A balzi verso nuovi balzelli

La tassa sull’immigrato è cosa razzista, stupida e crudele. Ovviamente non verrà percepita da chi è clandestino e colpirà chi raggiunge il nostro paese spinto da necessità, disperazione, speranza e buone intenzioni. Finirà per gravare esclusivamente su coloro che, regolarmente soggiornanti in Italia, un lavoro lo hanno e le tasse le pagano già fino all’ultimo centesimo, generando situazioni ancora più precarie dove già spesso esiste difficoltà, portando nelle casse dello stato pochi spiccioli. Sull’immigrazione ci sarebbe molto da dire, da fare, da regolamentare…a beneficio di tutti…chi già abita qui e chi vuole venire a viverci. Sono però argomenti spinosi, difficili che richiedono equilibrio e serietà…quindi semplicemente inaffrontabili per certi individui che solo per caso sono esattamente lì, nel posto dove se dovrebbe discutere…

Le dichiarazioni di alcuni esponenti leghisti (Maroni e Calderoli in primis) mi fanno dire che è giunto il momento di rendere la Lega Nord nulla più di un brutto ricordo del passato. Squallidi, beceri, ignoranti, volgari e obsoleti esseri ignobili.

Unendole ad altre esternazioni di pregio, come per esempio quelle di Gasparri il quale afferma essere la suddetta tassa un giusto provvedimento (non so come e in base a quali considerazioni possa affermare una cosa del genere…ma in fondo è Gasparri, quindi ci sta), sono giunto all’idea di un nuovo tributo che, se introdotto, arricchirebbe assai di più il paese: la Tassa sulle Cazzate. Porterebbe benefici perché molto più istruttiva e sicuramente più redditizia.

Tassiamo quindi i cazzari, gli spara stronzate, i minchioni, i racconta palle, i coglionatori, gli ignoranti che petano e ruttano così, con leggerezza, ininterrottamente e quasi inconsapevoli dei loro gas…avete idea di quanti soldi entrerebbero nelle nostre casse?!!

Sanità – clandestini: nessun obbligo

Stamattina su Radio 24, durante la pregevole trasmissione di quel pachiderma di Ferrara, il Ministro dell’Interno on. Roberto Maroni ha fatto luce su alcuni dubbi riguardanti il noto emendamento leghista al DDL sicurezza…per intenderci, l’eliminazione del divieto di denuncia da parte dei medici degli immigrati clandestini che ricorrano all’assistenza offerta dal servizio sanitario nazionale.

Tutti coloro che, maliziosamente e strumentalmente, avevano parlato di introduzione di un obbligo di segnalazione a carico del sanitario sappiano che mai e poi mai tale intenzione ha sfiorato le coscienze degli estensori…essa sarà assolutamente facoltativa. L’eliminazione del divieto semplicemente rende giustizia a quanti, volendo compiere il loro dovere di cittadini, si vedevano costretti a tenere la bocca chiusa per non essere incriminati, poichè contravventori della norma liberticida. In secondo luogo tale azione ci allinea agli altri paesi europei, come Francia e Germania (questo ha sottolineato il ministro), cancellando quindi una disparità di trattamento francamente intollerabile.

Le sfigmomanette

Le sfigmomanette

Obiettare che nei sopracitati paesi vi sia a contorno una politica per l’immigrazione assai ben più strutturata e consolidata della nostra, servirebbe solamente a perpetrare una mentalità fallimentare e ottusa. Peggio che mai sarebbe controbattere come la garanzia di un’assistenza adeguata e qualificata a chiunque, indipendentemente dal suo stato, dalle sue possibilità e dalla sua condizione rappresenti una conquista di civiltà. Certo, la Costituzione sostiene che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” (Art. 32), parlando più generalmente di individuo e non più specificamente di cittadino. Qui però si rischia di fare confusione…infatti questo prezioso principio costituzionale rimarrebbe inviolato, poichè l’assistenza continuerebbe ad essere assicurata a tutti coloro che, correndo il giusto rischio, se ne vogliano giovare…poi calci nel culo e via andare!! Smettiamola ordunque col falso buonismo ideologico e con tutta quella serie di atteggiamenti e comportamenti ridicoli che ci hanno fatto diventare lo zimbello d’Europa.

Dopo le dovute delucidazioni, offerte dal degno rappresentante del Governo, permanendo però l’impossibilità di sapere a priori l’orientamento della clinica o dell’istituto, non mi resta che dare alcuni semplici consigli pratici per il futuro:

1) tutte le strutture sanitarie pubbliche che non intendano beneficiare di questa rinnovata facoltà, quelle cioè che intendano offrire i propri servigi anche a immigrati irregolari senza la contestuale procedura di segnalazione alle forze dell’ordine, possono manifestarlo chiaramente affiggendo ovunque un cartello riportante la dicitura “Clandestini non temete!! Qui si prestano cure anche a voi” oppure “Qui non si denunciano clandestini”, tradotto ovviamente in 75 lingue;

2) quegli immigrati che, trovandosi a calcare il suolo italico illegalmente, abbiano la necessità di essere medicalmente assistiti, conviene procedano con molta cautela…presentandosi, per esempio, ad un pronto soccorso e non scorgendo il suddetto cartello, occorrerà agire con disinvoltura e sangue freddo…dopo essersi premurati di non apparire nè clandestini nè i diretti interessati (nessun sanguinamento evidente, ematomi ben occultati…sconsigliati anche i pessimi coloriti e via dicendo) accostate un operatore con frasi vaghe del tipo “Un clandestino amico mio avrebbe bisogno di cure…considerando le sue comprensibili remore, a causa dei recenti accadimenti, egli vorrebbe sapere se qui potrebbe riceverle in tutta tranquillità”…ovviamente tale frase dev’essere pronunciata in un italiano fluente, quindi conviene impararla e ripeterla più e più volte affinché risulti credibile…fondamentale, nell’enunciarla, evitare a tutti i costi di inframmezzarla con incisi sospetti come “che non sono io” oppure “che conosco appena”. Se poi tutto questo dovesse apparire eccessivamente complicato o rischioso oppure la paura per la probabile delazione dovesse risultare insopportabile potrete sempre pazientare ancora un pochino e rivolgervi alle accoglienti strutture clandestine che a breve fioriranno su tutto il territorio nazionale.

Ultimissime dal Primo Consiglio dei Ministri

Questo mio breve post vuole racchiudere piccole riflessioni personali su quanto è stato deciso nel primo consiglio dei ministri svoltosi ieri a Napoli:

1) Bertolaso è stato nominato Sottosegretario con Delega all’emergenza rifiuti (ergo, l’organico diviene di 60+1 elementi sforando i massimali stabiliti…e siamo a pochissimi giorni dall’insediamento). Non si esce quindi dalla logica del superuomo con superpoteri per la risoluzione di un problema che affonda le radici in decenni di cattive amministrazioni locali in un territorio ed in un settore dove gli interessi mafiosi sono enormi (ma solo minimamente sfiorati dal Pacchetto Sicurezza). Non possiamo che fare i migliori auguri al supereroe nella speranza che riesca dove tanti, prima di lui, hanno miseramente fallito.

2) L’esercito sarà posto a guardia dei nuovi siti di smaltimento. Una mossa indubbiamente forte da parte del Governo. Il dubbio è se dovranno sparare alle gambe oppure ad altezza d’uomo quando si verranno a trovare “aggrediti” dalle proteste della popolazione esasperata. Le pene detentive per chi dovesse intralciare l’operato degli addetti ai lavori sono sicuramente giuste, ma il rischio è che risultino inefficaci quando interi comuni dovessero scendere in campo per contrastare le attività di stoccaggio della mondezza.

3) Pacchetto sicurezza. Potrebbe comparire il reato di immigrazione clandestina. Al di là delle pericolose conseguenze derivanti dall’assioma “Clandestino uguale criminale”, che emerge da tale disegno di legge, si può dire che l’orientamento generale dei provvedimenti sia indirizzato interamente contro il flagello dei migranti, con minimi accenni alla criminalità organizzata, indubbiamente meno prioritaria. Vorrei capire se il Governo ha in previsione come passo successivo l’istituzione di tribunali semoventi, che possano cioè essere rapidamente spostati e collocati sulle spiagge e sui litorali italiani o meglio ancora sulle imbarcazioni della Guardia Costiera che pattugliano i nostri mari, così da accelerare processi e sentenze evitando il sovraffollamento di istituti penitenziari e tribunali. Perché se così non fosse, immagino che Maroni e soci saranno costretti a pianificare una riedizione dell’indulto. Quello precedente, avvenuta non molto tempo fa sotto la saggia guida del ministro Mastella, ha raccolto magri risultati. Da un lato infatti il sistema penitenziario è tornato nelle medesime condizioni di estrema sofferenza nelle quali versava prima…ovvero sono già al completo, perché nel frattempo nulla di nuovo è stato realizzato, dall’altro la magistratura, che non godeva di una salute migliore considerando le durate medie dei processi sia di ordine civile che penale, non è stata sgravata minimamente, costretta comunque a svolgere processi su reati indultati che finiranno in uno sconfortante nulla. Considero quindi assurdo che intendano aumentare la popolazione carceraria con le decine di migliaia di nuovi criminali, che improvvisamente si genererebbero alla trasformazione del disegno in legge (a meno che non intendano ovviare a ciò mediante l’abnorme allungamento dei soggiorni forzati all’interno dei CPT), gravando ulteriormente i magistrati con innumerevoli altri processi lunghi e costosi. In conclusione vorrei poi focalizzare l’attenzione sul passaggio violento da un inutile foglio di via, che oggi viene notificato al clandestino non gradito, alla perseguibilità penale e relativa pena detentiva per il medesimo soggetto. Non sarebbe bastato forse rendere effettiva l’espulsione?

4) Eliminazione dell’ICI sulla prima casa, fatta eccezione per le dimore di lusso. Su questo punto ho già avuto modo di esprimermi nel precedente post. Da sottolineare che una tassa con spiccata natura federalista (forse l’unica) è stata eliminata dal Governo più federalista che l’Italia abbia mai dovuto “subire”, a favore di un intervento centrale da parte dello Stato che elargirà vere e proprie sovvenzioni alle amministrazioni locali.

5) Sgravi fiscali sulle ore di straordinario. Obbligando chi già lavora a lavorare di più per raggranellare qualche altro euro fa sicuramente bene alle imprese, ma non apporta sostanziali benefici ai dipendenti oltre a non generare, ovviamente, i presupposti perché si producano nuove opportunità di lavoro. Speriamo questo provvedimento possa almeno giovare al sistema produttivo italiano, che sta attraversando tempi difficili, rilanciando l’economia del paese, la cui crescita è praticamente inesistente. E’ da sottolineare che né per il punto precedente né per questo sono state rese note le strategie di recupero dei fondi, quindi la copertura, per fronteggiare il minor introito fiscale.