(Al)Italia Uno

Breve aggiornamento sulla faccenda Alitalia…dopo la sconcertante campagna politica del Presidente Berlusconi…dopo aver indotto alla fuga l’unico possibile acquirente…dopo aver più volte sventolato la cordata di nobili imprenditori italiani pregni di spirito patriottico…dopo aver piazzato sul groppone degli italiani (che ringraziano) una bella tassa da 300 milioni di euro (il “Prestito Ponte”), a quanto parte sottratti alla ricerca (che evidentemente, vista l’abbondanza, ha pensato bene di fare una buona azione)…cosa è successo?

Assolutamente nulla…della cordata non vi è ombra, soluzioni alternative concrete, o quanto meno minimamente credibili, non se ne vedono…Alitalia è al solito in braghe di tela e gli esperti di settore affermano che, alla velocità con cui la “Compagnia di Bandiera” perde soldi, il gentile dono di Stato basterà forse fino all’Estate, che già bussa alle porte…nel frattempo l’Europa non si è scordata di noi…entro il 30 di Maggio dovremo chiarire la natura di questo benedetto prestito e, se non saremo convincenti, ci affibbierà una bella multona, che ovviamente si depositerà sulle nostre schiene come sempre accade in questi casi

Detto ciò, vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse come mai e da chi è venuta l’idea di definirlo “Ponte”…perché un ponte (e qui chiedo conforto a Calatrava che in fatto di ponti è un luminare) presuppone un punto di partenza ed uno di arrivo…da dove inizia lo abbiamo chiaro, ma dove finisce, a cosa porta, nessuno ce lo ha ancora detto.

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