Convintamente

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Bertone ci riprova…

Questa l’uscita, come al solito pregevolissima, del Tarcisio Cardinal Bertone: “Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia, e invece molti altri hanno dimostrato – me lo hanno detto recentemente – che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia”.

Mie brevi e umili considerazioni a riguardo:

1) gli “uomini di Dio”, ovvero coloro che hanno intrapreso la via del sacerdozio, sono un minuscolo sottoinsieme di tutti i celibi che popolano questo pianeta…la differenza sostanziale fra i due gruppi, quello immenso dei celibi laici e quello infinitesimale dei sacerdoti, è che il primo, generalmente, non fa voto di castità. Per essere più aderente alla realtà, direi anzi che sicuramente fra i primi 5 motivi per i quali vale la pena vivere i celibi laici mettano proprio il fare sesso. Non stento quindi a credere che la stragrande maggioranza dei membri di questo insieme viva l’eros in maniera sana. Il secondo, ahimè, al contrario, proprio in virtù di quel voto, convive con la propria sessualità in maniera morbosa ed innaturale, mortificandola e demonizzandola. Mi vien quindi da concludere, Tarcisio, che sia da ritenersi impropria la citazione delle suddette opinioni di sociologi e psichiatri. Sarebbe più appropriato tirare in ballo studi, se mai ne esistano, relativi ad astinenza forzosa e pedofilia;

2) cosa direbbe, cardinale, se le dicessi che diversi sociologi e psichiatri hanno riscontrato una forte relazione fra omosessualità e sacerdozio?;

3) sono assolutamente sconvolto dall’ennesimo tentavivo, squallido e vigliacco, di accostare ancora una volta omosessualità e pedofilia. Cardinale, credo dovrebbe vergognarsi e chiedere umilmente scusa a tutti i gay e le lesbiche che, principalmente per causa della sua chiesa, hanno sofferto e soffrono discriminazioni, umiliazioni e violenze indicibili e che inevitabilmente non possono che sentirsi offesi e feriti da questa sua riprovevole e falsa esternazione. Sono queste teorie malsane che stanno alla base del clima d’odio e intolleranza all’interno del quale trova terreno fertile l’omofobia.

Porti i miei più atei e indignati saluti al suo principale.

Un silenzio vergognoso

Molto probabilmente risulterà superfluo dirvi come la penso sulle recenti parole di papa Benedetto XVI su AIDS e preservativi…semplicemente giudico quanto detto e sostenuto il perpetuarsi, da parte del Vaticano, di posizioni anacronistiche, con evidenti risvolti d’irresponsabile e criminosa incoscienza.

Ciò che però mi ferisce ed umilia è la totale assenza di reazioni dalle istituzioni di questo paese. Atteggiamento che manifesta ancora una volta la sudditanza psicologica ed interessata di coloro che ci governano e ci rappresentano, rendendoli complici di questo inaccettabile attacco alla ragione, alla vita ed alla salute di milioni di esseri umani.

Scagliarsi contro l’utilità dei profilattici come protezione contro il contagio, metterne in dubbio l’efficacia o arrivare addirittura ad asserire che essi costituiscano un pericolo è una forma di disconoscimento della realtà che tanto si avvicina al peggior negazionismo di stampo neofascista.

Ogni persona sana di mente si rende conto di come il preservativo da solo non possa essere considerato la soluzione ad un flagello di tali dimensioni…soluzione inevitabilmente assai più articolata e complessa e ad oggi non ancora disponibile…ma indubitabilmente esso costituisce un elemento indispensabile di prevenzione.

Ministro Sacconi, che in virtù del dicastero che presiede più di tutti avrebbe dovuto mostrare sensibilità e sollecitudine nei confronti delle dannose e pericolosissime affermazioni del pontefice, potrebbe gentilmente farci sapere dove si è nascosto? Il suo silenzio è, fra i tanti e assai riprovevoli, certamente il più vergognoso.

Vorrei poi chiedere a papa Ratzinger, per il nostro bene, in futuro di infilare la testa in un robusto condom prima di iniziare con i suoi farneticanti sproloqui.

Sbattezzo 4

Finalmente, dopo lunga attesa, è arrivata l’agognata comunicazione dalla Curia Vescovile della mia città…certo, sono responsabile dei ritardi nell’evasione della pratica a causa della mia approssimazione nell’invio della raccomandata con la richiesta di cancellazione…come accennavo in “Sbattezzo 3“, infatti, ho sbagliato parrocchia…ma la solerzia e la professionalità degli operatori diocesani è riuscita ad individuare la giusta chiesa, ove il mio pedobattesimo venne consumato, ed ora l’atto è compiuto.

Riporto di seguito il punto cruciale della missiva ricevuta:

“Considerando l’esito negativo del precedente contatto a cui non è stato dato riscontro (qui ci si riferisce al fatto che nei quindici giorni di tempo lasciatimi per meditare sul gesto che stavo compiendo, non vi è stato da parte mia alcun ripensamento), visto l’art. 2 § 7 del decreto della Conferenza Episcopale Italiana recante Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza, del 30 Ottobre 1999, le confermo di avere dato in data odierna disposizione al Parroco della parrocchia di … di apporre sul Libro dei battezzati, l’annotazione da lei richiesta concernente la volontà di non essere più considerato aderente alla Chiesa cattolica

Mi si ribadiscono le conseguenze di ordine “giuridico”…si sottolinea il rammarico per la mia decisione, ma sopratutto mi si manifesta per l’ennesima volta, attraverso formula evidentemente standard (qui troverete conferma in altro documento scovato nella rete), “fiducia nel cammino di ricerca, che ci accomuna”…e cordialmente mi si saluta.

Ghigno di soddisfazione, sospiro di sollievo, senso di leggerezza e…beh, sì…il solito fastidio per quella frase ribadita quasi meccanicamente sulla favola del cammino di ricerca che ci accomuna…ma, dopo averla udita e letta più volte, in effetti più che irritarmi mi fa sorridere…un sorriso un pò triste ed un pò compassionevole…che ci posso fare se questi individui ritengono di essere in cerca di qualcosa, quando in realtà ciò che fanno è incatenare la ragione e l’intelletto ad un mastodontico macigno fatto di preconcetti, dogmi e assurdità? Proverò, per quanto mi è possibile, ad evidenziare le sostanziali differenze che ci separano, ma per il momento mi godo la mia apostasia e relativa scomunica latae sententiae.

Sbattezzo 3

Non avendo ricevuto dalla diocesi notizie in merito alla mia pratica di sbattezzo ed essendo trascorso un mese dall’arrivo della loro risposta alla mia richiesta (si consiglia di leggere in proposito qui), quindi ben di più delle due settimane concessemi per riflettere e ravvedermi…ho pensato di fare una chiamata…così, giusto per avere informazioni su quanto stava accadendo…vuoi mai che si siano dimenticati oppure abbiano incontrato difficoltà?…mi risponde un prelato, il quale, udita la mia richiesta, immediatamente mi reindirizza ad un secondo prelato, addetto a questo tipo di pratiche…egli, rapidamente inquadrato l’argomento, subito domanda nome e cognome…data di nascita…quindi mi confida che effettivamente qualche problema l’avevano avuto…non riuscivano a trovare i documenti relativi al mio battesimo nella parrocchia alla quale avevo indirizzato la lettera…devo dire che qui molto probabilmente qualche colpa ce l’ho…mica ho chiesto ai miei genitori dove fossi stato battezzato…ho semplicemente dato per scontato che il fatto fosse avvenuto nella chiesa più vicina a casa loro ed alla quale risalgono i miei ultimi ricordi da giovane parrocchiano…molto giovane, in realtà, poiché, se la memoria non mi inganna, una volta cresimato, che tanto ci teneva una parte della famiglia, non mi sono più fatto vedere da quelle parti…non che loro, a seguito della mia “sparizione”, devo dire, mi abbiano cercato come chi, preoccupato, s’affanna per rintracciare la pecorella smarrita…comunque, a quanto pare, le cose non andarono in questo modo…evidentemente il luogo ove fu consumato il mio “pedobattesimo” era da ricercarsi altrove…prontamente il prelato mi rassicura che già indagini in questo senso erano state effettuate e che, con buone probabilità, si era riusciti ad individuare la giusta parrocchia…quindi, con fare circospetto, quasi fosse trattenuto da una sorta di pudore, ma allo stesso tempo incuriosito o semplicemente spinto da una specie di senso del dovere, mi domanda:

– Ma, mi scusi, lei ha per caso abbracciato qualche altra fede o…

– No…io sono semplicemente ateo…

– Ma come fa? Voglio dire, lei non crede nella giustizia? Nell’amore?

– Certo che ci credo…solo non credo debbano necessariamente derivare da virtù divine…

– Ma non crede o non pensa che vi debba essere un amore eterno?

– Guardi, se la mette così credo che l’amore sia eterno poiché si tramanda da uomo a uomo…si trasmette da una generazione a quella successiva…

– Mah…francamente mi sembra un pò poco…

Qui la mia vena polemica all’improvviso si gonfiò…al prelato ciò sembrava poco…cosa significa? Che non crede nell’uomo? Che i sentimenti umani sono cosa di poco conto? Riuscite a cogliere il significato profondo dell’affermazione del chierico? La necessità di rivolgersi ad un ente superiore e perfetto per dare un senso, una dignità al reale. Mi trattengo…voglio chiudere la telefonata…e non dico nulla…il prete prosegue augurandomi tanta fortuna per la mia ricerca, che io gentilmente ricambio (mi sarebbe piaciuto dirgli che anch’egli è ancora in tempo, poiché non è mai troppo tardi per aprire gli occhi!!) e cortesemente saluto, a mia volta ricambiato. A breve nuovi sviluppi.

Sbattezzo 2

Pochi giorni fa è arrivata la ricevuta della raccomandata inviata al parroco della chiesa ove sono stato “pedobattezzato”. Questo evento di per se non poteva essere reputato tale da dedicargli un post…ieri, però, è arrivata una raccomandata dalla diocesi della mia città, che di seguito intendo riportarvi:

“Egregio signore,

ho preso atto della Sua richiesta di riconoscimento della Sua inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana“, datata 11 Marzo 2008, con lettera raccomandata A/R, indirizzata al Parroco di …, darò pertanto disposizioni al medesimo parroco, secondo quanto da Lei richiesto.

Nel frattempo, se lo riterrà opportuno, mi dichiaro disponibile a un incontro per illustrarLe le conseguenze pastorali e giuridiche della Sua scelta*

L’incontro potrà essere fissato telefonicamente (…/…).

Nel caso in cui entro quindici giorni a partire dalla data odierna, non ricevessi alcun riscontro da parte Sua, darò disposizioni al parroco di cui sopra e, successivamente, le verrà confermata l’avvenuta annotazione.

Pur rammaricandomi per la Sua decisione, desidero anche manifestarLe sentimenti di fiducia nel cammino di ricerca della verità, che ci accomuna, e distintamente La saluto.

L’ORDINARIO DIOCESANO

*Conseguenze di ordine giuridico:

– esclusione dall’incarico di padrino per Battesimo e Confermazione (cann. 874, §1 e 893, §1);

– necessità della licenza dell’Ordinario del luogo per l’ammissione al matrimonio canonico (can. 1071, §1,5°; 1124)

– privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (can. 1184, §1,1°);

– esclusione dai Sacramenti (cann. 1331, § 1,2° e 915);

– scomunica latae sententiae (can. 1364, § 1).

La prima reazione è stata di gioia e soddisfazione. Poi ho meditato su alcuni punti di questa missiva ed il mio solito puntiglio ha leggermente incrinato lo stato d’animo festoso in cui mi cullavo. Sì, d’accordo…pare che la mia pratica di sbattezzo stia procedendo come previsto e desiderato. Però mi chiedo, perché devo aspettare quindici giorni affinché la diocesi proceda dando le dovute disposizioni al parroco? Ho trentasei anni, quindi direi una età tale da consentirmi di prendere le decisioni che ritengo più opportune dopo averle debitamente e attentamente soppesate…e questa, fidatevi, è stata una decisione che ho preso nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, dopo lunga, attenta e profonda riflessione. Se ne conclude che questi ulteriori quindici giorni, concessi al sottoscritto per un eventuale ravvedimento in extremis, sono da considerarsi superflui…per non dire una inutile perdita di tempo.

Le conseguenze pastorali e giuridiche del mio gesto mi hanno fatto sorridere…potrei infatti liquidarle in un lampo dicendo che:

1) Quelle pastorali mi lasciano indifferente…le ritengo infatti parte di un tutto al quale ho scientemente deciso di non appartenere…conseguentemente, avendo senso unicamente per chi si riconosce nella confessione cattolica, a me risultano completamente prive di significato. Immaginate che all’improvviso un giorno vi arrivi a casa l’abbonamento ad una rivista che non avete mai sottoscritto né richiesto. Vi attivate facendo l’unica cosa sensata, ovvero pretendete l’annullamento dell’abbonamento…riterreste sensato che l’operatore al quale state richiedendo tale annullamento vi dicesse, magari con tono vagamente minaccioso, che così facendo non potrete più ricevere la rivista?;

2) Quelle giuridiche semplicemente non esistono…anche qui si parla di regole valide unicamente all’interno del sistema denominato “chiesa cattolica apostolica romana”…si parla di diritto canonico, privo cioè di qualsiasi valore all’interno del sistema che riconosco.

La parte più commovente è poi quella dove mi si manifestano sentimenti di fiducia nel cammino di ricerca della verità, che accomunerebbe me e qualsiasi membro della suddetta chiesa. Non vi nascondo che ciò mi irrita alquanto, poiché è proprio la ricerca della verità che invece ci rende tremendamente differenti. Io il mio percorso lo sto facendo da parecchio tempo, con tutte le difficoltà, i dubbi, gli errori e le insicurezze che ne derivano, ma imparando, scoprendo e crescendo…loro invece hanno abbracciato una presunta verità preconfezionata.

Sbattezzo 1

Non volendo ora e qui parlare del perchè ho preso tale decisione e del percorso che mi ha portato a divenire ateo convinto, intendo con questo post semplicemente raccontare la mia pratica di sbattezzo. Navigando più per curiosità che per un motivo preciso in rete ho scoperto il sito degli atei e agnostici razionalisti. Frugando ho trovato una cosa estremamente interessante…si trattava di tutto l’occorrente per sbattezzarsi…già, sbattezzarsi…una vera e propria campagna per lo sbattezzo…ho letto attentamente, ho soppesato la cosa ed alla fine ho deciso…perchè continuare ad appartenere, anche se solo formalmente, ad una confessione ed una istituzione che non riconosco e che, in sostanza, per molti motivi condanno?

Venerdì 14/03/2008 ho quindi provveduto a scaricare il rigoroso e puntuale modulo di sbattezzo (comodamente fruibile nel sito oppure qui), l’ho compilato nelle parti a carico dello “sbattezzando”, l’ho stampato ed infine ho inviato il tutto mediante raccomandata con ricevuta di ritorno al parroco della parrocchia presso la quale sono stato, non capace per motivi di eccessiva giovinezza di intendere e di dissentire, precocemente (e vigliaccamente) battezzato (atto definito da diverse persone “pedobattesimo”…suona male, vero?).

Ora attendo che il tutto segua il suo corso…aggiornamenti prossimamente, non appena ve ne saranno da riferire.