Ma Di Pietro è de coccio?

Leggo oggi che l’onorevole Di Pietro, l’uomo dei molteplici valori, ha aperto la festa dell’IDV a Vasto affermando, fra le altre cose, che “Berlusconi (…) cadrà come Saddam Hussein”…e ancora, non contento, che “finirà come Nerone, Catilina, Mussolini e Hitler”.

Vorrei dire al caro Antonio che c’è solo una cosa peggio della cattiva informazione irregimentata che siamo costretti a sorbirci da parecchi anni a questa parte…e questa cosa sono gli idioti che la nutrono, la alimentano, provocando immane sollazzo ai più, attraverso sparate fracassone e iperbiloche…idiozie populiste che hanno il solo scopo di creare fragore e confusione, ottenendo poi l’effetto diametralmente opposto.

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L’aver successivamente commentato che lei ha “parlato un’ora e mezzo” presentando “una piattaforma con dieci punti per un’alternativa di governo”, lamentando che “la stampa racconta solo quello” mi fa sorgere spontanea una domanda…ma allora lei non ci fa…lei ci è proprio!!

Noi qui in Italia non abbiamo bisogno di offrire chance ai biechi giornalari prezzolati che popolano tv, radio e quotidiani (i veri farabutti di cui parla il miglior Premier della storia d’Italia)…non abbiamo bisogno di gettare benzina sul fuoco, omaggiando i cannoni filo-governativi con queste inutili, puerili e sciocche opportunità per gridare allo scandalo, all’odio ad personam, all’antiberlusconismo militante.

Noi qui in Italia abbiamo bisogno di gente solida…di idee chiare…di leadership…di una linea politica…di unità…di riforme concrete…di evoluzione culturale…

In conclusione, Antonio Di Pietro, faccia a me e a tutti gli italiani che vogliono sinceramente voltare voltare pagina il piacere di starsene zitto ogni volta che sente codesti putridi rigurgiti risalirle l’esofago…grazie!!

Sparate sul pianista

Stamattina, come tutte le mattine, recandomi al lavoro in auto, mi sparavo la consueta dose di informazioni radiofoniche, perché è importante iniziare la giornata con tonicità e ottimismo…notizie calde calde, appena sfornate…Berlusconi che fa visita alla monnezza napoletana, la sanità privata che lucra sulla salute della gente, a sua volta pericolosamente minacciata dall’abuso di intercettazioni e via così…insomma, la solita ventata di allegra quotidianità italica…gli spunti per scrivere qualcosa di profondo e impegnato ci sarebbero e numerosi, ma oggi voglio tentare un esperimento, ovvero provare ad essere meno “pesante” del solito…più leggero e scanzonato…concentrerò quindi i miei sforzi sulla più ilare delle news ascoltate: il flagello dei pianisti in Parlamento e conseguenti soluzioni avanzate dagli addetti ai “lavori”.

Innanzitutto, per chi ancora non lo sapesse, in gergo giornalistico si definiscono pianisti, come egregiamente spiega Wikipedia, quei membri del Parlamento italiano che hanno la pessima abitudine di votare per se e per il compagno di banco. Tale disciplina è assolutamente vietata dal regolamento parlamentare e non basta, o non è ammissibile come giustificazione, affermare che lo si stia facendo come piacere ad un collega impossibilitato…non serve nemmeno negare, poiché le telecamere vigilano e immortalano tutto. Il problema, nonostante sia stato evidenziato più volte nel passato e abbia smosso ripetutamente a sdegno l’opinione pubblica, purtroppo è ancora di forte attualità. L’ultimo episodio è infatti di questi giorni. L’onorevole Di Pietro, durante la votazione di un emendamento al decreto Alitalia, ha sorpreso un deputato PdL mentre eseguiva la sua sinfonia, denunciandolo al Vicepresidente della Camera, l’onorevole Rosy Bindi…i toni sono stato ovviamente i soliti accesi e sanguigni cari al leader dei valori italiani.

Premettendo, inutilmente, che in un paese ed in una società civile sarebbe sufficiente ribadire ai diretti interessati, con forza e solennità, che tale pratica è ignobile, indegna, irregolare ed immorale…trattandosi di Italia, non si è potuto fare a meno che saltare questa fase e passare direttamente all’individuazione delle strategie più idonee a contrastare lo spregevole fenomeno.

Riporto qui di seguito le proposte avanzate dai nostri laboriosi politicanti:

1) il parlamentare, per votare, dovrà premere contemporaneamente due pulsanti posti a congrua distanza fra di loro, così da impegnare entrambe le mani del votante che si troverà impossibilitato a premere i pulsanti altrui;

2) istallazione di un sistema di voto con rilevazione delle impronte digitali;

3) istallazione, sotto la sedia del parlamentare, di un sensore simile a quello che, nelle automobili, fa scattare un allarme in caso di mancato allacciamento delle cinture di sicurezza.

Mi sento ora, visto il pregevole frutto di tanto operoso impegno istituzionale, in dovere, da cittadino responsabile quale sono, di fare la mia parte suggerendo contromosse per eliminare codesto brutto viziaccio:

1) legatura del braccio sinistro (destro se mancino) dietro la schiena al parlamentare nel momento in cui accede a Camera o Senato con bendaggio appositamente sigillato dal commesso incaricato;

2) istallazione di un sistema di voto con lettura dell’iride e riconoscimento vocale;

3) tatuatura di un codice a barre sull’avambraccio del parlamentare che, al momento del voto, verrà decodificato da un lettore ottico situato accanto al pulsante;

4) innesto di un Tag Rfid sottocutaneo che segnalerà, mediante rilevatore localizzato all’ingresso delle aule parlamentari, la presenza del parlamentare al momento del voto. In questo modo il risultato sarebbe duplice, poiché oltre ad avere evidenza dell’eventuale abuso, che grazie a sofisticati automatismi potrebbe inficiare istantaneamente l’esito della votazione, si avrebbe anche la certezza matematica della percentuale di assenze di ogni singolo membro del Parlamento;

5) ammanettamento preventivo del parlamentare all’accesso di Camera o Senato. Il voto verrà espresso utilizzando le medesime modalità già in uso, con un notevole contenimento dei costi;

6) sistemazione di gabbie metalliche elettrificate a protezione di ogni singolo scranno parlamentare. Esse verranno chiuse dai commessi all’ingresso del legittimo occupante e riaperte solamente alla cessazione dei lavori;

7) dispiegamento di cecchini, posizionati in luoghi strategici all’interno di Camera e Senato, autorizzati all’abbattimento del parlamentare sorpreso a premere pulsanti non di sua pertinenza.

Si apprezzeranno eventuali ulteriori idee che possano aiutare il paese a sradicare questa disdicevole abitudine.

Antiberlusconismo S.p.A.

Allora non mi ero sbagliato…è proprio vero, avevo sentito bene…l’Antiberlusconismo è nuovamente vocabolo usato ed abusato…una moda che ritorna in auge con energia rinnovata e rinato furore…anche oggi l’ho sentito pronunciare dozzine di volte da parte di giornalisti, politici, opinionisti vari.

Ho ascoltato il discorso di Di Pietro alla Camera…certo, l’eloquio era il solito, un pò rude e non elegante o forbito di chi si è fatto da se…di un uomo che, come ebbe modo di decantare l’onorevole Paolo Guzzanti, fu (e ci auguriamo ancora sia) “macchina imbattibile contenuta in un corpo di forte contadino italico”…ma i temi riferiti all’assemblea erano i soliti e solidi che insozzano i trascorsi del nuovo Presidente del Consiglio in carica. Egli ha semplicemente sottolineato fatti inoppugnabili, che anche solamente presi in piccole porzioni sarebbero sufficienti a delegittimare chiunque, precludendogli la possibilità persino di fare l’usciere in un qualsivoglia ente pubblico. Perchè il problema con Berlusconi (non mi stancherò, forse, mai di dirlo) è che vengono a mancare completamente i presupposti stessi per poterlo considerare una controparte plausibile nella conquista di una qualsivoglia carica istituzionale. Facciamo un esempietto semplice per chiarire meglio la posizione? Bene, sarebbe come ammettere a gareggiare per il Giro d’Italia un corridore in sella ad una Ducati. Non si può fare…non è lecito…come dicevo, mancano i presupposti anche solo per prendere in considerazione l’iscrizione.

Questa però è ormai preistoria…già mi sono espresso in merito e non resta che prendere atto di quanto la politica tutta abbia spazzato via ogni riserva sul personaggio, compiendo una commovente operazione di riverginamento dell’immagine del Cavaliere e rendendolo a tutti gli effetti l’uomo più potente dell’intero stivale (o almeno, diciamo, il più potente fra quelli che si fanno baciare dalla luce del sole).

Tornando alle affermazioni di Tonino Di Pietro. Quali pensate siano sate le reazioni dentro e fuori l’aula del Parlamento? Facile immaginare con che fragore l’Antiberlusconismo abbia riempito l’etere…da tutte le parti si è levata la somma condanna…la scomunica indelebile e pestilenziale, addensatasi sopra il capo del leader IdV come cupa nube tempestosa.

Da parte mia, sono convinto che se Silvio Berlusconi avesse chiesto i diritti d’autore per l’utilizzo del termine “Antiberlusconismo” ad oggi avrebbe di sicuro raddoppiato i suoi già ingenti capitali.

Ah, dimenticavo…l’opposizione? Beh, con il diagramma che segue spero risulti chiaro quale sia il mio pensiero su cosa essa sia diventata e su come credo abbia deciso di porsi nei confronti del nano magnanimo e del suo Governo (perchè non si lasci spazio ad equivoci, quello nell’immagine con la testa tonda e pelata è Silvio):