di esternazioni?