Oltre

Ho tentato e ancora cerco

di andare oltre ciò che sono

sempre più spesso

mi stringo a me stesso.

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Staticità

Imperturbabili oziamo
trascinandoci pesanti
nel gioco che ci ruba il tempo

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Siccità

Abbiamo sete di vita

e gli assetati bevono di tutto

senza curarsi troppo della fonte.

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Ai mondiali solo sesti…

Questa l’odierna uscita del Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano On. Cav. Silvio Berlusconi: “La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo, ma guarda caso e’ quella piu’ conosciuta, perche’ c’e’ stato un supporto promozionale che l’ha portata ad essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese. Ricordiamoci le otto serie della ‘Piovra’ programmate dalle tv di 160 paesi nel mondo e tutta la letteratura in proposito, ‘Gomorra’ e il resto…”.

Appena l’ho sentita per radio, oltre ad evitare la sbandata in autostrada, ho pensato “minchia, che magnifico spot a favore dell’omertà“.

Se l’avessi letto da qualche parte ignorando la fonte, avrei immediatamente immaginato all’esternazione di un qualche boss in gattabuia…un Riina, uno Schiavone…e non mi sarei ovviamente stupito…ci avrei visto una coerenza a prova di bomba. Ho invece trovato queste frasi di una gravità inaudita, essendo state proferite dal Primo Ministro Italiano. Ve la immaginate la Merkel venirsene fuori così: “I sovietici hanno ammazzato nei Gulag molta più gente dei nazisti, ma guarda caso lo sterminio degli ebrei è quello piu’ conosciuto, perche’ c’è stato un supporto promozionale che l’ha portato ad essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese…per il popolo tedesco. Ricordiamoci Schindler’s list ed i tanti altri film sulla Shoah e tutta la letteratura in proposito, ‘Se questo è un uomo’ di Levi, ‘La notte’ di Wiesel e il resto…”.

Sorvolando sull’improprio accostamento fra “La Piovra” e “Gomorra”, cosa che pare come l’intenzione di fare di tutta l’erba un fascio,  screditando azioni ed iniziative di elevato spessore, peso e valore, direi che proprio la cultura, la conoscenza e l’informazione ci aiutano a capire ed a contrastare…ci aiutano ad evolvere sviluppando un sano sentimento di ribellione contro l’ingiustizia, il sopruso, la violenza…permettendoci di scongiurare che accadimenti inauditi appartenuti al nostro passato possano ripetersi, maturando i necessari anticorpi sociali e democratici, o di combattere con le armi più appropriate i flagelli che funestano il nostro presente.

Bisogna quindi comunicare, ascoltare, riflettere…bisogna che chi sa parli e chi non sa s’aggiorni…e sempre e comunque diffidare di chi ci invita all’oblio, all’ignoranza, al silenzio.

Le belle ragazze albanesi…

Un’amica mi ha girato una bellissima lettera che condivido parola per parola…l’autrice è una giornalista e scrittrice albanese, quindi senza ombra di dubbio meglio di me ha saputo esprimere quello che ho pensato (spero assieme a molte altre persone) nel momento stesso in cui per radio ho udito l’ennesimo intervento vergognoso e rivoltante del solito Silvio, che già più volte ha dato prova di quanto infime siano la sua conoscenza e considerazione delle sofferenze, dei dolori altrui. Ho così pensato di riportarla qui di seguito a beneficio di coloro che ancora fluttuano da queste parti:

“Egregio Signor Presidente del Consiglio,

le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.”

Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora  –  tre anni più tardi  –  che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.

Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.

Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

* Elvira Dones, scrittrice-giornalista
.
Nata a Durazzo nel 1960, si è laureata in Lettere albanesi e inglesi all?Università di Tirana. Emigrata dal suo Paese prima della caduta del Muro di Berlino, dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in Svizzera.”

Lodo Alfano illegittimo…

….NIENTE LODO…

…COME GODO!!


Che la pace sia con voi…

Dopo la costituzione del comitato per l’assegnazione del nobel per la pace a Silvio “Mahatma” Berlusconi, negli ambienti intellettuali del paese c’è grande fermento…s’intravede finalmente l’occasione per lavare l’onta inflitta all’Italia con la vergognosa assegnazione del nobel per la letteratura a Dario Fo…già s’ode da più parti il nome di Sandro Bondi…una nuova era è alle porte…l’alba del secondo rinascimento…

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