Il solito complotto comunista…

2/12/2006: Silvio manifesta (con scarso convincimento) contro il Governo Prodi

Gelmini o dell’Ipocrisia

“Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche”

Queste le sagge parole pronunciate dalla Ministra Gelmini per bacchettare quelle insegnanti e quelle mamme che all’avvio del nuovo anno scolastico si sono presentate vestite a lutto. Se accostate a quest’altra frase, particolarmente ispirata e toccante:

“Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli”

la commozione non può che invadere i nostri cuori sensibili, scatenando raffiche di singhiozzi irrefrenabili e profonda indignazione. Purtroppo però la realtà dei fatti è ben diversa da quanto Mariastella vuole farci credere e a mio modesto avviso, oltre ad insinuare la solita pulce depistante nell’orecchio dei cittadini distratti, essa ha, con una semplice esternazione, detto due stupidaggini di dimensioni cosmiche.

In primo luogo vi è nelle sue affermazioni una subdola accusa nei confronti di chi, con estrema educazione e compostezza, si è fatto portatore di una protesta più che legittima…scrive Francesco Merlo su Repubblica “Gli insegnanti non si sono listati a nero né contro i bambini né insieme ai bambini. Sono in nero perchè orfani di chi, meglio di tutti, dovrebbe rappresentarli e proteggerli. (…) Protestano perchè il Ministro, che dovrebbe schierarsi con la scuola tutta, si è invece schierato contro l’anima della scuola“…pensate poi a cosa possano aver provato le mamme all’udire la condanna per il loro scellerato atteggiamento…”tu, mamma, vergognati…hai usato tuo figlio“, ecco come potrebbe suonare la lapidaria sentenza, quando in vero ognuna delle suddette mamme ha agito esclusivamente per il bene del proprio amato bambino…per combattere contro un perverso meccanismo che mira a sottrarre alle generazioni emergenti opportunità formative, minandone il futuro.

Se leggiamo l’episodio alla luce dell’atteggiamento che la Gelmini ha assunto dal momento del suo insediamento, spalleggiata dai colleghi Brunetta e Tremonti e dal comandante in capo Silvio Berlusconi, non perdendo mai un’occasione per sottolineare la necessità di tagliare, ridurre, risparmiare e contenere

“Una cura da cavallo inevitabile per la scuola. Questo governo è stato eletto per risanare i conti pubblici. E’ un impegno di rigore con gli italiani e va mantenuto”

appaiono al sottoscritto estremamente strumentali i richiami a supposte necessità formative, basate su teorie bislacche e campate per aria come quella sulla reintroduzione del maestro unico

“Nell’arco dai sei ai dieci anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento con cui l’alunno possa avere un rapporto continuo e diretto”

“nasce da una precisa esigenza pedagogica”

La Ministra, come dovrebbe essere evidente a tutti, ha in questi mesi mascherato i propri obiettivi scellerati dietro i nostri figli, utilizzando i bambini ed il loro presunto bene per nascondere intenti meramente contabili.

In sintesi Mariastella Gelmini ha, in un sol colpo, offeso ancora una volta la categoria degli insegnati, ha insultato madri premurose e preoccupate, tacciandole di strumentalizzazione dei pargoli, strumentalizzando lei sì più e più volte, e questo episodio non fa eccezione, gli infanti…ergo, da che pulpito!!

La sottile arte della Distorsione

“La scuola italiana e’ purtroppo uno stipendificio. Sin dall’inizio del mio mandato ho denunciato la situazione grave in cui versano le casse della scuola. Oggi il 97 per cento delle risorse sull’istruzione se ne va per pagare gli stipendi”.

Questa frase è stata pronunciata del Ministro dell’Istruzione (un tempo Pubblica, oggi direi Parificata) on. Mariastella Gelmini…noterete come, ad una prima e superficiale lettura, appaia evidente la gravità del dato…praticamente tutte le risorse che lo Stato riversa nella scuola sembrerebbero venir “consumate” per pagare gli stipendi degli insegnanti…che spreco e che indecenza!!

Se però si presta un minimo di attenzione alle suddette affermazioni, riflettendo magari sulla reale condizione del sistema scolastico italiano, si giunge all’inevitabile conclusione che la Ministra ha sapientemente e malignamente distorto la realtà per ottenere lo scopo desiderato, ovvero colpevolizzare l’intero sistema ed in particolare la classe docente che, con l’assurda pretesa di ricevere un compenso, spolpa le casse del nostro amato paese, spingendo l’opinione pubblica a convincersi che sia proprio questo il punto giusto sul quale intervenire.

Gelmini e Tremonti spiegano al popolo italiano che stanno operando per il suo bene

Valutiamo più accuratamente gli elementi in gioco:

1) il numero degli insegnanti in Italia è direttamente proporzionale al numero di classi, quindi è scorretto dire che vi sono troppi insegnanti. Non si può parlare di esuberi, poichè chi opera nella scuola risponde ad esigenze oggettive e non a logiche clientelari o meri calcoli politici, come invece abitualmente avveniva per esempio in Alitalia;

2) gli insegnanti italiani sono i peggio pagati in Europa, quindi sarebbe crudele affermare che si spreca denaro per riempire le tasche di avidi strozzini;

3) facendo un rapido calcolo si deduce che la quantità di denaro destinata al pagamento degli stipendi sia dovuta e sicuramente non rubata.

Il fatto che il 97% dell’ammontare complessivo di quanto lo Stato destina all’Istruzione consista di retribuzioni, indiscutibilmente sacrosante, significa semplicemente che lo Stato investe pochissimo, per non dire nulla, nell’Istruzione stessa. Perché quindi dovremmo applicare ulteriori tagli proprio in questo settore, che è fra quelli più vitali e strategici?

Se in questa situazione di crisi dovessi operare una scelta, sinceramente opterei per il rafforzamento del sistema scolastico rinunciando volentieri a TAV, ponti sullo Stretto di Messina, operazioni finanziarie disastrose come, da ultimo, quella prevista dal progetto “Fenice” ( vedi ex-Alitalia e CAI) e altre amenità costose e, frequentemente, inutili o addirittura dannose.