Berlusconi meglio di De chi?

Mi è occorso sentire che il Silvio Premier Eccelso et Impareggiabile abbia detto e ribadito con forza di essere di gran lunga, per imprese, gesta e risultati mirabolanti, assai migliore di quel tale Alcide De Gasperi…pure come longevità dei Governi da egli presieduti.

Mi sovviene che il suddetto Alcide si sia caricato sulla schiena un’Italia prostrata dalla Seconda Guerra Mondiale…frantumata, sanguinante, povera e dilaniata…risollevandola e slanciandola verso un futuro da potenza economica e industriale (so che potrebbero innescarsi polemiche con l’agravante del senno di poi, ma prendiamo gli eventi sfrondati da tutto il resto…soppesandone l’importanza storica).

Con tutto il dovuto rispetto per le vittime del terremoto e per coloro che vivono disagi inimmaginabili a seguito del sisma, ma la rinascita di un paese uscito sconfitto, umiliato e abbattuto dalla Seconda Guerra Mondiale ha un peso leggermente più consistente della consegna di una quarantina di villette prefabbricate pagate con i soldi di altri o di un sudicio lodo Alfano o anche, diciamola tutta, dell’intera innumerevole serie di porcherie e porcate prodotte dal Silvio in questi ultimi quindici anni avvilenti.

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Berlusconi il funambolo

Come tutti saprete, il caro Silvio quest’anno ha deciso di partecipare ai festeggiamenti per la Liberazione. Per quattordici anni, da quando ci ha onorati con la sua discesa in campo, il cavaliere del 25 Aprile se n’è allegramente sbattuto e disinteressato…ma questa volta no…ha voluto esserci e dire la sua. Non so quanti di voi si siano presi la briga di leggere la versione integrale del suo discorso, che potete comodamente trovare qui…a chi ancora non avesse provveduto, consiglio caldamente di prenderne visione poichè personalmente l’ho trovato di grande interesse, oltre che istruttivo.

Sorvolando sulla banalità e sulla scarsezza qualitativa del testo, che vista la moltitudine di stipendiati dediti alla cura della sua immagine e del suo favellare, ci si poteva sinceramente attendere qualcosa di meglio, mi concentrerei su un paio di cose che mi hanno particolarmente colpito:

1) la parola libertà viene utilizzata 25 volte…un abuso straziante…una ridondanza quasi farsesca, che probabilmente aveva il solo scopo di convincere gli astanti della sua profonda affezione al suddetto termine;

2) durante il vasto sproloquio egli è riuscito a non nominare nemmeno una volta il Fascismo. Non parlare di Fascismo in occasione della Festa della Liberazione appare incredibile e strabiliante…immaginatevi, per fare un esempio, un ipotetico oratore che, presenziando alla Sagra della Salsiccia di Carassai, evitasse di citare il generoso suino. Come si può pensare di prendere seriamente un siffatto ragionamento ed il figuro che lo ha proferito? Che messaggio vogliamo trasmettere ai posteri? Cosa desideriamo o speriamo rimanga della nostra storia…della nostra memoria, se il Primo Ministro di questo paese si rifiuta di fare i conti col passato? Cosa può nascere da tanta parzialità, da codesti trasformismi e subdole omissioni, da una così accurata ricostruzione disinformante? Sinceramente, visto il pessimo spettacolo, avrei preferito che pure quest’anno Silvio si fosse fatto gli affari suoi, lasciando la ricorrenza a quanti, consapevolmente e seriamente, commemorano e celebrano in questo giorno valori fondamentali, che sono pilastri di questa nostra Democrazia, assieme a coloro che per essi hanno combattuto, spesso sacrificando la vita.

Silvio, il 25 Aprile non è la festa dell’allegria o del buonumore, che possono anche sorgere da moti spontanei dell’animo…nemmeno della libertà, che è un concetto più o meno astratto, un ideale…il 25 Aprile è la Festa della Liberazione, solida e concreta di qualcuno da qualcosa…del popolo italiano dal giogo nazi-fascista…la fine di un incubo e l’inizio di una nuova era!!

Di tutta l’erba un fascio

“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando il rispetto di coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.

Queste sono le parole pronunciate dal Ministro della Difesa, on. Ignazio La Russa, in occasione della cerimonia per l’anniversario della difesa di Roma, rendendo quindi esplicitamente onore ai soldati dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana.

Subito, appena udite queste frasi e ancora prima di iniziare a pensare, è esplosa in me la rabbia…una rabbia densa, una collera quasi primitiva…e ho provato un intenso desiderio di avere fra le mani questo spregevole individuo, capace di tanto abominio…poi, recuperate le facoltà mentali e ristabilita la connessione con il cervello, ho iniziato a riflettere…e ho cercato di capire di che razza di coscienza stesse parlando il ministro? Quale tipo di coscienza può ritenersi soddisfatta dall’affermare che militari fascisti repubblichini siano da reputare paladini della patria al pari di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in nome di un ideale alto e nobile come la democrazia, imputando le eventuali differenze a candide divergenze di punti di vista? La risposta è giunta in un lampo: la coscienza di un fascista!!

Il periodo del becero revisionismo è iniziato da qualche anno ed ogni occasione è buona per assestare una spallata…già i risultati si percepiscono, poichè l’indignazione è sempre più blanda e diluita…tesi che un tempo avrebbero scatenato roboanti cori di protesta e spinto l’intera nazione a manifestare compatta il proprio dissenso, oggi vengono spacciate quasi impunemente, senza clamore…solo qualche bisbiglio contrariato qua e là…essi sono pazienti e tenaci…sono consapevoli del fatto che goccia dopo goccia il solco nelle menti degli italiani diverrà sempre più profondo ed i ricordi torbidi e confusi.

In questo paese si danno per scontate troppe cose, come ad esempio la conoscenza della storia patria e la condivisione dello spirito antifascista che ha gettato le basi di questa nostra Repubblica…la realtà è però assai diversa da come la si crede…le occasioni per parlare di quel periodo fondamentale del nostro passato ed in particolare della Resistenza sono sempre più rare, mentre la memoria scolpita nella carne e nelle ossa svanisce con i nostri nonni.

La deriva verso una rivisitazione ed una falsificazione degli eventi è avviata e gli anticorpi che possano evitare l’evolversi di tale processo degenerativo sono sempre più fragili e sparuti.

Io condanno La Russa per aver sostenuto che assassini rimasti fedeli ad un tiranno sanguinario e senza scrupoli, dopo venti anni di dittatura, di crimini e brutalità, con un paese violentato ed un popolo prostrato da una guerra assurda, siano da accumunare a coloro che hanno lottato affinchè l’incubo avesse fine e perchè gli italiani riacquistassero dignità e libertà…le diversità sono molteplici e mastodontiche, come diversa è la vita dalla morte…condanno l’eversione insita nel suo ragionamento e l’insulto imperdonabile in esso contenuto.

Chiedo quindi le dimissioni di questo ignobile bugiardo, poichè lo reputo indegno di rivestire la carica di Ministro della Nostra Repubblica, che con il suo gesto ha offeso e disonorato.

Liberi!

Il 24 Aprile 1945 le forze partigiane entrano a Reggio Emilia liberata…dopo il tragico ventennio mussoliniano…dopo una sanguinosa e folle guerra…dopo la crudele dominazione nazifascista…finalmente il Sole ricomincia a splendere come non faceva da una vita…forse come mai prima di allora aveva fatto…l’Italia ha riconquistato con sangue, dolore e sacrificio il diritto ad un futuro…futuro incerto e da costruire, pietra dopo pietra, ma sicuramente nuovo, migliore e pieno di gloriose aspettative…l’Italia sente nell’aria promesse di rinascita…l’Italia torna ad essere indipendente!!

Stasera mi sono recato in Piazza della Vittoria, nel pieno centro di Reggio Emilia, per partecipare a “La notte della Liberazione”…un appuntamento organizzato da Istoreco, Arci e altre associazioni per commemorare assieme alla cittadinanza reggiana il giorno in cui si è posta fine ad un incubo…alle 21, sorseggiando un bicchiere di lambrusco, attendo l’inizio della manifestazione…una voce dal palco saluta i presenti e, dopo alcune frasi introduttive, viene data la parola ad un’anziana signora, Anita, che quei giorni li ha vissuti sulla pelle e ne conserva vivido ricordo…ci racconta la sua esperienza partigiana, la resistenza, i suoi vent’anni…e mentre, colta dall’emozione, ci rammenta di non dimenticare e ci esorta a tenere vigili le menti, io mi guardo attorno e rapidamente conto…con sgomento mi accorgo che tutte queste parole pesanti, dense di un significato e di una ricchezza inestimabili stanno fluttuando verso una folla di circa cinquanta persone…un centinaio di orecchie…niente più…mi rattristo e subito i nefasti segni che già mi avevano turbato all’indomani delle elezioni si ripresentano, cupi e minacciosi. Penso freneticamente e mi ripeto che non è possibile…a Reggio Emilia non può accadere che così pochi individui si radunino per celebrare una così importante ricorrenza…che significa? Sono tornato a casa con la testa presa da strane riflessioni…poi, per istinto di sopravvivenza, mi ingegno per trovare qualche giustificazione…sarà il ponte, mi dico…è una possibilità…certo, come scusa un pò penosa, ma credibile…la gente se n’è partita per il mare o la montagna, a seconda dei gusti, e là festeggerà l’Italia liberata…fra l’altro è certo che ancora non ho metabolizzato il fatto che mi toccheranno altri cinque interminabili anni di Berlusconi & Company al governo, cosa che mi spinge di sicuro a vedere più nero di quanto non sia…cerco di consolarmi.

Voglio però concludere sottolineando con chiarezza una cosa fondamentale…e quindi la dico così, come mi esce affinché sentano bene coloro che parlano di revisionismo, di riscrivere i libri di storia per le future generazioni, che vietano i canti partigiani durante i festeggiamenti del 25 Aprile, barricandosi dietro motivazioni insultanti…coloro che non insegnano la storia della Seconda Guerra Mondiale perché “troppo politicizzata”, che vedono la Repubblica come colossale macchina da denaro, che vogliono riformare la Costituzione a loro uso e consumo, che tentano schifosamente di equiparare resistenza partigiana e resistenza repubblichina, mischiando la lotta per la liberazione all’abominio sanguinario di fanatici criminali, insultando la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per donarne una nuova, dignitosa e piena a tutti noi…a questi signori vili e infami urlo con quanto fiato ho in corpo che dovranno passare sul mio cadavere!!