Democrazia applicata

All’assemblea congressuale del mio circolo PD, dopo l’intervento dei tre relatori e gli accalorati e commoventi richiami trasversali all’unità ed al dialogo, si sono tenute le votazioni. La mozione Franceschini ha vinto con 14 fratture, fra semplici e scomposte, contro le 11 della mozione Bersani. Illesi i sostenitori di Marino.

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PD = Profonda Depressione

La crisi incalza…non ci lascia in pace un secondo…sgretola le fortezze ed i capisaldi della nostra economia…polverizza ogni giorno ingenti capitali…demolisce le nostre certezze, rendendoci sempre meno ottimisti e offuscando l’orizzonte.

In tutto questo martellante marasma l’opposizione, con fragoroso squillo di trombe, si erge come bastione insormontabile in difesa del paese tutto dai colpi della recessione.

Quando la speranza inizia a vacillare, ecco che interviene Dario Franceschini, nuovo carismatico leader del PD, a porre rimedio e risollevare gli animi…”tassiamo i ricchi per dare ai poveri”…questa la proposta tanto elogiata dai comparucci di partito, Massimo D’Alema in primis…

Ma dico io, l’ennesima una tantum all’italiana, che per scrollarsela ci vuole l’estrema unzione, vi sembra un’idea da applaudire e per la quale andare fieri? A me pare tanto una idiozia…una demenziale cavolata (e mi sto trattenendo per non lasciar fuoriuscire le vere parole che m’ingombrano la mente)…una scemenza, tanto inutile quanto controproducente.

Io, francamente, di questa sinistra mi sono rotto i coglioni!!

Io vorrei un discorso vasto e lungimirante, un progetto concreto e sincero sul medio-lungo termine…qualcosa di illuminato e illuminante su come vogliamo che sia l’Italia fra 10-20 anni…su ciò che occorre a questa nazione per divenire protagonista del futuro…SULLE COSE DA FARE!!

Dovreste contrapporre ai continui provvedimenti estemporanei di questo Governo, che ispira le proprie gesta e le plasma sui moti viscerali degli italiani, sulla loro emotività ed i bassi istinti, l’ampio respiro di una visione d’insieme…la concretezza di un piano ben ideato, che prenda il popolo per mano dandogli la forza, lo slancio e gli strumenti per vedere lontano, ben oltre l’estremo limite del telecomando.

“Romolo e Remolo” romanamente salutano l’Alemanno vincitore

Sono convinto che in Italia stia tirando un forte vento di destra…lo pensa la maggior parte degli opinionisti e addetti ai lavori, non è quindi il mio un pensiero originale. La schiacciante vittoria a Roma di Alemanno, a mio avviso, è però da interpretarsi diversamente…di sicuro le amministrative romane, come era immaginabile, sono state pesantemente condizionate dall’esito netto delle politiche nazionali…e si sa, Roma ha un significato simbolico non indifferente…ma oltre a questo, temo molte delle responsabilità siano da imputare all’arroganza ed alla miopia del novello Partito Democratico…miopia, poiché non ha scorto all’orizzonte i numerosi segnali che la cittadinanza romana ha inviato…segnali difficilmente fraintendibili, manifestanti un imperioso desiderio di rottura e cambiamento…quindi la candidatura, o meglio sarebbe dire la riproposizione di Rutelli ha disatteso totalmente le aspettative dell’elettorato. Egli, infatti, rappresentava tristemente la continuità con il passato…una sorta di minestra riscaldata, che il popolo romano evidentemente non aveva più intenzione di sorbirsi. In secondo luogo, fatto ben più grave del precedente, a molti è apparso lampante il giochetto politico consumato con la ricandidatura di Rutelli…in sostanza si è trattato di un premio, di un risarcimento, per la sua scomparsa dalla scena politica durante tutta la fase di consolidamento della leadership di Veltroni, per l’aver evitato interferenze nella formazione delle liste elettorali da presentare nelle, allora, imminenti elezioni politiche e, infine, per essersene stato buono buono nello svolgersi dell’intera campagna elettorale…in pratica, per semplificare il concetto, si può sintetizzare il tutto con: “Francesco, se non rompi i coglioni ti ridiamo la tua bella Roma…torni a fare il sindaco, che ti piaceva tanto…e siamo tutti felici e contenti!!”…qui sta l’arroganza, perché null’altro che di arroganza si può parlare nell’aver pensato che ormai Roma era affare esclusivamente loro…che i romani avrebbero votato chiunque avessero presentato…evidente era l’atteggiamento di chi considerava scontata la conquista del Campidoglio…che persino una scimmietta ammaestrata targata PD avrebbe raccolto i consensi degli elettori!!

Cosa ci ritroviamo ora innanzi? Il primo sindaco fascista della capitale dopo oltre sessant’anni…perché mi si può dire che Alemanno non è fascista e che Alleanza Nazionale è stata sdoganata…che sono stati tagliati i ponti col passato…mi si può raccontare di tutto e di più nel tentativo di convincermi che le cose non stanno così…ma sarà difficile farmi credere che in Gianni l’impulso al romano saluto, che fino a ieri fieramente sfoggiava con i camerati tutti nelle festose manifestazioni di audacia, sia oggi sopito. Accanto a questo, le rovine di un partito nato stanco…che molto ha da fare per sperare di risollevarsi e divenire la vera novità, una concreta speranza per il futuro.