PD = Profonda Depressione

La crisi incalza…non ci lascia in pace un secondo…sgretola le fortezze ed i capisaldi della nostra economia…polverizza ogni giorno ingenti capitali…demolisce le nostre certezze, rendendoci sempre meno ottimisti e offuscando l’orizzonte.

In tutto questo martellante marasma l’opposizione, con fragoroso squillo di trombe, si erge come bastione insormontabile in difesa del paese tutto dai colpi della recessione.

Quando la speranza inizia a vacillare, ecco che interviene Dario Franceschini, nuovo carismatico leader del PD, a porre rimedio e risollevare gli animi…”tassiamo i ricchi per dare ai poveri”…questa la proposta tanto elogiata dai comparucci di partito, Massimo D’Alema in primis…

Ma dico io, l’ennesima una tantum all’italiana, che per scrollarsela ci vuole l’estrema unzione, vi sembra un’idea da applaudire e per la quale andare fieri? A me pare tanto una idiozia…una demenziale cavolata (e mi sto trattenendo per non lasciar fuoriuscire le vere parole che m’ingombrano la mente)…una scemenza, tanto inutile quanto controproducente.

Io, francamente, di questa sinistra mi sono rotto i coglioni!!

Io vorrei un discorso vasto e lungimirante, un progetto concreto e sincero sul medio-lungo termine…qualcosa di illuminato e illuminante su come vogliamo che sia l’Italia fra 10-20 anni…su ciò che occorre a questa nazione per divenire protagonista del futuro…SULLE COSE DA FARE!!

Dovreste contrapporre ai continui provvedimenti estemporanei di questo Governo, che ispira le proprie gesta e le plasma sui moti viscerali degli italiani, sulla loro emotività ed i bassi istinti, l’ampio respiro di una visione d’insieme…la concretezza di un piano ben ideato, che prenda il popolo per mano dandogli la forza, lo slancio e gli strumenti per vedere lontano, ben oltre l’estremo limite del telecomando.

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Coglioni, imbecilli e cazzate

Silvio lo conosciamo bene…ha più volte dato prova della sua abilità nell’umiliare il paese con le sue uscite agghiaccianti e idiote, senza mai risultare né spassoso né divertente. L’ultima puttanata su Obama è chiaramente tipico umorismo da Ventennio, da camerata in Abissinia. Vi è però una cosa ben peggiore delle cazzate del Berlusconi, ovvero le reazioni dell’opposizione. Per quanto il giullare le spari grosse, la sinistra trova sempre il modo per esasperare i toni e peggiorare la situazione, offrendo al soggetto l’occasione di ribaltare i ruoli.

Vorrei quindi dare un consiglio a Walter e all’accolita degli scandalizzati: alle stronzate del premier si risponde con ironia e sarcasmo, con soppesata leggerezza…indignarsi ed assumere un atteggiamento da suorine inorridite non serve a nulla…evocare immagini catastrofiche o abbandonarsi a dichiarazioni roboanti crea inevitabilmente più danni che benefici.

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Certamente non bisogna perdere di vista la portata delle affermazioni del nostro penoso Presidente del Consiglio e chiunque ne abbia voglia o provi l’irrefrenabile esigenza può, nell’intimità del proprio gabinetto, serenamente sfogarsi come meglio crede…ma quando si tratta di rilasciare dichiarazioni ufficiali, vi è una sola cosa saggia da fare: sfruttare lo strumento della satira pungente per umiliare e ridicolizzare, sottolineando col paradosso, l’autore delle tristi esternazioni.

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Silvio Berlusconi negli anni ha dimostrato ampiamente di non soffrire gli attacchi portati dai suoi oppositori, burlandosene bellamente, ed una refrattarietà disarmante nei confronti degli accenti piccati essi usati. Se ne bea…ci sguazza felice ed allegro, come scrofa nella melma. Perché non cambiare registro?

Consiglierei di nominare i fratelli Guzzanti, la Cortellesi, Vauro e Luttazzi, unici ad aver sempre colto nel segno, se non portavoce ufficiali almeno curatori del testi. Silvio è un vanitoso, egocentrico e permaloso…provate quindi ad immaginare quanto tema l’idea di venire sfottuto con maestria ed eleganza, senza nessun appiglio per ribattere di slancio.

Antiberlusconismo S.p.A.

Allora non mi ero sbagliato…è proprio vero, avevo sentito bene…l’Antiberlusconismo è nuovamente vocabolo usato ed abusato…una moda che ritorna in auge con energia rinnovata e rinato furore…anche oggi l’ho sentito pronunciare dozzine di volte da parte di giornalisti, politici, opinionisti vari.

Ho ascoltato il discorso di Di Pietro alla Camera…certo, l’eloquio era il solito, un pò rude e non elegante o forbito di chi si è fatto da se…di un uomo che, come ebbe modo di decantare l’onorevole Paolo Guzzanti, fu (e ci auguriamo ancora sia) “macchina imbattibile contenuta in un corpo di forte contadino italico”…ma i temi riferiti all’assemblea erano i soliti e solidi che insozzano i trascorsi del nuovo Presidente del Consiglio in carica. Egli ha semplicemente sottolineato fatti inoppugnabili, che anche solamente presi in piccole porzioni sarebbero sufficienti a delegittimare chiunque, precludendogli la possibilità persino di fare l’usciere in un qualsivoglia ente pubblico. Perchè il problema con Berlusconi (non mi stancherò, forse, mai di dirlo) è che vengono a mancare completamente i presupposti stessi per poterlo considerare una controparte plausibile nella conquista di una qualsivoglia carica istituzionale. Facciamo un esempietto semplice per chiarire meglio la posizione? Bene, sarebbe come ammettere a gareggiare per il Giro d’Italia un corridore in sella ad una Ducati. Non si può fare…non è lecito…come dicevo, mancano i presupposti anche solo per prendere in considerazione l’iscrizione.

Questa però è ormai preistoria…già mi sono espresso in merito e non resta che prendere atto di quanto la politica tutta abbia spazzato via ogni riserva sul personaggio, compiendo una commovente operazione di riverginamento dell’immagine del Cavaliere e rendendolo a tutti gli effetti l’uomo più potente dell’intero stivale (o almeno, diciamo, il più potente fra quelli che si fanno baciare dalla luce del sole).

Tornando alle affermazioni di Tonino Di Pietro. Quali pensate siano sate le reazioni dentro e fuori l’aula del Parlamento? Facile immaginare con che fragore l’Antiberlusconismo abbia riempito l’etere…da tutte le parti si è levata la somma condanna…la scomunica indelebile e pestilenziale, addensatasi sopra il capo del leader IdV come cupa nube tempestosa.

Da parte mia, sono convinto che se Silvio Berlusconi avesse chiesto i diritti d’autore per l’utilizzo del termine “Antiberlusconismo” ad oggi avrebbe di sicuro raddoppiato i suoi già ingenti capitali.

Ah, dimenticavo…l’opposizione? Beh, con il diagramma che segue spero risulti chiaro quale sia il mio pensiero su cosa essa sia diventata e su come credo abbia deciso di porsi nei confronti del nano magnanimo e del suo Governo (perchè non si lasci spazio ad equivoci, quello nell’immagine con la testa tonda e pelata è Silvio):