L’esca meritocratica

Siamo in piena campagna elettorale, non è una novità. Questa sera mi sono sorpreso a meditare sul fatto che come la Primavera si annuncia con il suo tepore, con i suoi profumi, il risveglio dei sensi, allo stesso modo il particolare periodo di democrazia applicata, che stiamo appunto subendo, lo si potrebbe tranquillamente percepire anche se non si fosse vittime del solito e assordante bombardamento di proclami e insulti e patti e garanzie. Esso infatti si rivela con i suoi sentori di raggiro, con le fragranze abbindolanti e l’olezzo dell’impostura.

Le parole chiave attorno alle quali si costruiscono tutti i discorsi d’imbonimento sono sempre le medesime: giustizia, sicurezza, occupazione, legalità, fisco e chi più ne ha più ne metta. Questa sera però il termine che più di tutti ha smosso la mia immaginazione ed ha urtato i miei sensi è “meritocrazia”. Citando Wikipedia, che mirabilmente spiega, essa rappresenta “una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbystica, familiare o di casta economica”. Maestoso…commovente…non vi pare? Nei dibattiti elettorali, nei confronti, nei “faccia a faccia” si parla di sanità e tutti a riempirsi la bocca di “meritocrazia”, si parla di istruzione o di magistratura e via nuovamente a farcire le fauci di “meritocrazia”, si parla, più in generale, di incarichi e carriere in questo o quel settore dell’amministrazione statale e ancora una volta s’ingozzano di “meritocrazia”. Capisco che dopo tanti anni a farsi battere in testa dalle solite fregnacce l’italiano medio si sia reso in qualche modo impermeabile…che gli si sia atrofizzato quel lato del cerebro che soprintende all’ascolto degli oratori interessati che si propongono di prodigarsi per lui ed in suo nome…ma forse la rivoluzione vera potrebbe essere proprio quella di ascoltarli tutti , udirli una buona volta tutti come si deve…intenderli bene e pretendere ostinatamente tutto ciò che promettono.

Per tornare in fine al discorso della meritocrazia, chi più di loro ne difetta? Rifacendoci alla pregevole esplicazione wikipediana, chi più di loro disattende, punto per punto, a quanto vi si afferma, spesso rappresentandone l’esatto opposto? A quale titolo siedono in Parlamento e biascicano sconcezze, cianciano vacuamente e divorano, demolendo, il nostro paese? Un barlume di decenza iniettata nelle loro natiche avvezze all’ozio basterebbe a zittirli definitivamente!!

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